Il mondo del calcio piange la scomparsa del proprietario e presidente della Fiorentina Rocco Commisso. Aveva 76 anni ed era malato da tempo. «Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina comunicano la scomparsa del Presidente Rocco Commisso. Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati e oggi tutti ne piangiamo la scomparsa» si legge sul sito del club viola. «Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato» hanno scritto i suoi familiari.
«Chiamatemi Rocco»
«Io non sono un padrone, vivo per il calcio e sono un tifoso. Come dovete chiamarmi? Rocco». Parlava così Rocco Commisso nel 2019, dopo aver rilevato la Fiorentina dai Della Valle per quasi 170 milioni di euro. La Fiorentina è stata per Rocco un grande amore. Anche se non poteva viverne la quotidianità scelse di affidarla a Joe Barone, suo amico nonché uomo di assoluta fiducia, scomparso tragicamente il 19 marzo 2024. La notizia gli procurò un dolore immenso lasciandogli un vuoto incolmabile.
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Dalle sconfitte in finale al Viola Park
Tanti i sogni, alcuni mai realizzati. Anche se non è riuscito a portare a Firenze nessun titolo, con due sconfitte in finale di Conference League e una in finale di Coppa Italia, la sua grande impresa è il Viola Park. Capolavoro assoluto, un centro sportivo futuristico che ospita tutto il mondo viola, dalla prima squadra fino ai bambini del settore giovanile costato ben 120 milioni di euro. Commisso avrebbe anche voluto costruire un nuovo stadio, una lunga battaglia che non è riuscito a vincere. «È stato il mio più grande fallimento» disse.
Rocco e l’amore per il calcio
Originario di Marina di Gioiosa Ionica sulla costa calabrese, Commisso è stato uno degli imprenditori italiani di maggior successo negli Sati Uniti dove era arrivato da piccolo a 12 anni. L’amore per il calcio sbocciò da ragazzo quando frequentò la Columbia University grazie a una borsa di studio ottenuta grazie al calcio. Fece parte di una squadra di matricole che portò Columbia alla sua prima storica partecipazione ai playoff Ncaa. Coronato dall’acquisto dei New York Cosmos nel 2017 e poi sublimato dall’ingresso nel mondo viola.