Arriva in Parlamento la nuova legge elettorale del centrodestra: ecco cosa potrebbe cambiare

Le prossime elezioni politiche del 2027 potrebbero svolgersi con una nuova legge elettorale. Il testo è stato depositato giovedì 26 febbraio dai capigruppo di maggioranza alla Camera e al Senato. Sono tre articoli in 43 pagine che modificherebbero radicalmente l’attuale legge elettorale, il Rosatellum.

Cosa cambierebbe

La proposta è di stampo proporzionale con un premio di maggioranza, che consisterebbe in 70 deputati e 35 senatori. Questo numero, si legge nel testo della bozza, «ne sancisce l’adeguatezza in termini di ragionevolezza e proporzionalità». Il «premio di governabilità» verrebbe attribuito alla coalizione che vince le elezioni superando il 40% dei consensi. Se anche un’altra coalizione che ottiene tra il 35% e il 40% dei voti si andrebbe al ballottaggio. La maggioranza però in entrambi i casi non potrebbe superare il 60% degli eletti.

Ogni coalizione dovrebbe poi proporre al presidente della Repubblica, oltre al programma elettorale, un candidato alla presidenza del Consiglio. Il suo nome verrebbe indicato ma solo nei programmi elettorali sottoscritti dalle coalizioni e non sulla scheda elettorale, su cui scompaiono anche le preferenze.

Per quanto riguarda le circoscrizioni invece non sono stati proposti cambiamenti. Così come nel caso di approvazione della legge non cambierebbero né gli attuali collegi plurinominali e proporzionali, né la soglia di sbarramento fissata al 3%.

Le critiche

Questa legge elettorale se approvata potrebbe portare grandi cambiamenti al peso dei diversi partiti in Parlamento, cosa che crea preoccupazione nell’opposizione. Soprattutto in vista dell’elezione del presidente della Repubblica prevista per il 2029. La segretaria del Pd Elly Schlein parla di una «forte distorsione della rappresentanza» che «rischia di consegnare a chi poi vince le elezioni anche la possibilità di eleggere da soli un presidente della Repubblica». Secondo Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, «il governo trova l’intesa per la riforma elettorale e per la riforma della giustizia. Ma nulla invece per tutti i nostri giovani che sono sottopagati».

Si dichiara invece soddisfatto il vicepremier Matteo Salvini: «Chiunque vinca, vince e governa. Questo è l’importante». Per Carlo Calenda, leader di Azione, «oggi abbiamo metà dei cittadini che non vanno a votare. Un premio al 40% significa che tu lo prendi spesso sul 20% degli aventi diritto al voto. Mi sembra un po’ bassino». E annuncia una «nostra proposta di centro, pragmatica, riformista».

Chiara Brunello

Scrivo di cronaca nera, politica interna ed esteri. Ma mi interesso anche di intelligenza artificiale. Tra una lezione e l'altra faccio regia per il podcast Extrabutter. Ho svolto il mio primo stage alla redazione di cronaca del TG1.

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