The covid art museum, la raccolta online delle opere d’arte in quarantena

Si chiama The Covid Art Museum ed è il primo museo digitale a tema coronaviurs. A creare l’account Instagram ufficiale del museo virtuale, sono stati tre amici di Barcellona: Emma Calvo, Irene Llorca e Josè Guerrero. Nella vita sono tutti e tre grafici pubblicitari e le due ragazze lavorano nella stessa agenzia, la Honest Barcelona.

«Il progetto è semplice, attuale e universale perché tutti stanno vivendo l’emergenza coronavirus. E’ una buona notizia che entra come una boccata d’aria fresca tra tutte quelle negative che ogni giorno sentiamo», spiega a MasterX Irene Llorca, una delle ideatrici e appassionata di fotografia e arte.

L’origine dell’arte covid

L’idea nasce a partire dall’osservazione della realtà durante i primi giorni di quarantena in Spagna: «Abbiamo notato che molti dei nostri conoscenti usavano l’arte come forma di evasione durante le giornate a casa. Poi ci siamo accorti che non erano solo le persone che conoscevamo, ma che la produzione di opere si stava allargando velocemente» continua Irene.

Questa tendenza ha portato i tre ragazzi a chiedersi: cosa succederà a tutte le opere che le persone stanno creando nelle loro case durante questo periodo di quarantena? Ed ecco che la risposta si è trasformata nella pagina di The Covid Art Museum, che ha pubblicato il suo primo contenuto il 19 marzo. 

Monna Lisa che tiene in mano dei rotoli di carta igienica è una delle opere pubblicate sulla pagina

L’obbiettivo è creare un vero e proprio archivio quotidiano, che testimoni le emozioni delle persone e il loro modo di affrontare la vita durante la pandemia. La scelta di Instagram, poi, permette a tutti di accedere ai contenuti  velocemente. «Non richiede un grande sforzo e non ti toglie tempo, spostando il dito si possono vedere un sacco di opere in pochi minuti», racconta a proposito Irene.

Scorrendo tra le varie pubblicazioni, la sensazione che emerge è l’identificazione: ci si rende conto che molte persone in tutto il mondo stanno attraversando la stessa situazione. «L’arte aiuta la gente a non sentirsi sola. Proprio qualche giorno fa, un ragazzo ci ha ringraziato per il museo, dicendoci che lo stava aiutando a gestire la situazione», spiega Irene.

Le opere

I contenuti del museo sono divertenti ed ironici, ma comprendono anche messaggi di sostegno, coraggio e speranza. E sono realizzati nei modi più diversi: illustrazioni, fotografie, dipinti, disegni, animazioni e video. Nel raccogliere le diverse forme d’arte nessuna tecnica è stata esclusa. L’unico filtro è la relazione che hanno con la situazione attuale.

The Covid Art Museum riceve più di 100 opere al giorno, sia da artisti professionisti che da persone che hanno una grande passione per l’arte ma nella vita si occupano di altro. In un mese sono state più di 1 milione le visite sulla pagina e le proposte sono arrivate da oltre 50 paesi in tutto il mondo.

«L’archivio sarà aggiornato finché le opere continueranno ad arrivare», conclude Irene. E confessa anche che un bel modo di finire sarebbe trasformare il tutto in una vera e propria mostra fisica.

 

Elisabetta Murina

23 anni. Nata e cresciuta a Milano. Dopo la laurea in Linguaggi dei media all'Università Cattolica, inizio il mio percorso al master in giornalismo IULM. Ora scrivo su MasterX. La prima esperienza in un periodico femminile, dove l'interesse verso questo mondo è cresciuto sempre di più. Grande appassionata di moda, spettacolo e arte in ogni sua forma. Curiosa di natura e sempre in cerca della verità.

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