L’8 marzo il profumo delle mimose incontrerà il rombo dei motori. Mentre il mondo celebrerà la Festa della Donna, la Formula 1 scenderà in pista per l’inizio di una nuova stagione che già si preannuncia come una delle più rivoluzionarie – e discusse – della storia. Archiviati i test del Bahrain, il mondiale di Formula 1 pare ancora tutto da decifrare: il nuovo regolamento è già finito nel mirino di diversi piloti, tra i quali Lewis Hamilton e Max Verstappen.
Il 2026 anticipa una svolta profonda, una rivoluzione nel settore che non interessa esclusivamente il lato tecnico. A Melbourne arriva un segnale storico anche sul fronte della rappresentanza femminile nel motorsport. Come annunciato dall’Australian Grand Prix Corporation, in collaborazione con Engineers Australia, è stata lanciata l’iniziativa «In Her Corner», un progetto che prevede la rinomina di Curva 6 dell’Albert Park in onore di Laura Müller e Hannah Schmitz. Lungo il tracciato, il loro cognome sarà affiancato ai giganti della storia della Formula 1: Brabham, Jones, Clark, Ascari, Stewart e Prost.
Laura Müller, la prima ingegnera di pista donna
Nel 2025 il team statunitense Haas ha nominato Laura Müller ingegnera di pista del pilota francese Esteban Ocon. La squadra con sede a Banbury, nel Regno Unito, ha spezzato un tabù in una serie, quale la Formula 1, che per molti anni è stata tacciata di essere rigorosamente maschilista, e che solamente nelle ultime stagioni sta riconoscendo il valore delle donne in ruoli tradizionalmente maschili.

Müller è entrata a far parte del team Haas nel 2022 lavorando nel reparto simulatore e, solo successivamente, ha ricoperto il ruolo di Performance Engineer. Poi, la promozione a ingegnere di pista. La prima donna nella storia del Circus ad aver messo concretamente le mani in pasta in quello che è il ruolo più vicino al pilota.
Hannah Schmitz, quando la strategia si fa al femminile
La prima volta che è salita sul podio di un Gran Premio è stata in Brasile nel 2019. A Doha, nel 2025, è tornata in quella posizione che spetta al membro del team che più ha contribuito alla vittoria della squadra. Hannah Schmitz, classe 1985, principale stratega per il team Red Bull Racing di Formula 1. La sua carriera è iniziata nella squadra austriaca nel 2009 come stagista. Da quel momento, non ha più lasciato Milton Keynes. Dal 2021, anno in cui è stata promossa a Senior Strategy Engineer, Schmitz ha vinto 4 mondiali piloti con la Red Bull di Max Verstappen e 2 mondiali costruttori.

«Insensatamente calma e molto brava», così il campione olandese l’ha definita. E’ anche grazie alle sue scelte strategiche se, nella scorsa stagione, Max Verstappen ha sfiorato il quinto successo mondiale. A fronte di una McLaren dominante in pista, ma vacillante nel mantenere gli equilibri interni, la Red Bull di Max è arrivata al Gran Premio del Qatar con speranze risicate di poter avanzare sul mondiale. Eppure, una chiamata di Schmitz ai box per cambiare le gomme al settimo giro quando McLaren di stare fuori, ha permesso all’olandese di vincere la gara e riaprire, nuovamente, il mondiale.
«Penso che il punto sia che vogliamo le persone migliori per fare un lavoro, e non sempre queste sono uomini», ha raccontato in un’intervista al The Athletic. Ad oggi, Hannah Schmitz è considerata la miglior stratega dell’era moderna della Formula 1.
La quota rosa della Formula 1: da Maria Teresa de Filippis a Giovanna Amati
Da quel 13 maggio 1950 sul circuito britannico di Silverstone, sono state solo cinque le donne ad aver partecipato a un Gran Premio di F1. La prima tra tutte Maria Teresa de Filippis, in quel lontano 1958. Soprannominata «la diavola», de Filippis è riuscita ad affermarsi in una disciplina sportiva che era tutto, tranne che favorevole alle donne. Un ambiente che, sin dall’esordio, ha accettato con fatica e imbarazzo una figura femminile al suo interno.

Poi è stata la volta di Maria Grazia Lombardi, detta Lella. «La tigre di Torino», così l’hanno soprannominata i media britannici dell’epoca. Classe 1941, ha fatto il suo esordio in Formula 1 nel 1974. Una vera punta di diamante, brillante in quel Gran Premio di Spagna del 1975 in cui, per la prima e unica volta nella storia, una donna ha ottenuto almeno mezzo punto in una Gara di Formula 1.
Divina Galica ha esordito in F1 nel 1976 come pilota britannica. Per tre Gran Premi ha tentato invano le qualificazioni, mai schierandosi nella griglia di partenza di una gara. Poi, Desiré Willson. Pilota sudafricana, è stata la prima donna ad aver vinto una corsa con vetture di F1, nella Formula Aurora a Brands Hatch. Infine, l’ultima figura femminile ad aver preso parte ad una corsa nella massima serie automobilistica è l’italiana Giovanna Amati, nel 1992, con la scuderia Brabham.