CHAMPIONS LEAGUE: PASSA L’ATLETICO, SEMPRE VINCENTE CONTRO IL BARCELLONA IN EUROPA

Atletico Madrid-Barcellona è un film che ha sempre lo stesso copione in Champions League. Si affrontano ai quarti di finale e a passare, da sfavorito, è l’Atletico. È successo nel 2014, nel 2016 e adesso anche nel 2026. Tutto il contrario delle sfide tra le due squadre di Madrid, quando a prevalere è sempre il Real.

DUE STILI DI GIOCO A CONFRONTO

Atletico Madrid e Barcellona sono due squadre dallo stile di gioco molto definito: blocco difensivo e contropiede per i colchoneros, controllo del gioco e possesso palla per i blaugrana. Nel 2013-14 il primo precedente in Champions. Il Barcellona veniva da tre successi nelle ultime otto edizioni, mentre l’Atletico ha trionfato due volte in Europa League nello stesso periodo. In Catalogna finì 1-1 e al ritorno a decidere fu un gol di Koke, l’unico giocatore presente anche dodici anni dopo. L’Atletico raggiunse così la semifinale di Champions per la prima volta dopo quaranta anni.

Nel 2016 il Barcellona, campione in carica in Champions, vinse 2-1 in casa al Camp Nou, ma al ritorno ribaltò il risultato una doppietta di Griezmann, anche lui un reduce della sfida degli ultimi giorni. In questa stagione l’Atletico Madrid ha vinto 2-0 fuoricasa, al ritorno è invece finita 2-1 per il Barcellona. In entrambe le sfide il Barcellona è rimasto in 10. Due espulsioni, soprattutto quella dell’andata sullo 0-0, che hanno chiaramente indirizzato la doppia sfida.

 

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L’INCUBO CHIAMATO REAL MADRID

Molto diversi sono gli scontri diretti tra le due squadre della capitale spagnola, Atletico e Real, negli stessi anni. Dopo il Barcellona nei quarti, l’Atletico nel 2014 sfidò il Real in finale: per la prima volta nell’ultimo atto della competizione c’erano due club della stessa città. A Lisbona l’Atletico passò in vantaggio al 36′ con il capitano Godin e tenne il risultato per tutta la partita. O quasi, perché al 93′ arrivò la beffa con il pareggio di Sergio Ramos. Nei supplementari l’Atletico crollò, e i Blancos vinsero 4-1 conquistando la Decima. L’anno dopo la sfida si presentò nei quarti, e il Real la spuntò ancora nel finale, con un gol del Chicharito Hernandez all’88’ del ritorno.

Finale di Champions League 2013:2014: sull’1-0 per l’Altetico, il Real pareggia con Sergio Ramos al 93′. Ai supplementari la squadra di Ancelotti vincerà 4-1.

Nel 2016 un’altra finale, a Milano. Dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e supplementari, ai rigori sbagliò Juanfran per l’Atletico. Nel 2017 arrivò il quarto scontro diretto di fila, in semifinale: l’Atletico vinse 2-1 al ritorno, ma non bastò per rimontare la tripletta di Cristiano Ronaldo dell’andata. L’ultima sfida è arrivata l’anno scorso, negli ottavi, quando ancora una volta le Merengues hanno prevalso ai rigori.

UN SOGNO CHIAMATO CHAMPIONS LEAGUE

Ciò che ha caratterizzato l’Atletico Madrid in tutti questi anni è la guida tecnica. Il Cholo Simeone è l’allenatore dal 2011-12 e ha portato l’Atletico al miglior periodo della sua storia. Due campionati spagnoli, una coppa di Spagna, una Supercoppa spagnola, due Europa League e due Supercoppe Europee. Cosa manca? Proprio la Champions, che è diventata un cruccio per l’allenatore argentino, che lascerà l’Atletico solo quando sarà sicuro di non avere più la possibilità di poterla vincere.

Diego Simeone guida l’Atletico da quattordici anni. Ha vinto tutto, tranne la Champions, fermato due volte in finale contro il Real.

Se il Real è il club con più Coppe conquistate (15), l’Atletico è quello con più finali giocate senza aver mai alzato il trofeo. Tre sconfitte nella partita per il titolo: la prima nel 1974, contro il Bayern Monaco, oltre a quelle del 2014 e del 2016. L’Atletico è ora in semifinale per la prima volta dopo nove anni, e affronterà una tra Arsenal e Sporting Lisbona. La sfida contro il Real potrebbe arrivare in finale, ma la squadra di Arbeloa deve rimontare il 2-1 subito al Bernabeu contro il Bayern Monaco.
Un’altra possibilità, forse l’ultima, per coronare la carriera di Simeone e la storia dell’Atletico Madrid. 

Alberto Pozza

Classe 2001. Laureato in Scienze della Comunicazione (triennale) ed Editoria e Giornalismo (magistrale). Appassionato di sport. Audiodescrittore sportivo per l'Hellas Verona.

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