Grock: il re dei clown e la sua magica villa

 

Adrien Wettach, in arte Grock, nasce nel 1880 a Reconvillier, in Svizzera. Figlio di un orologiaio e di una casalinga, Adrien si innamora ben presto del circo. Le sue umili origini lo costringono a emigrare in Ungheria e cimentarsi in lavori vari, ma sempre con un obiettivo fisso in testa: stupire senza smettere di stupirsi.

L’appuntamento con il destino è fissato

Ai primi del ‘900 gli si presenta l’opportunità di esordire nel circo. Inizialmente Adrien è la spalla dell’eccentrico Brick, al secolo Marius Galante. Grock però, conquista ben presto il pubblico, facendo parlare di sé tutta Europa. La consacrazione arriva nel 1919 a soli 39 anni, quando, al teatro Olympia di Parigi, Grock viene nominato re dei clown. Il giovane circense, del resto, sapeva parlare otto lingue e componeva in prima persona le musiche che portava in scena, oltre ad essere maestro di ogni specialità della pista: giocoliere, contorsionista, equilibrista e acrobata, fin dai 14 anni il clown aveva imparato anche a fare l’uomo-serpente.

Non solo circo

Grock, dopo il riconoscimento di Parigi, si cimenta in teatro, con i suoi carrozzoni gira il mondo e conquista i personaggi più influenti dell’epoca. Dall’amicizia con Picasso alla stima di Charlie Chaplin, sono numerosi gli aneddoti sulla vita del circense svizzero. Si racconta, ad esempio, che la moglie di Alfonso XII, re di Spagna, abbia partorito durante uno spettacolo di Grock, stimolata proprio dall’umorismo dell’artista. Certezza storica, invece, sono le lodi ricevute da Churchill, desideroso di attribuirgli la cittadinanza inglese, e l’ammirazione del dittatore Adolf Hitler, che amava riguardare più volte le esibizioni di Wettach.

L’amore per Imperia

Il re dei clown, dopo aver scoperto il mondo, si trasferisce ad Imperia per amore, e proprio lì costruisce casa: Villa Grock. Si tratta di un vero e proprio circo di pietra, nato dal genio del circense con l’aiuto di Armando Brignole, storico architetto genovese. Mille angoli sorprendenti nascondono simboli esoterici ed orientali, oltre a continui riferimenti massonici che svelano la storia di Grock, membro della Grande loggia svizzera Alpina e del Grande Oriente di Parigi.

All’interno della villa

Giochi di luce si alternano a particolari architettonici, elementi unici, studiati dall’artista per divertire il visitatore. Secondo alcuni, Villa Grock è costruita seguendo lo stile Liberty, per altri si tratta di Barocco, ma la realtà è che la costruzione, compreso il parco che la circonda, non può essere catalogata se non nel Groccocò: l’idea di un bambino che pur non avendo niente, giocava con tutto. Il clown, per aspera ad astra, affrontando le asperità di una vita umile è riuscito a toccare le stelle, coinvolgendo e stupendo per sempre il proprio pubblico.

 

Alessandro Bergonzi

Giornalista praticante

Nato a Roma, cresciuto a Imperia. I libri di Terzani mi hanno insegnato a sognare e una laurea in Giurisprudenza mi ha permesso di riflettere. Mi piace scrivere di geopolitica, indagare e approfondire tutto ciò che non è lineare.

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