Artificial: l’odissea distributiva del film sul co-fondatore di Open AI trova finalmente casa

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«You’re not an asshole, Mark. You’re just trying so hard to be/ Non sei uno stronzo, Mark. È solo che ti impegni tantissimo per esserlo». Avranno certamente pensato al cinismo di questa battuta in The social Network (il film scritto da Aaron Sorkin su Mark Zuckerberg) negli studi Amazon, quando l’affaire Artificial – l’ultima opera di Luca Guadagnino che parla del co-fondatore di Open AI, Sam Altman – sembrava troppo spinosa per essere distribuita. E che ora ha trovato Nexo, una piccola casa cinematografica disposta a farlo al loro posto.

la ricostruzione 

Alla fine delle riprese, infatti, un comunicato di Amazon/MGM ha congelato bruscamente il progetto con Andrew Garfield: «Riteniamo possa essere distribuito meglio da un’altra società». E sono uscite di scena.

La decisione è arrivata dopo che Amazon stesso aveva investito cinquanta miliardi di dollari in risorse Open AI per migliorare i propri sistemi di cloud computing. E così, in un groviglio etico e morale mosso dal conflitto d’interesse, il film aveva improvvisamente perso i suoi distributori. Quando l’ultima opera del regista italiano era in fase di progettazione, gli studios di Hollywood erano in conflitto con le società AI. Ora, invece, la situazione è radicalmente diversa.

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Il cast di Artificial, con Andrew Garfield nei panni di Sam Altman

Artificial potrebbe essere il primo prodotto audiovisivo a trattare senza sconti il capo di una grande società di intelligenza artificiale. Proprio come era stato per The social Network. David Fincher in quel caso era riuscito a mostrare tutto il cinismo di un creativo che per raggiungere il successo era disposto a non avere più amici. E che aveva cambiato il mondo con Facebook. Forse l’ipotesi di un ritratto simile a quello di Zuckerberg ha avuto degli effetti ancora più negativi del previsto: Guadagnino (nonostante diversi titoli di successo, tra cui Chiamami col tuo nome e After the hunt) non ha trovato nessun’altra grossa casa di distribuzione pronta ad accaparrarsi il film, che ha vissuto nel vuoto dell’etere produttivo fino a poco tempo fa.

Il cambiamento dell’industria cinematografica

Facebook faceva parte della nostra vita. Certo. Ma i nuovi sistemi di AI sono molto più di questo. Perché sono entrati nella meccanica di aziende che producono, finanziano e distribuiscono quei film. Magari proprio quelle aziende che – fino a pochi anni fa – non avrebbero esitato a proiettare nelle sale prodotti simili, ora sono molto meno disposte – e coraggiose – a esporre il lato frenetico, isterico e geniale, ma allo stesso tempo riprovevole, dei proprietari che li finanziano. O su cui investono.

Federico Tondo

Nato a Lecce nel 2003. Mi piace scrivere di cinema. Curo il podcast cinematografico "Extra Butter". Sono cresciuto con Hitchcock, Kubrick, Billy Wilder e la Hollywood classica. Non faccio preferenze tra film di genere e film d'autore, né tra quelli popolari e di nicchia. Esistono solo film belli o meno belli. L'obiettivo: lavorare come critico.

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