Inchiesta sulla vendita di San Siro: indagati ex assessori e manager di Inter e Milan

San Siro Stadio Milano Procura

Perquisizioni all’alba negli uffici del Comune di Milano e nove indagati per turbativa d’asta e rivelazione del segreto di ufficio. La Procura di Milano, nell’ambito dell’inchiesta sulla cessione dello stadio San Siro a Inter e Milan, ha iscritto nel registro degli indagati ex assessori comunali e manager delle due società. Un’operazione, quella del 1 ottobre 2025, per cui il Comune ha incassato 197 milioni di euro. Il sospetto della Procura è che la legge sugli stadi, emanata nel 2021 per velocizzare la costruzione degli impianti, sia stata strumentalizzata per sostenere un più ampio progetto di urbanizzazione dell’area. Avvantaggiando determinate società costruttrici.

Le accuse

I reati ipotizzati, a vario titolo, sono turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio. Secondo l’impianto accusatorio, tra il 2019 e il 2025 ci sarebbero stati accordi informali e collusioni per pilotare il procedimento amministrativo volto alla valorizzazione della cosiddetta “Grande funzione urbana (Gfu) San Siro“. Questo include anche la presunta manipolazione dei contenuti dell’avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse, adottato il 24 marzo 2025.

Gli indagati

Per il Comune di Milano risultano indagati nomi di primo piano. Christian Malangone, direttore generale del Comune e braccio destro del sindaco Beppe Sala. Giancarlo Tancredi, prima responsabile unico del procedimento per la vendita dello stadio e poi assessore alla Rigenerazione Urbana. E Simona Collarini, direttrice della pianificazione.

L’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi (fonte: Agenzia Nova)

Sul fronte sportivo sono coinvolti manager delle due società. Per l’Inter sono coinvolti l’amministratore delegato in carica fino al 2025 Alessandro Antonello, il manager Mark van Huuksloot, l’advisor Fabrizio Grena e l’avvocata Ada Lucia De Cesaris, ex assessore all’Urbanistica (dal 2011) e consulente del club nerazzurro per l’affare. Per il Milan, figurano tra gli indagati i consulenti Giuseppe Bonomi e Marta Spaini.

Tutto ha inizio con l’inchiesta sull’urbanistica

L’indagine nasce dagli sviluppi di una precedente maxi inchiesta sulla gestione dell’urbanistica a Milano che aveva già coinvolto Tancredi, Malangone e De Cesaris, e portato ad alcuni arresti la scorsa estate, poi annullati. Analizzando i cellulari sequestrati, il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha ricostruito alcune chat e mail che proverebbero gravi fughe di notizie.

Le chat compromettenti

I pm contestano episodi specifici di grave violazione dei doveri istituzionali. In due occasioni esponenti del Comune avrebbero rivelato notizie di ufficio che «dovevano rimanere segrete». Il 5 novembre 2021 Tancredi e Malangone avrebbero condiviso con l’avvocata De Cesaris una bozza di delibera di Giunta relativa alla dichiarazione di pubblico interesse dell’opera, prima ancora che questa arrivasse sul tavolo della Giunta comunale per la discussione e l’approvazione. Lo schema si sarebbe ripetuto il 19 gennaio 2023. In questo caso sarebbe stato Tancredi a inoltrare a van Huuksloot, manager interista, la proposta di delibera a conclusione del Dibattito pubblico, sempre in anticipo rispetto all’iter ufficiale.

Marco Fedeli

Calciofilo, milanese ma col cuore al mare. Mi occupo di sport e di esteri, ma anche di intelligenza artificiale. Ho svolto lo stage a Sky Sport.

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