Il Grande Fratello dei politici prepara la Danimarca alle elezioni

In Danimarca esiste il Grande Fratello dei politici. Un reality show in cui per 24 ore i leader dei 12 partiti con seggi in Parlamento hanno vissuto insieme. Tra loro anche l’attuale premier Mette Frederiksen, che ha nel frattempo convocato elezioni anticipate di sette mesi, sperando in equilibrio politico in realtà incerto.

Il GF politico si chiama Hojskolen

Hojskolen è il nome delle scuole per adulti danesi, prestato in quest’occasione al programma televisivo di quattro episodi con protagonisti di eccezione ambientato proprio in una di queste scuole. È un format televisivo sperimentale, a metà fra dibattito politico e reality show in stile Grande Fratello. Già sperimentato in Belgio nel 2024 con il nome “Il Conclave” e con l’obiettivo di rendere il più spontaneo possibile le interazione tra i politici.

Tra le regole principali ci sono i divieti di avere gli smartphone e ricevere i consigli degli spin doctor, i consiglieri politici. All’interno di questa scuola i vari leader hanno condiviso momenti quotidiani, dai pasti ad attività particolari come cantare in coro. Spazio anche a momenti di divulgazione politica, come il cosiddetto “confessionale”. Un confronto che è diventato virale è quello fra Frederiksen e il leader della destra populista Morten Messerschmidt sulla ricetta per gli “spaghetti bolognese”. Il sottotesto è politico: i socialdemocratici avevano promesso in campagna elettorale che il controllo dell’inflazione avrebbe fatto sì che tutti potessero permettersi un piatto di spaghetti alla bolognese.

 

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Le elezioni anticipate

Mentre vanno in onda le ultime puntate i danesi si preparano a tornare al voto, in anticipo di sette mesi sulla scadenza del mandato. La premier Frederiksen tenta di capitalizzare il sentiment di unità nazionale dovuta alle minacce di conquista fatte da Donald Trump. È una nuova scommessa per la prima ministra in carica dal 2019. L’attuale coalizione di governo vede il suo partito, Socialdemocratici con il partito Venstre, conservatore, e i Moderati di centro, ma oggi non avrebbe la maggioranza. Lo stesso partito di Frederiksen ha i più bassi livello di consenso di sempre.

L’onda positiva data dall’apprezzata presa di posizione della prima ministra a Trump si colloca in un quadro politico comunque più variegato rispetto alle ultime presidenziali. Alle elezioni locali di novembre i Socialdemocratici avevano perso a Copenaghen e in altri importanti seggi. Ad andare bene recentemente in Danimarca è la sinistra, infatti la premier potrebbe riposizionare il suo partito verso sinistra, dopo averlo avvicinato alla destra soprattutto su temi riguardanti l’immigrazione. Ad avere una crescita di consensi è la lista Enhedslisten, che ha posizioni antirazziste e a favore dell’integrazione dei migranti.

Una scena del reality show in cui i politici cantano in coro
Una nuova Danimarca

La Danimarca ha subito degli scossoni in questi ultimi anni che hanno dato a Copenaghen una nuova consapevolezza. Il Paese era un alleato stretto degli Stati Uniti, ha partecipato anche a missioni militari in Iraq e Afghanistan. La Pax Americana era stata molto vantaggiosa per il Paese, che aveva ridotto progressivamente le spese militari mentre il PIL cresceva. La vicinanza con Washington era data anche da un sostanziale euroscetticismo di fondo. Ma dal 2022 il Paese si è ricordato della posizione vulnerabile che occupa sulla mappa. Tra la guerra Russo-ucraina e le mire espansionistiche di Trump la Danimarca si è ritrovata tra due fuochi e alleati incerti. Frederiksen ha così guidato un riarmo massiccio con l’aumento delle spese per la difesa nel 2025 e l’allungamento del servizio militare. Ora questo cambiamento culturale e militare portato avanti dalla premier con successo è ormai acquisito e condiviso come nuovo status quo. Il consenso sulla difesa è quindi così trasversale da non essere più un vantaggio elettorale.

Il riposizionamento delle priorità del paese rimescola le carte e dalla Hojskolen i politici dovranno uscire con nuove coalizioni e nuovi consensi per vincere le elezioni.

Martina L Testoni

Sono nata e cresciuta a Brescia dove il mondo mi sembrava piccolo e chiuso. Poi, quasi all’improvviso, mi sono trovata a vivere tre mesi a Los Angeles e girando per l’America ho scoperto quanto è bello il mondo e quanto sono incredibili le relazioni politiche che lo fanno girare. Dopo un viaggio in Giappone, di questo mondo mi sono innamorata. Ora lo voglio raccontare e spiegare, per portarne un pezzetto a tutti con le parole.

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