In Europa eolico e solare hanno generato più energia delle fonti fossili

Per la prima volta eolico e solare hanno generato più energia delle fonti fossili nell’Unione Europea. È quanto emerso dal report di Ember, un think tank sull’energia globale. Si tratta di un passo importante per la transizione verso fonti energetiche rinnovabili. Secondo il documento, nel 2025 turbine e pannelli solari hanno generato il 30% di tutta l’energia prodotta in Ue. Le fonti fossili – carbone, petrolio e gas – hanno contribuito per il 29%. Il sorpasso, però, è avvenuto solo in 14 Paesi su 27 e l’Italia non fa parte di questi.

Produzione elettrica

Questo non è solo un successo per l’ambiente, ma anche un passo verso l’indipendenza energetica. In un contesto globale instabile la dipendenza europea dal gas naturale liquefatto americano costringe il vecchio continente ad affrontare crescenti pressioni e ad essere suscettibile a ricatti.

La tendenza è stata trainata dal boom dell’energia solare, ce ha creato la quota record del 13% dell’energia elettrica. E in cinque paesi – Paesi Bassi, Italia, Germania, Spagna e Francia – ha fornito il 20%. Le turbine eoliche sono rimaste al secondo posto, con il 17%. Le fonti fossili, nonostante una crescita dell’8% sono rimaste ben al disotto del picco del 2019. Questo è almeno in parte dovuto al calo della produzione idroelettrica per le condizioni meteorologiche. Nel 2025 la combustione le centrali a carbone hanno contribuito per poco meno del 10% della produzione, un minimo storico in Europa. Svezia, Irlanda, Austria e Portogallo sono riuscite a spegnere tutte le centrali, mentre rimane ancora principale in Germania e Polonia.

La centralità delle batterie
Grafico della domanda e delle fonti di provenienza dell’energia

I climatologi sottolineano come la maggior parte dell’elettricità per un’economia senza emissioni proverrà da panelli solari e turbine eoliche. Per integrare i grandi volumi di energia rinnovabile l’Unione Europea dovrà rinnovare la propria rete elettrica, per adattarla alle caratteristiche delle nuove fonti energetiche. Un passo che però, riportano i ricercatori non è ancora stato fatto e rischia di rendere inefficaci gli investimenti fatti fino ad adesso. Ci sono tuttavia segnali positivi: il rapporto evidenzia come i picchi serali nella domanda di energia siano stati soddisfatti, almeno in parte, dalle batterie e non dalla combustione di gas.

Un’alternativa in grado anche di ridurre i costi per Kilowatt e vede l’Italia alla guida. La Penisola ospita, infatti, un quinto della capacità operativa degli energy storage europei e potrebbe seguire la medesima traiettoria della California. Attualmente le batterie coprono il 3% della domanda serale in Italia, ma tra costi sempre più bassi e una vasta gamma di progetti in corso, potrebbe essere sul punto di seguire la stessa traiettoria della California. Attualmente lo stato americano copre il 20% dei picchi di domanda con le batterie, soppiantando sempre di più gli impianti a gas.

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