La Camera degli Stati Uniti d’America ha votato per revocare i dazi imposti da Trump contro il Canada. Un altro segnale preoccupante per The Donald: anche dei repubblicani hanno votato a favore di questa risoluzione.
La Camera contro i dazi

È la prima reale opportunità della Camera di segnare una posizione netta sulle politiche commerciali del presidente da quando è tornato alla Casa Bianca e ha iniziato a distribuire dazi. Il rappresentante democratico Gregory Meeks ha affermato che questo modo di utilizzare imposte commerciali come armi ha danneggiato le relazioni con i partner e destabilizzato l’economia globale. Sicuramente ha spinto il Canada di Mark Carney più vicino alla Cina, non proprio il risultato sperato dall’amministrazione.
Il voto favorevole e Trump minaccia
Così sei deputati repubblicani si sono uniti ad un fronte quasi completamente compatto dei democratici per sostenere la risoluzione: 219 favorevoli, 211 contrari. È comunque improbabile che il provvedimento effettivamente passi, perché dovrebbe essere approvato prima dal Senato e poi dallo stesso Trump. Ha comunque un forte valore simbolico e uno scossone per The Donald che si sfoga sui social minacciando chi ha minato la sua autorità: “Ogni repubblicano, nella Camera o nel Senato, che vota contro ai DAZI subirà gravi conseguenze al momento delle elezioni, e questo include le primarie!”.
Le imposte contro il Canada

Le imposte del 25% contro il Canada, annunciate nel febbraio scorso, facevano parte del pacchetto di politiche economiche avanzate da Trump per ricalibrare la bilancia commerciale e contrastare il traffico di fentanyl. Il presidente aveva dichiarato uno stato di emergenza nazionale. Ma mentre il fentanyl ha effettivamente ucciso migliaia di persone negli Stati Uniti, meno dello 0.1% della “droga degli zombie” arrivato negli Usa nel 2023 proveniva dal Canada. Il democratico Meeks parlando alla Camera in occasione del voto per chiedere ai suoi colleghi di supportare la risoluzione ha affermato che “non c’è un’emergenza nazionale”. La policy economica di Trump non è una strategia ma “un impulso”.
Gli effetti reali sull’economia
Donald Trump continua a sostenere che le imposte renderanno gli Stati Uniti uno stato più ricco, ma la risposta economica è contrastante. Da una parte i dazi hanno effettivamente dato alle entrate degli Stati Uniti una spinta significativa. Imposte doganali, tasse e commissioni che sono salite a circa 287 miliardi di dollari l’anno scorso. Si è trattato di quasi il triplo del totale del 2024. Dall’altra, il boom per le industrie e fabbriche promesso dal presidente deve ancora materializzarsi. La produzione è ancora lenta e i costi per i metalli sono aumentati.
