Champions League, Playoff: débâcle delle italiane

Turno di andata dei playoff da dimenticare per le italiane in Champions League: tre sconfitte su tre, e con risultati piuttosto severi per tutte. Una settimana nera per il calcio italiano, che in questi tre incontri ha mostrato più che mai i propri limiti quando deve misurarsi con il livello richiesto dalle grandi notti di coppa. Inter, Juventus e Atalanta ora sono chiamate a una prova di forza per cercare di ribaltare il risultato dell’andata e staccare il biglietto per gli ottavi di finale.

Gelo artico

Proprio quando l’Inter sembrava aver finalmente superato l’ostacolo big match dopo aver vinto il derby d’Italia contro la Juventus (peraltro indirizzato fortemente dal noto episodio Bastoni – Kalulu), gli uomini di Chivu cadono rovinosamente contro il Bodø Glimt per 3-1. Una vera e propria doccia fredda, anzi artica, che riporta subito coi piedi per terra i nerazzurri. In campo è scesa una formazione rivista in ottica conservativa in ogni reparto, ma sarebbe comunque ingrato ridurre al turnover, peraltro piuttosto modesto, e all’ormai famoso campo in sintetico dell’Aspmyra Stadion i meriti dei norvegesi.

Il Bodø quest’anno ha dimostrato di essere una forza con cui fare i conti: dopo il successo per 3-1 contro il Manchester City di Pep Guardiola e la vittoria in trasferta al Metropolitano contro l’Atletico di Madrid per 2-1, i gialloneri mietono un’altra vittima eccellente. La vittoria sull’Inter è la prima di sempre di una formazione norvegese sui nerazzurri. La squadra di Kjetil Knutsen ora non è più qualcosa di misterioso né tantomeno inedito.

 

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Un’altra tegola per Chivu è l’infortunio del suo capitano, Lautaro Martínez, sostituito per un affaticamento muscolare al polpaccio al 61’ minuto. Al termine della partita, l’allenatore romeno è intervenuto sulle condizioni dell’attaccante argentino: «Lautaro secondo me l’abbiamo perso, si è fatto male, è abbastanza serio. Ora dobbiamo fare la conta, abbiamo qualche problemino dopo questa partita. Tra tre giorni c’è il Lecce».

Anche ai microfoni di Sky Sport, Chivu non ha nascosto la sua preoccupazione per le condizioni e i tempi di recupero del suo capitano: «Per me Lautaro si è fatto male seriamente, per un po’ di tempo lo avremo fuori». Per valutare le condizioni e i tempi di recupero sono attesi in giornata (19 febbraio) gli esami strumentali per il capitano dell’Inter. Obiettivo cruciale: il rientro per il derby di campionato contro il Milan l’8 marzo.

Fantasmi del passato

La Juventus invece capitola 5-2 in trasferta contro il Galatasaray, probabilmente tra gli undici di Spalletti tiene ancora banco l’episodio precedentemente citato. Dopo pochi minuti i turchi si portano in vantaggio sfruttando un errore di Yildiz. Osimhen si avventa subito sul numero dieci della Juve e dopo un rimpallo la sfera finisce tra i piedi di Gabriel Sara, che segna la rete dell’1-0. I bianconeri reagiscono, e con un Koopmeiners in grande spolvero riescono prima a segnare e poi a portarsi in vantaggio grazie alla doppietta del centrocampista olandese.

All’inizio del secondo tempo, memore della doppia ammonizione di Kalulu, Spalletti non vuole rischiare e sostituisce Andrea Cambiaso, già ammonito. Al posto dell’esterno italiano entra Juan Cabal, scelta che nel prosieguo della partita si rivelerà disastrosa. Il Galatasaray, con Barış Yılmaz, inizia a pressare proprio sulla fascia del colombiano, che viene travolto dagli attacchi degli arancio-rossi. Al 48’ arriva subito il gol del 2-2 di Noa Lang e al 59’, da una punizione causata dallo stesso Cabal (che viene ammonito per la prima volta), arriva la rete del sorpasso.

L’ex Napoli Noa Lang festeggia i suoi primi gol con la maglia del Galatasaray: una doppietta pesantissima che ha firmato il 5-2 finale contro la Juventus

Non più di dieci minuti più tardi e il difensore bianconero si rende nuovamente protagonista, peccato che lo faccia ancora in negativo. Yılmaz lo scarta e punta la metà campo difesa dalla Juve, Cabal interrompe l’azione commettendo fallo e rimedia il secondo cartellino giallo: bianconeri di nuovo in inferiorità numerica, Spalletti è incredulo. Venti minuti, quelli disputati da Cabal, completamente da dimenticare.

Complice la stanchezza della partita contro l’Inter in campionato, i bianconeri arrancano e si chiudono in difesa per cercare di difendere il risultato, ma non basta. Il Galatasaray continua a pressare e sfrutta prima un’ingenuità in difesa di Khéphren Thuram, e poi chiude la partita con il 5-2 di Sacha Boey su assist di Victor Osimhen. Per centrare la qualificazione la Juventus a Torino dovrà compiere un’impresa.

Muro giallo

Il calcio d’avvio slitta di quindici minuti: il traffico paralizza la zona dello stadio e i pullman arrivano in ritardo. Quando finalmente si parte, la partita si mette subito in salita per la Dea. L’intensità del Borussia Dortmund è feroce e dopo appena tre giri d’orologio Guirassy colpisce, gelando Palladino e i suoi. In 180 secondi salta il piano preparato alla vigilia, costringendo l’Atalanta a riscrivere tutto mentre il match è già in corsa.

Superato l’impatto iniziale dei gialloneri, però, l’Atalanta ritrova ritmo e identità. Si rivedono le sue trame abituali: fraseggio, linee pulite, movimenti coordinati e ripartenze costruite con pazienza. Il primo tempo avrebbe potuto prendere un’altra piega, ma sotto porta manca freddezza. Scamacca e Pasalic non riescono a concretizzare due buone opportunità capitate nell’area tedesca, lasciando il risultato immutato.

La gara resta in equilibrio, tesa e combattuta, finché non sono gli episodi a spostare l’ago della bilancia. Il raddoppio nasce ancora dai piedi di Guirassy, imprendibile nello scatto che manda fuori giri Djimsiti e disordina la retroguardia atalantina. Beier raccoglie e finalizza, fissando il punteggio sul 2-0 per il Borussia Dortmund all’intervallo. Si decide tutto nel primo tempo, al rientro per la seconda frazione la Dea non ha quel piglio necessario per cambiare l’inerzia della partita.

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