Un rigore calciato da Gabriel tra i tifosi parigini scatena la festa del PSG. La squadra di Luis Enrique vince 4-3 ai rigori contro l’Arsenal e conquista la Champions League per il secondo anno di fila. Per i Gunners è la seconda finale persa nella competizione, entrambe da una situazione di vantaggio.
SEGNA ANCORA KAI HAVERTZ
Alla Puskas Arena di Budapest si affrontano Paris Saint Germain e Arsenal. In palio la Coppa dalle Grandi Orecchie, vinta lo scorso anno dai francesi contro l’Inter. Luis Enrique schiera dieci undicesimi della finale di dodici mesi fa a Monaco di Baviera: l’unica differenza è in porta, con Safonov al posto di Donnarumma. L’Arsenal invece schiera un solo giocatore che ha già disputato una finale di Champions. È Kai Havertz, che nel 2021 aveva deciso la finale vinta dal Chelsea contro il Manchester City.

Ed è proprio Havertz a sbloccare la partita, dopo appena cinque minuti. Nei pressi della metà campo, Marquinhos calcia addosso a Trossard e sul rimpallo Havertz si invola verso la porta avversaria. Arriva dentro l’area e supera Safonov con una conclusione potente a mezza altezza. È appena il terzo giocatore della storia a segnare in finale di Champions con due squadre diverse. Ci erano riusciti solo Cristiano Ronaldo, con Manchester United e Real Madrid, e Mario Mandzukic, con Bayern Monaco e Juventus.
RIGORE DI DEMBELÈ NELLA RIPRESA
La partita viaggia quindi su binari diversi, perché l’Arsenal imposta subito un’impostazione difensiva. 4-4-2 e linee molto strette. Il PSG palleggia molto in orizzontale, non trova spazi centralmente e le fasce sono intasate. Per il resto del primo tempo non ci sono vere occasioni da gol.
Nella ripresa lo spartito non cambia e il PSG continua a faticare nel calciare in porta. La svolta al 62’: triangolo tra Kvaratskhelia e Dembelè che porta ad un fallo di Mosquera sul georgiano dentro l’area. Dal dischetto va il francese, che rimette la situazione in parità. Per la prima volta negli ultimi otto anni, segnano entrambe le finaliste. L’Arsenal inserisce Gyokeres, per aumentare il peso offensivo. La squadra di Arteta però si sbilancia e lascia spazi in contropiede alle ali parigine. Lewis-Skelly devia sul palo un tiro di Kvara, mentre Vitinha e Barcolà calciano alto. Servono quindi i tempi supplementari.

AI RIGORI LA SPUNTA IL PSG
Dopo il 90’ la tensione per la posta in palio si fa ancora più pesante e le squadre rischiano poco. Non arriva lo spettacolo che ci si poteva attendere, considerati gli appena quattro tiri in porta nei tempi regolamentari. Al 101’ l’Arsenal protesta per un possibile fallo da rigore di Nuno Mendes su Madueke. Ad inizio del secondo tempo Raya compie una buona uscita su Goncalo Ramos. Il risultato non cambia e sono necessari i rigori, per la prima volta dal 2016, quando il Real superò l’Atletico a S. Siro.
Sbagliano per primi gli inglesi, al secondo tentativo: Eze calcia a lato del palo destro di Safonov. Raya para su Nuno Mendes, e Rice riporta l’equilibrio. Segnano Hakimi e Martinelli. Baraldo realizza l’ultimo della serie per il PSG, che costringe l’Arsenal a segnare per allungare la sfida. La pressione è tutta su Gabriel, impeccabile nelle chiusure difensive durante i 120’. Ma dagli undici metri calcia sopra la traversa, tra i tifosi avversari, e spezza i sogni londinesi. Il PSG rimane sul tetto d’Europa.
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DALL’INFERNO AL PARADISO
Vent’anni dopo la prima finale, l’Arsenal rimanda la vittoria della Champions. Anche in quel caso gli inglesi andarono in vantaggio, con Campbell al 37’, prima di subire la rimonta del Barcellona nella ripresa con i gol di Eto’o e Belletti. Si giocava a Parigi, allo Stade de France. I Gunners raggiungono Stade Reims e Valencia come numero di finali perse senza vittorie; peggio solo l’Atletico con tre.
Il PSG si conferma Campione d’Europa e appaia Nottingham Forest, Porto, Chelsea, Benfica e Juventus come numero di vittorie a quota due. Da quando ha assunto la denominazione di Champions League nel 1992/93, solo il Real Madrid aveva vinto edizioni consecutive, nel triennio 2015-2018. I parigini diventano anche la squadra francese con più vittorie, superando il Marsiglia.
La finale di Champions fa calare il sipario sulla stagione calcistica. Per i club, ma non per i giocatori, perché l’11 giugno iniziano i Mondiali.