Clamoroso in Coppa d’Africa: titolo a tavolino al Marocco due mesi dopo, ricorso Senegal

La finale di Coppa d’Africa sembrava un film scritto da Alfred Hitchcock. E come ogni suo film che si rispetti, il colpo di scena è dietro l’angolo. A due mesi di distanza, la Federazione Calcistica Africana (CAF) ha assegnato il titolo a tavolino al Marocco, togliendolo al Senegal. Il motivo è l’abbandono del campo per oltre quindici minuti dopo il rigore assegnato ai Leoni dell’Atlante, e poi sbagliato al rientro da Brahim Diaz. La Federcalcio senegalese ha annunciato il ricorso al Tribunale dello Sport.

Più ombre che luci

Un torneo avvincente che rischia di essere definitivamente macchiato da un finale non all’altezza. Il rigore assegnato al Marocco sullo 0-0 a pochi secondi dalla fine dei tempi regolamentari, aveva già fatto storcere il naso. Soprattutto agli avversari, che infatti abbandono il campo. Tutti tranne uno. Il capitano, Sadio Mané. Dopo quasi venti minuti di interruzione i Leoni della Teranga tornano sul terreno di gioco. Brahim Diaz prova lo scavetto dagli undici metri e Mendy lo neutralizza. Ai supplementari trionfa il Senegal che si aggiudica la Coppa d’Africa 2026.

La gioia dura però due mesi. Il tempo necessario alla CAF per ribaltare le sorti del campo. Secondo l’articolo 82 infatti, aver lasciato il terreno di gioco senza consenso è passibile di squalifica. E dunque 3-0 Marocco a tavolino, che si riscopre campione sessanta giorni dopo una delle pagine più cupe della propria storia calcistica. Il Senegal insorge, i marocchini si godono una vittoria per la quale esultare viene alquanto difficile. E che sarà indubbiamente segnata da questo esito rocambolesco.

Reazione Senegal

Non poteva mancare e non si è fatta attendere la reazione dei vincitori sul campo, che hanno annunciato il ricorso al Tribunale dello Sport di Losanna. «Non ci tireremo indietro. La legge è dalla nostra parte», ha detto Sow, segretario generale della Federcalcio senegalese all’emittente pubblica locale.

«È una vergogna per lAfrica». Se le chiacchiere legate alla volontà di far vincere il Marocco erano impazzate già dopo il discusso rigore concesso nel finale, adesso in Africa si grida allo scandalo. «Abbiamo avuto l’impressione che la commissione non fosse lì per applicare la legge, ma per eseguire un ordine», ha concluso Sow con una sfilettata nemmeno troppo sottile alla CAF.

I giocatori hanno invece affidato ai social tutto il loro disappunto. «Venite a prenderlo! Sono pazzi!”, ha scritto su Instagram, a corredo di una foto con il trofeo, il difensore Moussa Niakhaté. «Tutti sanno chi sono i veri campioni», ha ribadito invece il capitano e leader di questo gruppo, Sadio Mané.

Mané alza la Coppa al cielo dopo la vittoria sul Marocco
Lato Marocco, silenzio

Per il Senegal che insorge, c’è il Marocco che tace. La Federazione non ha ancora pubblicato nulla sui propri canali e così hanno fatto anche i giocatori. Non si sa se questa sia una scelta dettata dall’alto dalla CAF o una scaramantica attesa dell’esito dello sport.

Quello che è certo è che questa vittoria, qualora fosse confermata, rimarrebbe sempre accompagnata da un grande punto di domanda. Al momento i tifosi marocchini festeggiano nelle varie piazze, ma agli occhi di chi ama il calcio questa vittoria rimane associata al Senegal. Perché così aveva deciso il campo, giudice supremo di questo sport.

Pietro Santini

Cresciuto tra le montagne trentine, in città costruisco le mie basi da giornalista. Per fare dello sport, la mia grande passione, un lavoro. Collaboro con il quotidiano l'Adige. Ho svolto uno stage al canale tv di Sport Mediaset.

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