Sotto al tetto del centrale di Madrid chiuso per la pioggia, i suoi colpi rimbombano come spari. Rafael Jodar ha solo 19 anni (ne farà 20 a settembre), ma ha già a disposizione un arsenale da “grande”. Servizio e risposta, dritto e rovescio. Tenuta fisica e mentale, anche se quest’ultima andrà valutata quando la pressione si farà più ingombrante. Presto probabilmente. Mentre il connazionale Alcaraz si lecca le ferite e recupera dall’infortunio al polso, la Spagna ha già trovato un’altra stella.
Giro del ranking in 365 giorni
Un anno fa Rafael Jodar navigava oltre la posizione 600 della classifica Atp, lunedì 4 maggio sarà numero 34. A un passo dall’essere testa di serie nei Grandi Slam. Una scalata veloce, ma tutta a fari spenti: le attenzioni erano tutte rivolte al coetaneo Joao Fonseca, considerato in prospettiva il terzo incomodo nel duello Sinner-Alcaraz.
Dopo aver vinto lo Us Open Junior nel 2024, il tennista di Madrid ha scelto il college americano per continuare a crescere. Poi i tre Challenger conquistati nel 2025 e la prima volta nel tabellone di un Major, quest’anno in Australia. Il trampolino di lancio per una prima parte di 2026 da sogno, come Patanegra e Sangria al calar del sole seduti a Plaza Mayor.

A marzo ha messo in bacheca il primo trofeo, il 250 di Marrakech, e a Barcellona ha dimostrato di essere già veramente competitivo. Dopo aver battuto agevolmente Munar, Cabarelli e Norrie, si è arreso alla distanza ad Arthur Fils, uno dei tennisti più in forma. Poi Madrid, casa sua. Giocare davanti al pubblico amico è sempre un’arma a doppio taglio: qualcuno si fa trasportare, molti vengono schiacciati. Lui è tra i primi.
Con un tennis spumeggiante e aggressivo si spinge fino ai quarti, battendo (nettamente) tra gli altri niente di meno di Alex De Minaur, numero otto al mondo. E regalandosi la sfida contro il numero uno, Jannik Sinner, da cui esce sconfitto ma non ridimensionato. L’azzurro vince, ma non senza grattacapi. “What a player”, scrive di Jodar sulla telecamera a fine partita. Tennisti forti ne ha visti parecchi, se è rimasto impressionato un motivo ci sarà.
Jannik che scrive sulla telecamera ‘𝘾𝙝𝙚 𝙜𝙞𝙤𝙘𝙖𝙩𝙤𝙧𝙚!’ è una bella investitura per Jodar! 👏🏻🎩
Non è semplice impressionare Sinner, ma la prestazione del 19enne spagnolo lascia presagire grandi cose 🤝 pic.twitter.com/U6fTMPuyhB
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) April 29, 2026
Pillole statistiche
A 19 anni e 217 giorni, è diventato il più giovane di sempre a battere un Top10 in un Master 1000 da wildcard. Con 17 vittorie nelle prime 25 partite a livello Atp, ha fatto meglio di Sinner (12) e Alcaraz (14). Sulla terra rossa ha subito solo 2 sconfitte in 14 uscite, meglio anche dell’omonimo Nadal che ha fatto di questa superficie l’erba del giardino di casa sua.
Si apre il sipario
Se fino a qualche mese fa la sua cavalcata non aveva attirato particolari attenzioni, adesso le luci su Rafael Jodar sono tutte accese. Le aspettative aumenteranno, i paragoni pure. Anche perché se hai quel nome, sei spagnolo e giochi bene a tennis, l’accostamento con Nadal viene quasi da sé.
Lui però ha già tracciato la sua strada, che lo ha portato fino a qui, e per questa deve proseguire. Vivendosi a pieno gli alti e soprattutto i bassi, perché più di ogni altra cosa lo aiuteranno a maturare: tutti i grandi campioni sono passati dagli inferi, prima di conoscere la gloria. Lui all’Inferno non ci è ancora stato, ma al Paradiso può arrivare.