Ecco cosa sono le blockchain, e come aiutano a capire il crollo delle criptovalute del 2022

Genesis ha presentato istanza di fallimento giovedì 19 gennaio nel distretto meridionale di New York. Il colosso dei prestiti in criptovalute è solo l’ultima azienda a crollare all’indomani della rapida caduta di FTX, uno dei tre exchange di criptovalute più grandi al mondo.

Coinvolti oltre 100.000 creditori: i primi 50 crediti non garantiti (non coperti in caso di bancarotta) ammontano a circa 3,4 miliardi di dollari. Il piano di Genesis è quello di utilizzare il processo di fallimento per cercare di vendere beni o raccogliere fondi. Di recente Genesis aveva licenziato circa il 30% del personale.

Ma perché il mercato delle criptovalute vive da un anno una crisi così profonda? Per capire di cosa parliamo occorre fare un passo indietro e spiegare cosa sia una blockchain, la tecnologia attraverso la quale è stata possibile la creazione delle criptovalute.

Cos’è una blockchain

Una blockchain è una “catena di blocchi”, ossia una struttura virtuale che si crea da un blocco originario condiviso tra più utenti o ledger, in maniera tale che nessuno abbia un controllo assoluto sul procedere della catena (questa caratteristica è detta decentralizzazione). Un blocco è un insieme d’informazioni raggruppate e risolte all’interno di una cornice temporale ravvicinata.

Il potere di aggiornare la catena si ottiene validando le transazioni che avvengono all’interno di un blocco, e passando al blocco successivo. Chi risolve un determinato blocco – operazione che richiede un costo in termini di energia e potenza di calcolo – viene ricompensato dal sistema con un determinato ammontare di criptovalute. Dal punto di vista tecnologico, una blockchain garantisce una condivisione assolutamente sicura delle informazioni in maniera trasparente, immutabile e pubblica.

Le caratteristiche che deve possedere una blockchain pubblica sono:

  • Un database crittograficamente sicuro (da cui il nome crypto), dotato di una chiave pubblica (un indirizzo) e una chiave privata, solitamente un codice generato automaticamente di 12 o 24 parole standard;
  • Ogni operazione o transazione deve avvenire soltanto in maniera digitale, vale a dire online;
  • Accesso alla blockchain e possibilità di diventare un “nodo” del network assolutamente pubblica. Questo principio non si applica alle blockchain utilizzate nei circuiti bancari o dagli exchange come FTX o Binance, che sono centralizzate e private.
Come funziona una blockchain

Quando i dati su una blockchain vengono alterati, la modifica viene archiviata in un “blocco” insieme alle operazioni di altre transazioni. Tutte queste transazioni memorizzate vengono crittografate tramite funzioni di hash univoche e immutabili, come quelle create con l’algoritmo SHA-256. Di cosa si tratta? Sono metodi informatici utili a generare dei codici crittografati sicuri. Lo SHA-256 è in grado di generare codici simili a quelli nel video esplicativo sottostante.

 

 

I nuovi blocchi aggiunti non sovrascrivono quelli vecchi, in modo da poter monitorare eventuali modifiche. E poiché le transazioni sono crittografate, i dati nella blockchain sono immutabili, e qualsiasi modifica può essere riconosciuta dalla rete e rifiutata. Questi blocchi di dati crittografati sono “incatenati” l’uno all’altro e le transazioni vengono registrate in sequenza, creando una cronologia di controllo perfetta che consente la visibilità di qualsiasi operazione avvenuta nella blockchain nell’esatto ordine in cui è avvenuta.

 

Contributi alla blockchain e ricompense

Le blockchain funzionano per rappresentanza. Quando nuovi dati vengono aggiunti alla rete, almeno il 51% dei nodi attivi deve verificare e confermare la legittimità dei nuovi dati. Ciò avviene sulla base d’incentivi economici detti meccanismi di consenso. Quando viene raggiunto un consenso, si crea un nuovo blocco collegato alla catena. Tutti i nodi vengono quindi aggiornati per riflettere il registro blockchain, nel caso di modifiche strutturali al funzionamento del database.

In una rete blockchain pubblica, il primo nodo che dimostra la legittimità di una transazione riceve un incentivo economico. Questo processo è chiamato mining, ed è ciò che ha permesso la nascita di tutte le criptovalute come meccanismi di finanziamento delle blockchain pubbliche. Questo genere di meccanismo si chiama proof of work (“prova del lavoro”) ed è caratteristico della blockchain di Bitcoin. Esso si distingue da altri metodi di ricompensa, come il proof of stake (“prova del possesso”) di Ethereum o il proof of history (“prova della storicità”) di Solana.

Le blockchain e l’ambiente

Il caso di Bitcoin ha fatto scuola, essendo stata la prima criptovaluta della storia, nonché quella con la capitalizzazione di mercato più elevata. La sua blockchain è attiva dal 2009 e – unica insieme a quella di Litecoin – non ha mai avuto downtimes, ossia problemi di fruizione. Il lato negativo è che la potenza di calcolo e l’energia necessarie a far funzionare questi conglomerati virtuali è enorme, e le conseguenze ambientali sono state più volte rimarcate.

Numerose soluzioni sono state suggerite. Oggi l’obiettivo delle blockchain pubbliche più moderne è anche di essere “carbon free”, ovvero a zero emissioni, tramite soluzioni informatiche che tuttavia non riescono ad essere ugualmente performanti.

Il crollo dei grandi exchange e le ragioni della crisi
Bankman

Non essendo pubbliche, bensì private e centralizzate, le blockchain degli exchange possono essere modificate e i dati al loro interno nascosti od omessi senza che si passi da un consensus.

È ciò che probabilmente sta accadendo nel caso FTX, nel quale l’amministratore delegato Sam Bankman-Fried non riesce ancora a giustificare l’assenza di 415 milioni di dollari in criptovalute, per i quali ha aperto l’ipotesi di hackeraggio. E come abbiamo visto, in teoria hackerare una blockchain è virtualmente impossibile, se non si è in possesso della chiave pubblica e privata per accedervi.

I casivai di sparizioni inspiegabili di somme di denaro sono frequenti nel mondo delle criptovalute. Sono il sintomo di un’affidabilità che fatica ad affermarsi. Si ritiene che le blockchain possano rappresentare il futuro della finanza. Eppure sono evidenti le problematiche che esse rischierebbero di causare, se andassero a sostituire i modelli economici attuali senza prima dimostrare di possedere una stabilità paragonabile a essi.

Ivan Torneo

Giornalista praticante. Siciliano trapiantato a Milano. Motivato, eclettico, curioso. Laurea Magistrale in Scienze Cognitive e Teorie della Comunicazione. Il mio obiettivo è il giornalismo televisivo, la mia motivazione incrollabile.

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