Caso Epstein, arrestato e rilasciato l’ex principe Andrea. «Ha passato segreti di Stato»

L’ex principe Andrea non ha trascorso neppure dodici ore dietro le sbarre. Dopo essere stato prelevato dalla sua casa a Sandringham, nella mattinata di giovedì 19 febbraio, è stato arrestato dalla polizia britannica. Ma ora è a piede libero, anche se l’indagine a suo carico resta aperta. L’accusa è pesante: il figlio prediletto della regina Elisabetta II avrebbe condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein quando ricopriva il ruolo di Rappresentante del Regno Unito per il commercio estero.

Un compleanno da ricordare

Data di nascita: 19 febbraio 1960. Sono le 8:00 del mattino del suo 66esimo compleanno, ma al risveglio non ci sono la torta con le candeline. Fuori dalla sua residenza a Norfolk, Andrea Mountbatten-Windsor – il nome che ha acquisito dopo essere stato privato dei suoi titoli lo scorso ottobre – ha trovato sei auto delle forze dell’ordine. Gli agenti in borghese lo hanno subito portato in commissariato per interrogarlo. È indagato per cattiva condotta in un ufficio pubblico, che include reati che vanno dall’abuso di ufficio al tradimento di Stato. Secondo quanto emerso dall’analisi delle migliaia di pagine di Epstein Files rilasciate dal Dipartimento di Giustizia americano, il fratello di re Carlo III avrebbe passato documenti sensibili e governativi all’amico finanziere. Il reato sarebbe stato commesso intorno al 2010, quando ricopriva l’incarico di inviato per il commercio britannico. Un’accusa grave, per cui la pena è l’ergastolo.

L’ex principe Andrea passeggia con Jeffrey Epstein a Central Park, nonostante il finanziare fosse già stato condannato per prostituzione.

Intorno alle 19 è arrivata la notizia del suo rilascio. Una Range Rover nera ha lasciato la stazione della polizia di di Aylsham. Sul sedile posteriore la pecora nera della famiglia reale. Ha cercato di abbassarsi per sfuggire ai flash dei fotografi, ma non c’è riuscito. «Possiamo confermare che le nostre ricerche a Norfolk si sono concluse» ha dichiarato la polizia della Thames Valley, senza mai citarlo esplicitamente. Andrea resta comunque sotto inchiesta: vuol dire che non ha dovuto pagare una cauzione e non è soggetto a determinate condizioni. Tuttavia, può essere arrestato di nuovo o richiamato per ulteriori interrogatori. Le perquisizioni si sono intanto spostate al Royal Lodge, la residenza da 30 stanze nel Berkshire, dove ha vissuto negli ultimi vent’anni. Prima dello sfratto delle scorse settimane.

I legami di Andrea con Epstein

Andrea Mountbatten-Windsor ha sempre dichiarato di non aver mai avuto a che fare con i traffici sessuali di Jeffrey Epstein e della sua compagna Ghislaine Maxwell. Ma non ha mai negato la sua forte amicizia con il pedofilo morto suicida in carcere nel 2019. Il nome dell’ex duca di York appare più volte nei Files condivisi dal Dipartimento di Giustizia americano. Sono mail criptiche, che da sole non bastano per incriminarlo. Anche se, le foto diffuse di recente non lasciano spazio ai dubbi sulla sua presenza alle feste organizzate dal finanziere. Un quadro che rafforza le dichiarazioni delle vittime.

Nella foto l’ex principe Andrea e Virginia Giuffre all’età di 17 anni. Con loro anche Ghislaine Maxwell

A partire da Virginia Giuffre. È stata la prima denuncia significativa a coinvolgere direttamente Andrea. Nel 2019, la ragazza affermò pubblicamente di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali con lui quando aveva 17 anni. Ma il fratello di Re Carlo III negò tutto nell’intervista rilasciata alla giornalista della BBC Newsnight nel novembre 2019. Dichiarò di avere «nessun ricordo di averla mai incontrata» e mise in dubbio l’autenticità delle fotografie, fornendo giustificazioni ritenute poco credibili. Proprio per questo furono criticate e derise dall’opinione pubblica. Inoltre, apparve un uomo freddo, privo di empatia verso le vittime. E ciò segnò il crollo della sua immagine pubblica. La vicenda continuò e dopo anni di battaglie legali, nel 2022 l’ex principe raggiunse un accordo extragiudiziale da 12 milioni di sterline con Giuffre per evitare il processo.

«Oggi, i nostri cuori spezzati sono stati sollevati dalla notizia che nessuno è al di sopra della legge, nemmeno dei reali», ha detto Sky, il fratello di Virginia morta suicida lo scorso aprile.

Le reazioni

A salvarlo non c’è la famiglia reale. «La legge deve fare il suo corso» ha dichiarato re Carlo III, attraverso una lettera pubblicata sul sito ufficiale della famiglia inglese. Un messaggio iniziato con: «Ho appreso con la più profonda preoccupazione la notizia riguardante Andrew Mountbatten-Windsor e i sospetti di cattiva condotta nell’esercizio di una funzione pubblica». E ha aggiunto: «Seguirà ora l’intero, equo e corretto iter attraverso il quale la questione sarà esaminata in modo appropriato e dalle autorità competenti». Che hanno tutto il suo sostegno. Il suo e anche quello di William e Kate. Già lo scorso 9 febbraio si erano detti vicini alle decine di minorenni, vittime dei traffici sessuali internazionali.

L’ex principe Andrea e il fratello re Carlo III prima della revoca dei titoli reali

Diversa è invece la reazione di Trump che arriva da oltreoceano. «L’arresto di Andrea è una vergogna. Penso che sia un enorme danno per la famiglia reale» ha detto ai giornalisti in Georgia. E ha aggiunto: «Per me è molto triste».

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