Dall’inforcata al triplo axel: una guida ai tormentoni di Milano-Cortina 2026

«Quello non è un doppio ma un triplo Axel». «No, ha inforcato!». «Uno splendido hit and roll» Li avrete senti anche voi. Sono i tormentoni che stanno invadendo la nostra vita quotidiana, travolta dalle Olimpiadi di Milano-Cortina. Ormai siamo tutti esperti di sci, pattinaggio e soprattutto curling. Ma che cosa significano davvero questi termini?

Inforcata

Partiamo dallo sci. Quando si parla di “carving” si intende la curva perfetta. L’atleta non derapa, ma taglia la neve restando sempre sugli spigoli. Questo permette di non perdere velocità in curva. Il “tuck”, la cosiddetta posizione a uovo è invece la classica posa che gli sciatori assumono nei tratti rettilinei per ridurre l’attrito dell’aria. Più è bassa e compatta, più si va veloci.

Avrete sicuramente sentito in una qualsiasi gara di sci il termine “inforcata”. È l’errore tecnico più comune nello Slalom. Succede quando uno sci passa correttamente all’esterno del palo, ma l’altro passa all’interno. Porta alla squalifica immediata. C’è infine il cosiddetto “gancio” o Arm swing. Si verifica quando il movimento del braccio che colpisce il palo per abbatterlo e passare il più vicino possibile alla linea di curva.

L’inforcata di Giada d’Antonio
Doppio o triplo axel

Entriamo nei palazzetti. Guardando una gara di pattinaggio di figura avrete sentito nominare dei termini come “Lutz” o “Axel”. Sono i nomi dei salti più difficili codificati dall’ISU, International Skating Union.  Si chiamano Axel, Salchow e Rittberger i tre salti che partono dal filo destro o sinistro della lama del pattino (se destro o sinistro dipende da qual è la gamba forte dell’atleta). Facendo attrito sul ghiaccio col dentello anteriore, invece, si eseguono i salti puntati: Toe Loop, Flip e Lutz.

Il più riconoscibile tra tutti è l’Axel, l’unico che si effettua guardando avanti. Deve il suo nome al norvegese Axel Paulsen che lo inventò a fine Ottocento ed è celebre al punto da essere diventato una mossa del franchise Pokémon. Ilia Malinin, il pattinatore statunitense che sta stupendo in questi Giochi, finora è l’unico ad aver eseguito un quadruplo Axel. Infine avrete sicuramente sentito in telecronaca il “Kiss & Cry”. È quel divanetto, diventato ormai iconico, dove gli atleti attendono il giudizio dei giudici.

Ilia Malinin, pattinatore statunitense
Curling, simile alle bocce

A Cortina invece nei palazzetti si urla per il curling, in particolare lo Sweeping. Non sono pulizie di primavera. È l’arte di spazzolare il ghiaccio furiosamente per scaldarlo e modificare l’attrito, permettendo alla Stone, il disco, di curvare o allungare la traiettoria verso la House, il bersaglio. Un po’ come nelle bocce. Ci sono infatti anche le bocciate, i colpi pensati per fare piazza pulita e stravolgere gli equilibri sulla pista.

Il colpo più muscolare è l’apertura. Si lancia la pietra con una forza incredibile per spazzare via le “guardie” che ostruiscono il passaggio e liberare il campo. C’è poi il colpo da biliardo, l’hit-and-roll. L’atleta colpisce il sasso avversario per cacciarlo fuori e, nello stesso istante, sfrutta l’urto per far scivolare il proprio sasso in una posizione protetta, quasi come se si nascondesse dietro un angolo.

E se sentite parlare di Hammer? È il vantaggio più prezioso: l’ultimo lancio dell’ultima “mano”, quello che può ribaltare il risultato in un solo colpo.

Marco Fedeli

Laurea Triennale in Lettere (Università degli Studi di Milano)

No Comments Yet

Leave a Reply