Sembra che una maledizione continui a colpire Crans-Montana, o che il destino, con crudele ironia, si accanisca senza tregua. Un incendio ha colpito il memoriale dedicato alle vittime del rogo di Capodanno, trasformando un luogo di ricordo in un’altra scena di devastazione.
IL FATTO
Le fiamme sono divampate intorno alle ore 6 di domenica 8 febbraio. Del memoriale allestito per le vittime del rogo a Le Constellation, in Rue Centrale, non resta che un triste scheletro. Fiori, lettere, lumini e orsacchiotti, depositati in ricordo delle 41 vittime e 115 feriti della tragedia di Capodanno, sono stati danneggiati dal fuoco, così come la grande tenda a forma di igloo che proteggeva il memoriale dalle intemperie.
È stata avviata un’indagine per chiarire l’origine dell’incendio. Secondo le prime informazioni raccolte dalla polizia del Canton Vallese, l’innesco sarebbe riconducibile alle candele, disposte su un tavolo al centro del memoriale. La natura sarebbe quindi accidentale: in questa fase, precisano le autorità, è possibile escludere il coinvolgimento di terze persone. I vigili del fuoco di Crans-Montana, accorsi sul luogo per domare le fiamme, riferiscono che è salvo il libro delle condoglianze, dove migliaia di persone hanno scritto messaggi di cordoglio.
LE POLEMICHE SULLO SPOSTAMENTO
«Il monumento è attualmente in fase di ricostruzione», si legge in un comunicato della polizia vallesana. Il personale comunale e i pompieri hanno provveduto a liberare il memoriale: fiori, candele, messaggi e peluche, lasciati dai visitatori nel corso dell’ultimo mese e mezzo, sono stati raccolti e trasportati su un veicolo del Comune. Gli oggetti rimasti integri sono stati sistemati in un gazebo nelle immediate vicinanze, ma il tutto è stato occultato dalla polizia con dei pannelli bianchi per impedirne la visione.

Inizialmente collocato davanti al Constellation, il memoriale dedicato alle vittime dell’incendio era stato trasferito circa venti giorni dopo la tragedia. Il Consiglio Comunale, infatti, aveva deciso di trasferirlo in una zona più defilata, nei pressi della cappella di Saint-Christophe. Una decisione motivata da esigenze di sicurezza, ma che ha sollevato molte polemiche.
In tanti hanno interpretato lo spostamento come un tentativo di rendere meno visibile uno dei simboli della tragedia, anche in relazione allo svolgimento della Coppa del Mondo di sci alpino a Crans-Montana, a fine gennaio. L’amministrazione comunale aveva tuttavia respinto le critiche, spiegando che la nuova collocazione garantirebbe un luogo di raccoglimento accessibile, in grado di offrire calma e sicurezza a chi desidera rendere omaggio alle vittime.
COME PROCEDONO LE INDAGINI
Nel frattempo, l’inchiesta sulla strage del Constellation potrebbe estendersi fino a coinvolgere anche il Cantone del Vallese. Christophe Balet, responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, nell’interrogatorio di venerdì 6 febbraio ha ammesso di non essere in possesso del brevetto antincendio e ha attribuito i ritardi nei controlli di sicurezza dei locali pubblici a problemi legati all’aggiornamento di un software. Sull’operato dei magistrati della procura generale di Sion è tornato a esprimersi anche il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin, intervenuto da Milano, dove si trova per i Giochi Olimpici.

Se la crisi diplomatica tra Italia e Svizzera vede una fase di distensione, le tensioni si spostano ora all’interno della Confederazione Elvetica. I sindaci del distretto di Sierre, di cui fa parte Crans-Montana, definiscono inapplicabile la normativa che impone verifiche antincendio annuali in tutti i locali aperti al pubblico. «Nessun Comune è oggi in grado di assumersi pienamente questo compito. Non è solo una questione di risorse, ma di un sistema con un perimetro troppo ampio», scrivono i sindaci in un documento condiviso. I primi cittadini sollecitano per una riforma urgente delle normative di sicurezza, ipotizzando anche le dimissioni.
Gli interrogatori previsti questa settimana avranno un ruolo determinante. Lunedì 9 febbraio sarà ascoltato Ken Jacquemoud, responsabile della sicurezza dei locali pubblici di Crans-Montana fino al 2024. Mercoledì 11 e giovedì 12, invece, Jacques e Jessica Moretti torneranno davanti ai magistrati. I due coniugi dovranno rispondere dei problemi di sicurezza all’interno del locale e delle loro azioni la notte della tragedia.