Un tempo riempivano i palinsesti e le pagine di giornale, oggi non si sa più neanche se vivano ancora nel bosco. E’ la vicenda della “famiglia nel bosco”, di cui tutti eravamo ossessionati e che oggi sembra non importare più. Eppure, mentre l’attenzione mediatica si è spostata altrove, la loro storia è andata avanti.
La vicenda
Per capire dove siamo arrivati bisogna tornare al 2024. Tutto inizia quando l’intera famiglia viene trasportata al pronto soccorso dopo un’intossicazione alimentare causata da alcuni funghi. Il rifiuto di sottoporsi alle normali procedure mediche fa scattare le prime segnalazioni ed emerge così una realtà sconosciuta. In un casolare isolato nei boschi di Palmoli viveva da circa due anni una famiglia composta da Nathan Trevallion, inglese, Catherine Birmingham, australiana, e i loro tre figli.
I bambini non frequentavano la scuola, non avevano contatti con altri coetanei e crescevano in un’abitazione priva di acqua corrente e di energia elettrica. Una situazione di degrado che porta, da quel momento, ad un lungo braccio di ferro tra la famiglia e le istituzioni: email inviate ai carabinieri, tentativi di sottrarsi agli interventi delle autorità e fughe per evitare il collocamento dei minori.

La svolta arriva il 13 novembre 2025, quando il Tribunale sospende la responsabilità genitoriale della coppia. Secondo quanto emerge dalle relazioni della comunità che ospita i bambini, i tre minori presenterebbero gravi carenze nell’igiene personale e nelle competenze di base. Viene quindi disposto il trasferimento dei figli in una casa-famiglia. Nemmeno una raccolta di oltre 30 mila firme riesce a evitare la separazione. Lontani dai genitori, i bambini iniziano per la prima volta un percorso scolastico con l’insegnante Lidia Camilla Vallarolo, evidenziando importanti lacune nell’alfabetizzazione.
L’attenzione mediatica
Nel frattempo le tensioni aumentano e, con esse, anche l’attenzione dei media. Ogni giorno giornali e televisioni raccontano nuovi sviluppi: perizie psichiatriche, battaglie legali e continui aggiornamenti dal casolare di Palmoli. A marzo 2026 poi, arriva un’altra decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila: anche la madre viene allontanata e i figli vengono trasferiti in una struttura diversa da quella di Vasto. La presidente del Tribunale, Cecilia Angrisano, descrive infatti il comportamento della donna come oppositivo e ostile nei confronti dei professionisti coinvolti nel percorso dei bambini, ritenendolo dannoso per il loro recupero.

Ma la vicenda non si è conclusa qui. Fin dall’inizio infatti il caso assume anche una forte connotazione politica. Da una parte chi difende il diritto della famiglia a vivere insieme, dall’altra chi ritiene prioritario tutelare la crescita dei minori. L’ex senatore della Lega Simone Pillon assume la difesa della coppia e la vicenda diventa terreno di scontro pubblico, culminando anche con la visita del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini a Palmoli il 27 aprile.
E ADESSO?
Ma tutto è bene quel che sembra finire bene. Lontana dai riflettori, la vicenda della famiglia del bosco affronta sviluppi importanti. Una prima valutazione degli specialisti avrebbe giudicato i genitori nuovamente idonei e, a giugno 2026, dopo sette mesi dal provvedimento di novembre, il procedimento sembra orientarsi verso un possibile ricongiungimento. La coppia anglo-australiana ha infatti avviato un percorso di riorganizzazione per garantire ai figli un ambiente ritenuto adeguato.
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Parallelamente sono arrivati importanti progressi anche per i bambini. Grazie al lavoro dell’insegnante Lidia Camilla Vallarolo, i tre minori hanno recuperato gran parte delle lacune accumulate negli anni di homeschooling, uno degli aspetti che aveva contribuito alla decisione del Tribunale di allontanarli dalla famiglia. Il 29 e il 30 giugno 2026 i bambini hanno sostenuto gli esami di idoneità, affrontando anche una prova di comprensione del testo e superandola. A settembre, senza nessun tipo di ritardo rispetto ai coetanei, i gemellini di 7 anni potranno cominciare la seconda elementare, mentre la sorella maggiore, di 9 anni, la quarta.
“I genitori sono stati informati che i tre minori hanno positivamente superato l’esame di ammissione alla classe successiva, quarta per la primogenita e seconda per i gemelli” ha dichiarato l’avvocato Simone Pillon, che intanto il 25 giugno 2026 ha presentato un documento di 99 pagine al Tribunale per la richiesta di ricongiungimento, mettendo in evidenza i progressi della famiglia. Adesso non resta che attendere la decisione del Tribunale e solo allora si capirà se questa lunga vicenda, iniziata due anni fa, potrà davvero trovare il suo epilogo.