Australian Open, quarti agrodolci per l’Italia: bene Sinner, Musetti sfortunato

Per un italiano che gioisce, ce n’è un altro che si rammarica. Jannik Sinner batte in tre set Shelton e raggiunge la semifinale. Il suo avversario sarà Novak Djokovic, che passa il turno grazie al ritiro di Musetti quando l’azzurro era avanti due set a zero. Una vera beffa per il tennista di Carrara, che stava dimostrando sul campo di essere ormai il più vicino al binomio Sinner-Alcaraz.

Il Paradiso e poi l’Inferno

Solo un infortunio ha fermato la corsa di Lorenzo Musetti in Australia. L’azzurro si trovava sul punteggio di 6-4; 6-3; 1-1 in suo favore contro Novak Djokovic, quando ha accusato dolore alla coscia destra. Ha provato a proseguire, ma dopo soli due game ha dovuto ritirarsi. Djokovic approfitta così di un altro ritiro, dopo che Jakub Mensik non era sceso in campo nel match di ottavi. Il serbo centra la semifinale non vincendo un set negli ultimi due turni. La partita era stata condotta agevolmente da Musetti, chirurgico al servizio e in controllo nello scambio da fondo.

Il serbo, invece, ha commesso molti errori, ben 18 nel primo set. All’inizio del terzo set si è fatto medicare per delle vesciche ai piedi. Difficile pensare che senza il ritiro di Musetti si sarebbe qualificato per le semifinali. È appena la quinta volta in uno Slam che un giocatore si ritira avanti di due set; tre volte al primo turno, e una in ottavi (lo scorso anno a Wimbledon per l’infortunio di Dimitrov contro Sinner). Musetti lascia l’Australia con rammarico, ma anche con la consapevolezza di aver fatto un ulteriore passo in avanti. E se è vero che “chi ben comincia è a metà dell’opera”, la nuova stagione gli regalerà molte soddisfazioni.

Rullo compressore

«Penso di poter dire la mia contro Sinner, mi sento pronto», aveva detto Ben Shelton alla vigilia. Fra la teoria e la pratica c’è di mezzo il mare però, o il campo in questo caso. E il cemento australiano restituisce un verdetto ben diverso. Jannik è superiore in tutto, eccezion fatta per quel servizio che il numero due del mondo riesce spesso a neutralizzare.

Nei primi due set l’azzurro trova il break nel secondo turno di servizio dell’americano, portandolo poi fino in fondo. In avvio di terzo parziale “Jan” cala leggermente a livello fisico, ma rimane agganciato al punteggio fino al 4-4. Game fondamentale in cui tutta la sua solidità fa sciogliere il tennis spumeggiante di Shelton. Alla fine il punteggio recita 6-3; 6-4; 6-4. Semifinale e diciannovesima vittoria consecutiva in Australia.

Jannik Sinner in azione agli Australian Open 2026
Le semifinali

Le prime quattro teste di serie, tutte in semifinale. Lasciato da parte un Musetti che quel posto lo avrebbe meritato, il massimo dello spettacolo che il tennis maschile potesse offrire in questo primo slam stagionale. Alcaraz-Zverev da un lato, Sinner-Djokovic dall’altro. Carlos parte sicuramente favorito, ma il tedesco ha le armi per poter impensierire il murciano, soprattutto sul cemento. Molto dipenderà dall’efficacia al servizio di “Sasha”. Necessaria, e non per forza sufficiente, per poter fare partita pari.

Anche Jannik parte inevitabilmente con i favori del pronostico. Non perde in Australia dal 2023, ha vinto gli ultimi cinque precedenti e, soprattutto, il livello di gioco espresso dal serbo contro Musetti ha lasciato a desiderare. Guai però sottovalutare chi a Melbourne ha trionfato 10 volte e sogna, anzi brama, un ultimo titolo slam da inserire in una bacheca già stracolma. Due sfide da seguire con attenzione anche se tutto pare pendere verso un altro scontro fra piccoli giganti, Sinner-Alcaraz.

In collaborazione con Alberto Pozza

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