10 Photos
Quasi una foto per ogni vittima. 40 immagini documentano le condizioni del bar Le Constellation, in seguito all’incendio avvenuto nella notte di Capodanno, dove hanno perso la vita 41 persone. Il report fotografico della polizia cantonale del Vallese è incluso nei documenti dell’indagine messi a disposizione delle parti coinvolte.
LE FOTOGRAFIE DEL LOCALE
Le bottiglie di Champagne ancora sui tavoli, bruciati, così come le poltroncine e i divanetti. Il soffitto del seminterrato lacerato, mentre muri e mensole anneriti, quasi da non distinguere gli uni dalle altre. Le scale strette, troppo strette per consentire a tutti di fuggire e di mettersi in salvo all’esterno di quel locale, ormai diventato una trappola mortale. E poi spiccano quei dettagli, come la scarpa bianca in mezzo alla devastazione, o il cellulare bruciato ancora attaccato al filo che lo stava caricando. E il chiavistello della porta di servizio, forzata dai soccorritori. Se fosse stata aperta, avrebbe potuto salvare delle vite.
Ovunque prevale il nero: il nero del fumo e della morte. Questo si evince dalle foto contenute nel dossier 6 sulla strage al bar Le Constellation di Crans-Montana nella notte di Capodanno, dove sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite, anche gravemente. Sono 40 fotografie, scattate dagli inquirenti, nei giorni immediatamente successivi alla tragedia. Descrivono perfettamente, senza bisogno di parole, quello che è stato l’incubo di quella notte, vissuto da ragazzi giovanissimi che festeggiavano il nuovo anno.
COSA EMERGE DALL’ULTIMO INTERROGATORIO
Anche di fronte alla realtà che emerge da queste foto, Jacques Moretti – proprietario insieme alla moglie Jessica del bar Le Constellation – ribadisce nuovamente che il suo era un locale sicuro. Se non lo era, la colpa è interamente da addossare al Comune di Crans-Montana, secondo Moretti, per non aver mai effettuato i controlli dovuti per legge. Questa è la linea difensiva seguita dai legali della difesa di fronte alla Procura del Canton Vallese e ad oltre 50 avvocati della parte civile, durante gli interrogatori di mercoledì 11 febbraio. Moretti assicura che la porta di servizio chiusa con il chiavistello – che non si tratta dell’uscita di sicurezza – era sempre stata aperta. Alcuni dei 41 corpi sono stati trovati proprio dietro quella porta che, per coincidenza o fatalità, quella notte era chiusa.
Ma, in aggiunta, quella notte non è stato utilizzato nessuno degli estintori presenti nel locale perché, spiega Moretti, «tutti pensavano solo a scappare». Dalle perizie effettuate all’interno del locale, però, emerge anche l’assenza di cartelli catarifrangenti che ne segnalassero la posizione. Si aggrava anche la posizione del Comune di Crans-Montana. Come rivela nel suo interrogatorio Christophe Balet, responsabile della sicurezza comunale, il bar Le Constellation non figurava tra i locali con una “non conformità aperta” e, non essendo classificato come struttura ricettiva, non rientrava tra le priorità dei controlli di sicurezza che spettano al Comune.
Ad aspettare la convocazione dei coniugi Moretti, davanti alle porte della Procura di Sion sono presenti diversi parenti delle vittime, che hanno aggredito verbalmente i due indagati. A chi lo accusa di essere responsabile di 41 morti innocenti, Moretti replica «Mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia».