La Trapani Shark è ufficialmente esclusa dal campionato di Serie A di basket maschile. Una decisione che era nell’aria e che a causa degli avvenimenti delle ultime due settimane pareva oramai inevitabile. Dalle irregolarità amministrative alle partite farsa contro Hapoel Holon e Trento, passando per gli addii a stagione in corso e i risultati incredibili sul campo: una macchia sulla pallacanestro italiana.
Dalle penalizzazioni all’esclusione: una storia lunga mesi
Il primo provvedimento nei confronti della società siciliana risale al 21 maggio 2025: 4 punti di penalizzazione da scontare nel campionato successivo (2025/26) per irregolarità amministrative relative al corretto adempimento delle imposte sul reddito (IRPEF) e dei contributi previdenziali (INPS) per i propri tesserati. Una sanzione arrivata alla vigilia di una delle serate migliori della storia del club che il 22 maggio, eliminando Reggio Emilia, ha raggiunto la semifinale playoff, poi persa con la Germani Brescia.
Con il passare del tempo e l’inizio della nuova stagione si sono aggiunti ulteriori punti di penalizzazione, accompagnati da un mercato bloccato. Un punto il 24 novembre per il mancato versamento di una rata da 120mila euro all’Agenzia delle Entrate, altri 5 punti comminati tra il 30 dicembre e il 9 gennaio che hanno alzato l’ammontare complessivo a quota -10.
Nel caos, la squadra ha perso man mano molti dei suoi componenti, a partire dal coach Jasmin Repesa che ha rassegnato le sue dimissioni ad inizio dicembre. Indimenticabile, a suo modo, il match vinto a Udine con il capitano John Petrucelli in veste di allenatore-giocatore. Petrucelli che è stato uno degli ultimi ad abbandonare la neve in questo mese di gennaio, rivelatosi definitivo per la Trapani Shark.
All’estromissione dal campionato, si aggiunge l’annullamento di tutte le partite fin qui disputate in stagione, nonché un’ammenda da 600mila euro e l’inibizione per tre mesi del proprietario Valerio Antonini.

Gli incredibili risultati in campo
Il paradosso è che quanto accadeva fuori dal campo non rispecchiava il lavoro dentro al campo della squadra che, fino alla partita disertata contro la Virtus Bologna, aveva ottenuto 10 vittorie e 3 sconfitte nelle prime 13 gare di campionato.
Risultati che sono proseguiti anche dopo le dimissioni del coach Jasmin Repesa, arrivate ad inizio dicembre, con due vittorie consecutive prima del calo di fine dicembre e la fine, di fatto, del percorso stagionale. Il cammino in Champions League è stato caratterizzato da alti e bassi, con 3 vittorie e 3 sconfitte, fino alla partita contro gli israeliani dell’Hapoel Holon del 6 gennaio.
E partite farsa
Nell’ormai consueta cornice extra israeliana, in questo caso a Samokov in Bulgaria, la Trapani Shark si è presentata con soli 6 giocatori, uno dei quali infortunato e due debuttanti assoluti. L’epilogo è stato dei più imbarazzanti possibili: gara terminata dopo soli 6 minuti e 57 secondi sul parziale di 38-5 per l’Hapoel Holon, con un solo giocatore rimasto sul parquet per i siciliani, ovvero il debuttante Francesco Martinelli.
Prima di lui era uscito dal campo infortunato Riccardo Rossato e avevano abbandonato Alessandro Cappelletti e Fabrizio Pugliatti. A restare sul rettangolo di gioco solamente i due giovani Luigi Patti e, appunto, Francesco Martinelli. Il primo escluso dopo i 5 falli commessi, il secondo baluardo e vittima di una farsa storica.
Come se non bastasse, l’episodio si è ripetuto pochi giorni dopo. La sfida di campionato contro la Dolomiti Energia Trento è durata questa volta solamente quattro minuti e 11 secondi, chiusa dagli arbitri sul parziale di 26-11 per i padroni di casa. 7 i giocatori disponibili.
Tre sono andati nello spogliatoio dopo il primo canestro, tre hanno speso i cinque falli (tra questi anche Martinelli e Patti), lasciando solo in campo il 18enne Giacalone. La Trapani Shark si è presentata a Trento per evitare l’esclusione automatica dalla Serie A dopo aver disertato la sfida contro la Virtus Bologna nel weekend precedente. Una scelta che ha solo posticipato di qualche ora l’epilogo inevitabile, anche se non per tutti.
Il patron Antonini non demorde
«Andrò fino in fondo, eventualmente anche fino a ricorrere alla Corte Europea. La nostra è una battaglia destinata a distruggere per sempre la giustizia sportiva: evidentemente cambierà tutto» ha annunciato il patron del club siciliano Valerio Antonini in un’intervista rilasciata al quotidiano Domani. In questi mesi ha denunciato a più riprese una presunta colpevolezza da parte del sistema, reo di essersela presa con lui e la società Trapani per «errori altrui».
La FIP ha commentato la vicenda con il suo presidente Gianni Petrucci ai microfoni di Sky Sport: «Sono pagine amare, ma questa è la realtà. Quando si partecipa a una competizione, si conoscono in anticipo le regole. Devo dire che la Giustizia sportiva ha fatto il suo corso, non commento. Chi tace non sbaglia mai. Non ho parlato per tutta la vicenda, non parlo adesso». Le decisioni sono state prese, ma la vicenda è ancora lontana dall’essere archiviata.

A cura di Daniele Minini