Danilo Restivo potrebbe aver ucciso una terza donna. L’uomo, già in carcere per gli omicidi di Elisa Caps e Heather Barnett, potrebbe essere responsabile anche della morte di Jong-Ok Shin, una studentessa sudcoreana uccisa a Bournemouth nel 2002.
IL DELITTO DI OKI
Un’inchiesta del programma Panorama di BBC riapre il caso dell’omicidio della studentessa sudcoreana Jong-Ok Shin, uccisa a Bournemouth il 12 luglio 2002. La ragazza di 22 anni, conosciuta dagli amici come Oki, è stata accoltellata a morte mentre tornava a casa da un nightclub. Per il suo delitto era stato condannato Omar Benguit, cittadino britannico di origine marocchina, già noto alle autorità per reati legati a droga e aggressioni. Definitivamente condannato nel 2005, Benguit ha sempre gridato la propria innocenza. Nuove prove emerse grazie all’inchiesta di Panorama mettono in dubbio questa condanna, evidenziando possibili errori e scorrettezze nel lavoro della polizia. La condanna dell’uomo si è basata principalmente sulla testimonianza di una tossicodipendente, più volte ritrattata e modificata. Inoltre, le immagini della telecamera di sorveglianza stradale a circuito chiuso analizzate escludono qualsiasi somiglianza tra Omar Benguit e l’uomo identificato come l’assassino.

Ma come si inserisce Danilo Restivo in questa storia? Inizialmente coinvolto nelle indagini ma scagionato in seguito alla condanna di Benguit, Restivo era residente a Bournemouth nel 2002, all’epoca dei fatti. Viveva, con la compagna, a qualche isolato di distanza dal luogo del delitto. L’uomo che si vede nell’immagine sgranata della telecamera, secondo BBC Panorama, mostrerebbe molte similitudini con la figura di Danilo Restivo, ripreso in bicicletta nei pressi della scena del crimine circa dieci minuti prima dell’aggressione. La polizia del Dorset ha ribadito che l’indagine fu approfondita e che eventuali decisioni sono di competenza degli organi di revisione. In seguito a queste nuove prove, la condanna di Benguit potrebbe essere riesaminata dalla Criminal Cases Review.
CHI È DANILO RESTIVO
Quando la sedicenne Elisa Claps scomparve a Potenza la mattina del 12 settembre 1993, Danilo Restivo era stato indicato subito come sospettato. Di lei si persero completamente le tracce. I suoi resti vennero ritrovati 17 anni dopo la sua scomparsa, nel marzo 2010, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza, ultimo luogo dove era stata vista, insieme a Restivo. Grazie al ritrovamento di alcune tracce biologiche, è stato possibile identificare Restivo come autore del delitto.

Proprio per sfuggire ai sospetti, la famiglia lo aveva mandato in Inghilterra. Rimasto a piede libero, Restivo aveva ucciso un’altra donna nel 2002. Heather Barnett, vicina di casa di Danilo Restivo, fu trovata mutilata nel bagno di casa sua a Bournemouth dai suoi due figli minorenni. Riconosciuto responsabile di entrambi i delitti, oggi Restivo è detenuto in carcere in Inghilterra, condannato a 30 anni per l’omicidio Claps e 40 per quello di Barnett.
LE SINISTRE RICORRENZE NEI DELITTI
Il fratello di Elisa Claps, Gildo, è fortemente convinto della colpevolezza di Restivo nell’omicidio di Jong-Ok Shin. Gildo Claps, inoltre, fa notare la sinistra ricorrenza del numero 12 nei tre delitti. Elisa venne uccisa il 12 settembre 1993, Oki il 12 luglio 2002, mentre Heather il 12 novembre dello stesso anno. Per l’avvocato di Restivo, Alfredo Bargi, si tratterebbe solo di una coincidenza. «Sciocchezze, non esiste alcun elemento che dimostri questa presunta ritualità. L’ultima volta che ho parlato con il mio cliente, mesi fa, era profondamente amareggiato e si dichiarava innocente ed estraneo al caso Jong-Ok Shin».

Il legale della famiglia Claps, invece, evidenza un altro elemento comune fra i tre casi: le ciocche di capelli, grande ossessione di Danilo Restivo. Nelle mani di Heather Barnett vennero ritrovate due ciocche di capelli, così come in quelle di Elisa Claps. A Oki sarebbero stati tagliati dei capelli, ma è impossibile acquisire ulteriori elementi a causa della frettolosa chiusura delle indagini.
La BBC non è la prima a collegare Restivo al caso Jong-Ok Shin: il giornalista Pablo Trincia ne aveva già parlato nel podcast Dove Nessuno Guarda del 2023 prodotto da Sky Italia e Sky TG24 e realizzato da Chora Media.