Fumata nera per lo storico faccia a faccia tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la capitale del Pakistan. Dopo 21 ore di trattative, le delegazioni hanno lasciato lo Stato senza un accordo sul nucleare e senza le basi per consolidare la tregua, che scadrà il 22 aprile. Trump non ha perso tempo e ha decretato il blocco navale immediato dello Stretto. Ma secondo il Wall Street Journal i contratti tra Usa e Iran restano aperti e un nuovo negoziato potrebbe ripartire a breve.
Il pugno duro di Trump
Il presidente americano Donald Trump ha ordinato il blocco navale dello Stretto di Hormuz a partire dalle 16:00 (ora italiana) di oggi, affermando di non essere interessato a tornare al tavolo dei negoziati. Washington ha precisato che le navi dirette verso porti non iraniani potranno continuare a transitare nello Stretto, ma Trump ha avvertito che gli Usa fermeranno qualsiasi imbarcazione che paghi un pedaggio a Teheran. «L’Iran è in condizioni pessime e disperate», ha detto il tycoon, e ha ribadito che Teheran non avrà mai l’arma nucleare. Ha inoltre confermato la minaccia di dazi al 50% alla Cina in caso di invio di armi all’Iran.

A poche ore dal blocco il generale Seyyed Majid Ibn Reza, ministro della Difesa iraniano, ha sottolineato come l’Iran sia pronto a una risposta dura in caso di aggressione. «Siamo pronti ad affrontare qualsiasi scenario e le forze armate sono in massima allerta», ha detto in una dichiarazione diffusa da Press tv. «Qualsiasi atto di aggressione o provocazione del nemico riceverà una risposta decisiva», ha assicurato.

Il negoziato si è arenato su tre punti: il nucleare civile, la riapertura di Hormuz e gli asset congelati. Teheran sostiene di aver offerto la diluizione di 450 kg di uranio arricchito in un consorzio con Usa e Arabia Saudita, ma accusa Washington di essersi ritirata all’ultimo istante dall’accordo con richieste “massimaliste”. «Non mettete alla prova la nostra determinazione», ha ammonito il capo dei negoziatori iraniani, Mohammad Ghalibaf.
Reazioni globali
Mentre il premier israeliano Netanyahu ha garantito pieno sostegno e coordinazione al blocco statunitense, la presidente della Commissione UE Von der Leyen ha espresso forte preoccupazione per i danni economici, ribadendo la priorità della libertà di navigazione.
L’impatto sui mercati è stato istantaneo e il prezzo del petrolio è cresciuto dell’8%. Mentre i Pasdaran – il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica – minacciano di intrappolare i nemici nel “vortice mortale” dello Stretto, la diplomazia europea prova a mediare. Il presidente francese Macron ha annunciato una conferenza con Londra per una missione multinazionale di pace che garantisca la libertà di navigazione.
Nel frattempo Vladimir Putin si è offerto come mediatore, mentre la tensione in Medio Oriente resta altissima per i nuovi raid in Libano e gli incidenti che hanno coinvolto i mezzi italiani di Unifil.