Crans, i dubbi sulla Procuratrice Béatrice Pilloud

Quando all’inizio di gennaio la procura del Canton Vallese ha aperto un’indagine per incendio e omicidio colposi nell’ambito della strage di Crans-Montana, il nome di Béatrice Pilloud, in principio familiare solo ai professionisti del foro svizzero, è divenuto immediatamente noto alle cronache internazionali.

A lei è stato affidato l’incarico di individuare le responsabilità dell’incendio divampato a capodanno all’interno del locale Le Constellation, che ha provocato un bilancio drammatico di 40 vittime e circa 119 feriti.

Ma chi è Béatrice Pilloud, la procuratrice generale del Canton Vallese?

Nata nel 1975 e cresciuta a Sion, Pilloud ha svolto la professione di avvocato penalista per 20 anni: dopo la laurea in diritto all’Università di Neuchâtel nel 1999 ha ottenuto il brevetto di avvocato nel 2002 e successivamente il diploma di avvocato specialista in diritto penale.

Béatrice Pilloud, Procuratrice generale del Canton Vallese

Nel corso della sua carriera ha ricoperto anche incarichi istituzionali – tra cui la presidenza della Commissione di diritto penale – fino ad arrivare all’apice professionale nel novembre 2023, quando il Gran Consiglio del Canton Vallese l’ha eletta procuratrice generale. Dal primo gennaio 2024 è dunque alla guida del Ministero pubblico cantonale, in una realtà che lo stesso Consiglio della magistratura svizzera aveva definito “preoccupante”.

A SRF, l’agenzia radio e televisione svizzera, Pilloud aveva dichiarato: «non c’è niente di meglio per cominciare la giornata che sedersi presto alla propria scrivania». Una dedizione al lavoro che sembra rispondere perfettamente alle esigenze operative della Procura del Canton Vallese, in crisi per l’eccessiva mole di lavoro e recentemente scossa dal suicidio dell’ex procuratrice Rahel Brühwiler.

Le ombre nel passato professionale di Béatrice Pilloud

Un curriculum ineccepibile, dunque, che tuttavia non è bastato a renderla immune da critiche: diversi quotidiani internazionali – a partire da Le Temps – hanno scovato nel passato professionale di Pilloud diversi sospetti di irregolarità, come quando l’ex procuratrice Brühwiler l’accusò di conflitto di interessi oppure quando, nell’ambito del caso Dominique Giroud, era stata invitata a ricusarsi.

Jean-Luc Addor, avvocato di alcune delle vittime

Tali sospetti rappresentano oggi dei precedenti: «se vogliamo condurre una procedura credibile agli occhi del mondo e far sì che la gente smetta di parlare di ‘schemi vallesani’, l’unico modo è utilizzare metodi credibili. Purtroppo, Béatrice Pilloud non lo sta facendo», ha dichiarato Jean-Luc Addor, avvocato di alcune delle vittime.

Le contestazioni

Tra le contestazioni mosse alla procuratrice appare in primo luogo l’accusa di lassismo: non sono chiari, infatti, i motivi dell’arresto tardivo dei coniugi Moretti; non è chiara la scelta di non disporre nell’immediatezza un mandato di perquisizione, né è chiaro il motivo dell’esclusione dei querelanti dagli interrogatori dei testimoni.

Non è passata inosservata, inoltre, la “svista maldestra” – così l’ha definita la stessa procuratrice – che l’aveva portata a suggerire ai familiari delle vittime un gruppo di avvocati ai quali apparteneva il cugino dell’avvocato della controparte, il Comune di Crans Montana.

Controversa è apparsa anche la sua appartenenza allo stesso partito del sindaco di Crans Montana, il Partito liberale radicale. A lanciare l’allarme è stato Roland Rino Buchel, membro del Consiglio nazionale svizzero per l’Unione democratica di centro.

L’insieme di queste circostanze ha portato alcuni legali delle vittime a chiedere la sostituzione della procuratrice con un procuratore straordinario esterno al cantone, con una velata dichiarazione di sfiducia che metterà alla prova la solidità della procuratrice la quale, alla vigilia dell’insediamento, in un’intervista radiofonica, aveva dichiarato: «aucun dossier ne me fait peur». Nessun fascicolo mi fa paura.

No Comments Yet

Leave a Reply