Gregoretti, sì del Senato al processo a Salvini

Matteo Salvini dovrà affrontare il processo per il caso della nave Gregoretti. È questa la decisione emersa dopo la votazione che si è tenuta in Senato il 12 febbraio. A votare a favore della mozione per bloccare il processo nei confronti dell’ex Ministro dell’Interno sono stati Forza Italia e Fratelli d’Italia mentre a opporsi sono stati Pd, M5s, Leu e Iv. Vuoti i banchi del Governo durante la discussione per «rispetto che si deve al Senato per un atto di competenza esclusiva del Parlamento», hanno chiarito membri dell’esecutivo. La Lega è, invece, uscita dall’Aula e non ha partecipato alla votazione, su indicazione di Salvini.

Cosa rischia Salvini?

Il tribunale dei ministri di Catania contesta al leader leghista il reato di sequestro di persona per i fatti del luglio scorso, quando 131 migranti rimasero bloccati quattro giorni sulla nave della Marina Militare, prima di sbarcare ad Augusta. Per questo tipo di reato le pene vanno dai sei mesi ai 15 anni oltre che, dato il ruolo politico, la decadenza parlamentare in base alla legge Severino.

Le reazioni del Leader del Caroccio

«Affronto un’aggressione politica. Facciamo decidere a un giudice» ha dichiarato Salvini poco prima del voto in Aula. Precedentemente, parlando a margine con i giornalisti, aveva detto: «Spiace che qualcuno a sinistra, in Italia e nel mondo, cerchi di eliminare il suo avversario per via giudiziaria. Noi siamo diversi. Io non chiederò mai che siano i giudici a giudicare Zingaretti, Conte e Di Maio». Attacco di Salvini anche al Governo: «Se c’è qualcuno che scappa oggi non è tra la Lega, ma tra i banchi del governo». Il presidente del Senato Casellati lo smentisce: «Non era prevista la presenza del governo». Clima teso, quindi, a Palazzo Madama, con dei cori partiti dai banchi del Pd all’indirizzo del Segretario della Lega: «Studia!» hanno intonato i Dem.

FdI e Forza Italia (e Casini) stanno con Salvini

In tribuna, durante l’intervento dell’ex Ministro dell’Interno ad ascoltarlo in segno di solidarietà si è presentata la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Dal suo partito piena solidarietà al leader leghista: «La cosa che ci dispiace di più – ha dichiarato Daniela Santanché – è che questo governo usa l’istituzione del Senato per vendette politiche. Le istituzioni sono una cosa seria e non si dovrebbero usare a fini politici o per vendette e ripicche personali». Anche Forza Italia si schiera dalla parte di Salvini con Renato Schifani che attacca: «Oggi questo Parlamento segna una pagina buia della nostra storia», ha sottolineato il senatore, «affronta con un atteggiamento passivo e remissivo il principio della separazione dei poteri. È un grave errore usare la forza giudiziaria per fini politici». Forza Italia ha votato nonostante l’indicazione della Lega di astenersi: «Apprezzo l’impostazione del senatore Salvini, ma qui si deve difendere il principio sacrosanto che il Parlamento non possa essere sindacato dalla magistratura. Noi non cambiamo idea, come invece fa il M5s» ha concluso il Senatore forzista ironizzando sui pentastellati. Con Salvini, a sorpresa, anche il senatore Pd Pierferdinando Casini che “assolve” il segretario leghista e viene applaudito dai senatori del Caroccio: «La ruota gira, potrebbe capitare a Zingaretti».

Movimento 5 Stelle vota per mandarlo a processo

Il M5s si schiera contro Salvini: «Da lui solo fughe» ha dichiarato Vito Crimi, nuovo leader politico dei pentastellati. In Aula è intervenuto il capogruppo Gianluca Perilli: «C’è un vittimismo che non comprendo. Si parla di testa alta ma bisogna andare dai giudici a testa alta. Salvini deve andare a rispondere del suo operato» ha chiarito Perilli.

Vito Crimi attacca duramente Salvini a Palazzo Madama
Pd e LeU in coro: «Salvini ha superato il limite»

A favore del processo anche LeU e Pd. A intervenire per Liberi e Uguali è stato Pietro Grasso che ha attaccato l’ex Ministro dell’Interno: «E’ andato oltre il limite che lui stesso si era dovuto porre», anche il Partito Democratico si unisce all’accusa, attraverso le parole della senatrice Anna Rossomando: «Salvini evoca direttamente il popolo, noi parliamo al popolo dei cittadini, quei cittadini fiduciosi che le loro libertà personali inviolabili saranno sempre difese, rispettate e non violate da chi ha il potere politico», ha concluso la dem.

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