Danni milionari alla pista da bob di Cortina: è già ferma dopo i Giochi

Doveva far parte delle “eredità” lasciate dai Giochi invernali, ma la pista di Cortina d’Ampezzo è già fuori uso. L’impianto simbolo delle Olimpiadi invernali non potrà infatti ospitare i campionati italiani di bob, skeleton e slittino previsti a metà marzo. La struttura, costata oltre 120 milioni di euro e realizzata in tempi record, presenta danni e criticità stimati in più di un milione di euro. Una relazione tecnica di 45 pagine descrive una situazione di degrado diffuso nell’area dello Sliding Centre “Eugenio Monti”. Il Comune ora chiede chiarimenti e interventi rapidi per riportare l’impianto alla piena funzionalità.

I danni emersi dopo i Giochi

A far emergere il problema è stato un sopralluogo effettuato all’indomani della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi. I tecnici della società pubblica Simico, guidata dal commissario e amministratore delegato Fabio Saldini, hanno scritto una relazione dettagliata inviata al Comune di Cortina d’Ampezzo, attuale gestore dell’impianto. Nel documento vengono segnalate diverse criticità: un tombino danneggiato probabilmente dal passaggio di un mezzo troppo pesante, strutture temporanee ancora da smontare e numerosi elementi tecnici deteriorati.

Gli ispettori hanno trovato tende protettive strappate, manometri rotti, tubazioni piegate, viti mancanti, scatole elettriche danneggiate e cavi non fissati. Anche parapetti e reti di sicurezza risultano in parte compromessi. Secondo quanto riportato nel verbale, molte aree dell’impianto sarebbero state lasciate senza manutenzione e con accessi aperti, compresa la control room dell’edificio di arrivo, dove sono presenti apparecchiature dal valore di centinaia di migliaia di euro. La pista in sé non risulterebbe strutturalmente compromessa, ma l’intero complesso necessita di interventi di sistemazione e messa in sicurezza.

I campionati italiani cancellati

Le condizioni dell’impianto hanno avuto una conseguenza immediata: l’annullamento dei campionati italiani di bob, skeleton e slittino programmati dal 10 al 12 marzo proprio allo Sliding Centre “Eugenio Monti”. Sarebbe stato il primo appuntamento sportivo dopo le Olimpiadi e avrebbe rappresentato una sorta di prova generale per il futuro utilizzo della pista. Il sindaco di Cortina, Gianluca Lorenzi, ha confermato la situazione spiegando che la priorità è ora riportare l’impianto al pieno funzionamento.

Il Cortina Sliding Center ha ospitato le gare di bob, slittino e skeleton ai Giochi invernali

«Ospitare i campionati sarebbe stato importante per dare un segnale di continuità ma adesso dobbiamo concentrarci sul completamento e sulla sistemazione della struttura». Secondo il primo cittadino, la pista dovrà essere riconsegnata in condizioni ottimali entro la fine di marzo, per poi tornare a Simico che dovrà completare gli ultimi lavori. Il calendario non cambia: da ottobre dovrebbero partire allenamenti e competizioni internazionali, tappa fondamentale per garantire la sostenibilità economica della gestione dell’impianto, stimata in circa 1,1 milioni di euro l’anno.

Un’opera simbolo tra polemiche e ritardi

La pista da bob di Cortina è una delle infrastrutture più discusse legate ai Giochi invernali. Costruita al posto di un vecchio impianto ormai in disuso, ha avuto un percorso complesso sin dall’inizio: due gare d’appalto erano andate deserte prima dell’assegnazione all’impresa Pizzarotti, unica azienda a presentare un’offerta per circa 81 milioni di euro con un ribasso minimo. Tra progettazione, varianti e altri oneri, il costo complessivo è poi salito fino a oltre 120 milioni di euro.

Anche l’impatto ambientale ha suscitato proteste, con l’abbattimento di numerosi alberi secolari per fare spazio al nuovo sliding center. Nonostante le polemiche, l’opera è stata completata in tempi molto rapidi – circa 305 giorni – per consentire lo svolgimento delle gare olimpiche. Tuttavia, attorno alla pista restano cantieri aperti per opere accessorie ancora da terminare. Ora, dopo i Giochi, Simico dovrà tornare sul cantiere per completare i lavori e ripristinare le parti danneggiate, mentre Comune, Fondazione Milano Cortina e società statale sono chiamati a chiarire responsabilità e interventi necessari.

Matilde Liuzzi

Giornalista praticante, mi occupo principalmente di economia. Dopo una breve esperienza nei giornali locali, ho svolto uno stage di tre mesi al Fatto Quotidiano. Sono iscritta al secondo anno del Master in giornalismo all'università IULM e, durante il primo stage, ho collaborato con Mediaset, dove ho realizzato servizi di economia per TG4 e Studio Aperto

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