Al via l’app Immuni, ma una truffa è già in agguato

Semaforo verde per il rilascio di Immuni, l’app sviluppata dall’azienda milanese Bending Spoons per il tracciamento dei contagi da coronavirus. Da oggi, lunedì 1 giugno, l’applicazione sarà disponibile sugli store digitali di Google ed Apple. Ma il pericolo è in agguato: mail truffa stanno raggiungendo le caselle email di migliaia di italiani.

IMMUNI: COS’È E COME FUNZIONA

L’applicazione, scaricabile su base volontaria, è stata voluta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con l’avallo della task force nominata dall’esecutivo e guidata da Vittorio Colao e dal commissario straordinario, Domenico Arcuri. Ufficialmente il via libera da parte del Garante della Privacy non è ancora arrivato, per cui il varo definitivo dell’applicazione potrebbe slittare a domani, in concomitanza con la Festa della Repubblica. Le funzioni dell’applicazione saranno attivate solo in quattro regioni che faranno da sperimentatrici: Liguria, Puglia, Abruzzo e Marche. In controtendenza il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna, che hanno deciso di ritirare la disponibilità a prendere parte all’iniziativa.

Nel rispetto della privacy, l’app non potrà fare utilizzo del sistema di tracciamento GPS – in grado di monitorare gli spostamenti -, ma si servirà di tecnologia Bluetooth che rileverà con chi siamo entrati in contatto e per quanto tempo, senza specificare la posizione. Per garantire l’anonimato dei suoi utenti, l’app assocerà un codice alfanumerico, e non nome e cognome, a ciascun utilizzatore.

(Le linee guida per l’utilizzo dell’app. Fonte: sito ufficiale immuni.italia.it )

Immuni è composta da una parte diagnostica in cui l’utente può annotare le condizioni di salute e i sintomi compatibili col virus e da una parte dedicata alla già citata mappatura dei contatti. Ove uno degli utilizzatori dovesse contrarre il virus, gli operatori sanitari potranno risalire ai codici alfanumerici degli smartphone esposti al contatto. Un algoritmo, quindi, stilerà una lista di persone in ragione del maggiore rischio di contagio per inviare delle notifiche in cui invitare gli utenti a seguire un protocollo che va dall’isolamento volontario al numero d’emergenza da telefonare per richiedere un tampone.

IL PERICOLO ARRIVA VIA MAIL

Agid-Cert, la struttura del governo che si occupa di cybersicurezza, intanto, ha lanciato l’allarme. Nelle ore in cui l’app Immuni è al varo, una campagna di virus informatici ha messo nel mirino migliaia di utenti italiani. Si tratta di un ransomware chiamato “FuckUnicorn”, un virus che prende in ostaggio i dispositivi dietro richiesta di riscatto. Con una mail l’utente è invitato a scaricare un file denominato, appunto, “Immuni”. Al download del file, tutti i file presenti sul dispositivo vengono criptati e l’unico modo per recuperarli è pagare 300 euro, da versare in Bitcoin.

Mariano Sisto

Laurea in Filosofia alla Federico II di Napoli, oggi giornalista praticante alla Scuola di giornalismo IULM-Mediaset. In passato ho coperto, per l'agenzia di stampa "Nova", il Consiglio regionale della Campania e i rapporti Istat. Per il quotidiano "Roma" ho monitorato le politiche nazionali per il Mezzogiorno. Attualmente collaboro con la rubrica "ilGiornaleOFF" de "il Giornale" e con il mensile allegato "Culturaidentità": scrivo approfondimenti culturali, racconto specificità regionali.

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