Il terremoto nel mondo arbitrale italiano sembra non avere fine. Nemmeno 48 ore dopo le indagini partite contro il designatore Rocchi, che si è prontamente autosospeso, lunedì 27 aprile risultano essere indagati altri due arbitri, Rodolfo di Vuolo e Luigi Nasca, entrambi al VAR in Inter-Verona del 6 gennaio 2024.
IL MANCATO INTERVENTO DEL VAR PER LA GOMITATA DI BASTONI
Tra le partite oggetto di indagine della procura risulta proprio Inter-Verona della stagione 2023-24. È l’ultima giornata d’andata e l’Inter può laurearsi Campione d’Inverno. Ma in pieno recupero il risultato è fermo sull’1-1. Dopo un calcio d’angolo per i nerazzurri, la palla finisce fuori dall’area ospite. Di Marco crossa in mezzo, Bastoni colpisce la traversa, la palla torna fuori per Calhanoglu, che calcia. Montipò non la tiene e Frattesi realizza con un facile tap-in il gol del vantaggio.

L’azione è però viziata da una gomitata molto evidente di Bastoni ai danni del centrocampista avversario Duda, che si accascia al suolo. Bastoni che poi risulta determinante nello sviluppo dell’azione, per la traversa colpita. Ampie proteste gialloblu, il direttore di gara Fabbri parla col Var ma non interviene. Secondo quanto riportato da Repubblica, allo stadio era presente un avvocato tifoso dell’Hellas, Michele Croce, che denunciò un esposto per il fallo non fischiato. «Il pm mi ha convocato prima dell’estate 2025. Mi ha detto che avrebbe raccolto audio e video. Riteneva che la mia querela non rappresentasse un episodio isolato. E da quello che leggo ci avevo visto giusto».
LE ALTRE PARTITE COINVOLTE E LE CONTESTAZIONI CONTRO ROCCHI
Al Var per Inter-Verona, tra le partite oggetto d’indagine, erano presenti Rodolfo di Vuolo e Luigi Nasca, oggi finiti tra gli indagati della Procura. Nasca era al Var anche durante Salernitana-Modena, giocata l’8 marzo 2025 in Serie B. In quel caso la tecnologia intervenne per togliere un rigore fischiato dall’arbitro Giua a favore degli emiliani. La partita vede coinvolto anche il supervisore Andrea Gervasoni, in un caso molto simile alla “bussata” sul vetro di Rocchi per Udinese-Parma. Nella partita del 1 marzo 2025, l’arbitro Maresca non fischiò un fallo di mano di Balogh nell’area ducale. Il Var Paterna chiamò il direttore di gara alla revisione, su pressione di Rocchi.
Proprio il designatore della CAN A e B è al centro delle indagini della Procura di Milano per concorso in frode sportiva, che lo hanno spinto all’autosospensione. Stessa scelta anche per Gervasoni. Le contestazioni contro Rocchi riguarderebbero anche le designazioni arbitrali. Al centro delle indagini la semifinale di ritorno della scorsa Coppa Italia tra Inter e Milan. Nella ricostruzione dei pm, Doveri, fischietto ritenuto “sgradito” ai nerazzurri, avrebbe dovuto arbitrare il derby, per evitare che poi arbitrasse di nuovo l’Inter in un’eventuale finale e nelle ultime partite di campionato.
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LE CONSEGUENZE E LE REAZIONI
«Tornerò più forte di prima» ha dichiarato Rocchi, che ha anche abbandonato la chat degli arbitri. Verrà sentito in Procura giovedì 30 aprile. Nel frattempo non si sono fatte mancare le dichiarazioni da altri protagonisti del calcio italiano, al di fuori dal mondo arbitrale. È intervenuto Marotta, considerate le parole dei pm sugli arbitri scelti in base all’Inter. «Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi. Sappiamo di aver agito nella massima correttezza, questo è il dato più importante che deve tranquillizzare tutti”, ha dichiarato il presidente nerazzurro. “Nella scorsa annata, non lo dico per lamentarmi, abbiamo oggettivamente avuto decisioni avverse anche acclarate, mi riferisco ad esempio al rigore di Inter-Roma. Sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro”.

Lo scandalo rischia di coinvolgere l’intero sistema calcistico italiano, pertanto è intervenuto il presidente della Lega Serie A, Simonelli: «Giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato».