Comitato d’emergenza dell’Oms per il virus in Cina

Comitato d’emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità per fare il punto sul nuovo virus che si è diffuso in Cina. Il Comitato, convocato per martedì 21 gennaio a Ginevra, servirà per accertare se il focolaio di casi «rappresenti un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla», ha fatto sapere l’Oms in una nota.

Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto «sforzi risoluti» contro la diffusione del virus e ha invitato a migliorare il coordinamento con l’Oms e con paesi come Hong Kong, Macao e Taiwan con l’intento di frenare la diffusione dell’influenza. Intanto sale a sei il numero delle vittime del nuovo coronavirus.

Sono 291 i casi accertati di contagio in Cina e 922 i pazienti che restano sotto osservazione negli ospedali cinesi (si tratta di casi per cui non è stato ancor accertato il contagio), tra cui 14 operatori sanitari. Sono 7, invece, le persone colpite fuori dalla cittadina epicentro del focolaio dell’epidemia: segnalati casi in altre città della Cina e poi in Thailandia, Giappone e Corea del Sud. È stato registrato anche un primo caso sospetto a Brisbane, in Australia, dove un uomo è stato messo in isolamento dopo aver manifestato sintomi simili a quelli provocati dal coronavirus. L’uomo era tornato da una recente visita ai suoi parenti a Wuhan. Nelle Filippine un bambino di cinque anni è stato ricoverato con i sintomi di un’influenza dopo il suo arrivo dalla città cinese.

Intanto sale la preoccupazione per il rischio di diffusione del virus, soprattutto in vista dei frequenti spostamenti aerei che si verificheranno in prossimità del capodanno cinese, tra fine gennaio e inizio febbraio. Per questo motivo anche l’Unione Europea si sta mobilitando. Nella riunione di mercoledì 22 gennaio, Commissione e Stati membri discuteranno l’aggiornamento del primo rapporto dell’Ecdc sul nuovo virus.

Roma, Parigi e Londra sono gli unici tre scali con voli diretti da Wuhan. Sono scattati, quindi, i controlli nell’aeroporto di Roma Fiumicino. Gli esperti invitano comunque alla cautela e a non creare allarmismo. «Non si può escludere che casi possano arrivare anche in Europa e in Italia, ma l’importante è identificarli ed isolarli subito – ha spiegato Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità -. Se si interviene con rapidità si può infatti bloccare la diffusione, isolando gli infetti e procedendo alla quarantena dei contatti, ma questo si può fare solo se gli infetti non sono tanti». Intanto in Thailandia si teme possa esserci il primo occidentale colpito da questo virus.

No Comments Yet

Leave a Reply