Il cielo sereno che sta accompagnandoci verso i giorni di voto per il Referendum sulla magistratura, è stato spaccato da quello che si direbbe un fulmine a ciel sereno. Cosa ci azzecca il Sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro con un ristorante di cucina romana gestito dalla figlia di Mauro Caroccia, condannato per mafia e legato al clan Senese? Al di là delle preferenze gastronomiche, pare che il piatto forte sul tavolo fossero le pecunie.
SOCIETÀ A RESPONSABILITÀ LIMITATA
Siamo a fine 2024, quando Delmastro sottoscrive la partecipazione alla società “Le 5 forchette srl” che gestisce un ristorante a Roma, la “Bisteccheria d’Italia”. Le quote della società all’inizio vengono ripartite. Il 25 per cento va a Delmastro, il 50 per cento alla figlia di Caroccia, il 10 per cento a un’impiegata. E il resto e in egual misura a Elena Chiorino (vicepresidente del Piemonte e assessora al Lavoro), Cristiano Franceschini (segretario provinciale e assessore di FdI a Biella) e Davide Zappalà (consigliere di FdI).
CHI È MAURO CAROCCIA
Mauro Caroccia era titolare del ristorante “Da Baffo” e di altri locali quando nel 2022 è stato condannato in primo grado per i suoi rapporti con il clan Senese. Viene assolto in Appello e poi di nuovo condannato a 4 anni nell’Appello bis a gennaio 2025, dopo che la Cassazione aveva annullato quanto deciso in secondo grado. È stato condannato in via definitiva a febbraio 2026 per intestazione fittizia di beni, aggravata dall’aver favorito il clan Senese di Roma. Il ristorante al centro di questa vicenda è appunto la “Bisteccheria d’Italia”, intestata ufficialmente alla figlia 18enne di Caroccia. Delmastro sarebbe stato un assiduo cliente quando si trovava nella Capitale.

I COLLEGAMENTI CON IL CLAN SENESE
I collegamenti tra Delmastro e Caroccia sono stati messi in luce da un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano di questa settimana. Al Sottosegretario si contesta di aver finanziato un locale strettamente legato a individui che operano con il Clan mafioso e l’opposizione ha richiesto le immediate dimissioni del Sottosegretario.
Ma Delmastro si è difeso dichiarando che «si tratta di una società con una ragazza non imputata e non indagata, che poi si scopre essere ‘figlia di’. Nel momento in cui si scopre, immediatamente, per il rigore etico e morale che mi contraddistingue su questa battaglia, mi sono tolto dalla società. Quindi non c’è nulla da dire». A onor del vero, il Sottosegretario ha rinunciato alle sue quote societarie già prima della condanna definitiva per Caroccia a febbraio 2026.
LE DICHIARAZIONI DEL FRATELLO DI CAROCCIA
La spiacevole vicenda poteva così concludersi, rimanendo una dubbia macchia tra le attività extraparlamentari di Delmastro. Ma le immagini pubblicate da Repubblica attestano l’effettiva conoscenza del Sottosegretario e Caroccia, smentendo quindi la versione di Delmastro secondo cui «non conosceva Mauro Caroccia».
A questo, si aggiungono le dichiarazione del fratello di Caroccia. L’uomo ritiene «impossibile» che Delmastro non fosse a conoscenza dei collegamenti tra il fratello e il Clan mafioso. «Lo sanno pure i muri.. e il Sottosegretario della Giustizia non lo sapeva? Mio fratello? È un deficiente».