Groenlandia, la risposta dell’Unione Europea ai dazi di Trump

Dopo che Donald Trump ha minacciato dazi su tutte le merci esportate negli Stati Uniti da alcuni Paesi europei che sostengono la sovranità della Groenlandia, la reazione dell’Unione Europea non si è fatta attendere. Dallo strumento anti-coercizione, il famoso “bazooka” invocato da Macron ai contro-dazi da 93 miliardi, queste le contromisure studiate da Bruxelles. La partita si sposta da oggi 19 gennaio al World Economic Forum di Davos, sulle alpi svizzere, dove i leader europei si incontreranno col presidente americano. Sul tavolo dossier cruciali: la pace in Ucraina, le rivendicazioni sulla Groenlandia e la ricostruzione di Gaza.

I dazi di Trump

Con un post su Truth sabato 17 gennaio Donald Trump ha annunciato l’imposizione di nuovi dazi agli otto Paesi europei che nei giorni scorsi avevano mandato soldati in Groenlandia: Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia. Il motivo? Un messaggio contro le mire espansioniste statunitensi sulla Groenlandia. Inizialmente del 10%, dal primo giugno i dazi passeranno al 25% e rimarranno in vigore fino all’acquisto della Groenlandia da parte degli States. Questi si aggiungeranno a quelli già imposti ai Paesi membri in estate, pari al 15%.

Il “bazooka” economico

Fonti dell’Eliseo fanno sapere che il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe chiesto l’attivazione dello strumento anti-coercizione, il famoso «bazooka» mai usato finora, per respingere le pressioni di Trump. Si tratta dello strumento anti-coercizione entrato in vigore il 23 dicembre 2023. Il suo scopo è quello di deterrenza nei confronti di un Paese terzo che esercita una pressione economica sull’Ue o su un Paese membro. Il “bazooka” consiste in una serie di contromisure come dazi, restrizioni al commercio in territorio europeo, restrizione all’accesso agli investimenti esteri.

I contro-dazi

Oltre a questo sul tavolo dei leader ci sono anche i contro-dazi su merci Usa per un valore pari a 93 miliardi di euro. Approvate il 24 luglio scorso, le contromisure sono state sospese fino al 6 febbraio in seguito all’accordo tra Ue e Stati Uniti. Quei dazi erano stati congelati per negoziare l’intesa commerciale con la Casa Bianca. L’accordo poi è arrivato a fine agosto e quel pacchetto è rimasto lì, dormiente. E anzi la Commissione stava preparando in questi giorni un’altra sospensione per non farli entrare in vigore.

Marco Fedeli

Laurea Triennale in Lettere (Università degli Studi di Milano)

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