Un Raffaello firmato Federica Brignone. L’azzurra trionfa nel SuperG olimpico a dieci mesi da quel terribile infortunio in Val di Fassa. Una vittoria dolcissima, che spazza via tutta l’amarezza accumulata in questo periodo lontano dalle competizioni. Giorni scanditi dall’incertezza di poter effettivamente tornare a gareggiare.
Secondo posto per la francese Miradoli, terza l’austriaca Hütter. Rammarico per Sofia Goggia, ampiamente davanti a Brignone prima di sbilanciarsi e uscire all’altezza dello Scarpadon. Quinta Laura Pirovano, settima Elena Curtoni.
Una gara “super”
Un Supergigante molto tecnico, perfetto per le gigantiste. Meno per le velociste. In molte sbagliano, non l’azzurra Laura Pirovano che si mette in testa. Fino a Federica Brignone. Sarebbe il suo tracciato, ma nessuno pretende troppo da lei. Nessuno tranne la diretta interessata, che di scendere per arrivare al traguardo non ne vuole proprio sapere. L’azzurra non sbaglia nulla e crea velocità anche nella fase finale, a lei meno congeniale. Esulta. Sguardo da “tigre” e braccia verso il cielo. Federica è tornata, a prescindere dal risultato. Che la prova fosse buona si era capito subito, la discesa delle atlete, però, lo conferma.
Nessuna tiene il suo ritmo. Eccezion fatta per Sofia Goggia, che al secondo intermedio arriva con 64 centesimi di vantaggio. La gara della vita, fino a lì. La bergamasca, però, si sbilancia allo Scarpadon ed esce, nel silenzio generale che cala lungo l’Olimpia delle Tofane. Per il primato si trema con le discese di Miradoli e Hütter, che però perdono progressivamente nel terzo e quarto intermedio, chiudendo rispettivamente a 41 e 52 centesimi. Brignone non si batte. È il primo oro olimpico in carriera. Un’impresa da scolpire nella storia dello sport italiano e mondiale.
IL MIRACOLO DELLA TIGRE: BRIGNONE D’ORO!
A 315 giorni dall’infortunio, Federica chiude una gara irreale con 41 centesimi di vantaggio su Miradoli e 52 a Huetter! Primo oro olimpico in carriera per l’Azzurra pic.twitter.com/fgVn2hGNVa
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) February 12, 2026
Impresa olimpica
Destino toglie, destino dà. Lo scorso aprile, l’ultima gara di una stagione gloriosa si rivelava essere anche la più dolorosa. Fisicamente, perché una frattura scomposta di tibia e perone non può non fare male. E mentalmente, perché dover imparare di nuovo a camminare per chi è abituata a spingere il proprio corpo al limite, non può essere facile da accettare.
Queste Olimpiadi Federica le ha volute a tutti i costi. Forse perché molto probabilmente saranno le ultime. O magari perché l’aria di casa è sempre più fresca. Ma onestamente, nessuno avrebbe ipotizzato una sua medaglia. Soprattutto in velocità. Nel SuperG di Crans Montana dello scorso 31 gennaio, l’ultimo prima dei Giochi, Federica era apparsa in difficoltà. A tal punto da mettere in dubbio la sua partecipazione olimpica in gare diverse dal gigante. Per fortuna, non è stato così.

Un gigante dello sci
Se Platone potesse commentare l’impresa di Federica Brignone, difficilmente non la inserirebbe nell’iperuranio. Perché questa vittoria va oltre le gesta sportive e abbraccia tutte quelle emozioni che lo sport è in grado di dare. Quella della rivincita personale, della luce dopo il buio. Di chi sceglie la strada più tortuosa, ma che regala la vista più bella. Dorata.