BUONA LA PRIMA PER L’ITALIA DI BALDINI: GLI AZZURRI BATTONO IL LUSSEMBURGO 1-0

Il nuovo corso della Nazionale di calcio è iniziato. In Lussemburgo la “Giovine” Italia si impone grazie alla rete di Pio Esposito sui padroni di casa. Una vittoria per la rappresentativa azzurra più giovane di sempre (20 anni e 6 mesi di età media) sotto la guida del ct ad interim Silvio Baldini. Un incontro piuttosto modesto dal punto di vista della prestazione contro un’avversaria non blasonata, ma comunque un buon test considerando i dieci nuovi innesti su undici nella formazione titolare. L’amichevole del 7 giugno contro la Grecia sarà un banco di prova più impegnativo sul quale provare quel nuovo «meccanismo», il 4-3-3, che Baldini sta cercando di imprimere nell’Italia del futuro.

UN NUOVO CORSO

L’Italia ha vinto, di misura, ma ha vinto. Dal punto di vista tecnico gli azzurrini, chiamati ora a vestire la maglia della Nazionale maggiore, hanno disputato una buona prova. Calcio sfrontato e offensivo, con qualche problema però a capitalizzare negli ultimi venti metri di campo. Esposito, già nel giro della Nazionale con Gattuso grazie ai suoi gol, sblocca il risultato di testa su assist di Pisilli da corner. Quattro gol in otto presenze azzurre per l’attaccante dell’Inter.

La vittoria avrebbe potuto essere più larga. Pisilli a porta spalancata spedisce la palla sul palo, Camarda sfiora l’angolo e Koleosho si divora un gol ancora più facile davanti alla porta. Insomma, un buon primo test, ma con ampi margini di miglioramento su tutti i fronti. «Sono molto soddisfatto, sapevo che questi ragazzi hanno dei valori — ha detto il ct ad interim Silvio Baldini —. La maggior parte di loro è debuttante. Non è mai scontato ma sapevo che avrebbero vinto, le stelle erano dalla nostra parte».

 

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Senza troppi giri di parole, Baldini ha continuato analizzando la partita: «Cosa ha funzionato e cosa no? La squadra in fase offensiva ha creato delle occasioni ma è in grado di creare azioni migliori». Poca retorica e dritto al punto, sulla sua prima panchina in Nazionale maggiore ha aggiunto: «Mi sono sentito un po’ strano. In queste partite non sento emozione, al massimo la preoccupazione di non sentirmi utile per questi ragazzi. Se sbagli, come un ingranaggio in un orologio, rischi di inceppare un meccanismo. La mia preoccupazione è questa».

CON FRANCHEZZA

C’è qualcosa di nuovo nell’aria di Coverciano. Non sono i nuovi volti della rappresentativa, né l’età media così giovane né il cambio di modulo. È la comunicazione del nuovo commissario tecnico, Silvio Baldini. Già alla prima conferenza stampa ha espresso schiettamente quali sono gli obiettivi del suo mandato. «Credo che per allenare la Nazionale italiana ci voglia un certo curriculum. E io questo curriculum non ce l’ho. E aggiungo che so bene di essere qui perché Gattuso si è dimesso, altrimenti non ci sarei stato».

Poche volte si è sentito il ct esprimersi con una franchezza tale ed è forse questa consapevolezza di un mandato a breve termine che permette a Baldini di potersi esprimere senza preoccuparsi troppo di quale sarà il suo futuro. Baldini poi ha messo a nudo le criticità del sistema calcio italiano: «Per come la vedo io è semplice, il nostro calcio è in mano a dei dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco del calcio — ha detto Baldini —. Si punta a fare mercato con giocatori anziani e non coi giovani perché questo aiuta a fare i propri interessi».

L’ex ct dell’under 21 non si pone problemi e, senza peli sulla lingua, continua: «Sono cose che ho sempre detto. Mi diverto a chiamarli ‘lestofanti’, e spesso questi hanno in mano i fili del gioco. Il calcio italiano va riformato innanzitutto nelle persone, finché non ci saranno dirigenti seri ci sarà un problema».

Una consapevolezza mai vista prima da parte di un commissario tecnico, soprattutto la visione e lo sguardo largo su tutto un sistema. Quella rara capacità di guardare al di là del proprio piccolo orto — in questo caso, del proprio rettangolo — e mettere al servizio di tutti la propria conoscenza e la propria generosità intellettuale, quella disponibilità autentica a condividere, costruire, seminare senza trattenere nulla per sé. Qualità che hanno da sempre contraddistinto l’operato di Baldini nelle giovanili della Nazionale.

Roberto Manella

Onnivoro di sport, ma i motori sono la mia scintilla. Non chiedetemi di scegliere: mi troverete sveglio alle tre del mattino per una pole o un quinto set. Se c'è competizione nell'aria, non importa l'orario, io ci sono. 🏎️ ⚽ 🎾 🎯 ⛷️

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