Due nuovi sospetti casi di meningite in Lombardia: muore giovane di 19 anni a Lodi

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Ancora due sospetti casi di meningite in Lombardia. Il primo all’ospedale Maggiore di Lodi dove è morto ieri al pronto soccorso un ragazzo inglese di 19 anni. La Procura di Lodi ha aperto un fascicolo sulla morte del giovane rugbista: non si esclude, infatti, che il ragazzo sia stato ucciso da una meningite. Sarà l’autopsia – tra oggi e domani – a stabilire le cause della morte. Il ragazzo giocava a rugby con la squadra del suo college, la University of Surrey a Guildford nel sud est dell’Inghilterra. Era stato in gita in Emilia Romagna per una vacanza organizzata da tre gruppi sportivi universitari: i rugbisti, i giocatori di badminton e le colleghe universitarie del cheerleading. Il ragazzo era a bordo di un autobus che tornava da Rimini e viaggiava sull’autostrada A1 in direzione Milano quando ha avuto un malore: il mezzo si è fermato nell’area di servizio di Somaglia, nel lodigiano, dove è arrivata l’ambulanza che ha portato il giovane in ospedale in arresto cardiaco.

Le autorità sanitarie milanesi dell’Ats hanno quindi disposto che l’autobus – che nel frattempo aveva ripreso il suo viaggio – fosse fermato: a Bellinzona, in Svizzera, tutte le persone che erano a bordo sono state sottoposte immediatamente alla profilassi antibiotica contro la meningite da meningococco. Una misura precauzionale, spiegano i sanitari, in attesa dei risultati dell’autopsia sul giovane sportivo. Lo stesso è stato disposto per il personale dell’hotel di Marebello di Rimoni dove aveva soggiornato: una ventina di persone in tutto, sottoposte anche loro a profilassi antibiotica. Durante il soggiorno in hotel nessun giovane ha accusato malori.

Un altro caso di meningite si è verificato al San Paolo di Milano. Un impiegato di 41 anni è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive in ospedale martedì sera con la meningite. Le sue condizioni “non sono critiche”. È già partita la profilassi per i suoi «contatti stretti», cinque familiari e quaranta colleghi di lavoro. Il quarantunenne, ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Gallera, si era sentito male martedì. Febbre alta e brividi, ma soltanto il giorno successivo i sintomi si sono aggravati e l’impiegato ha chiamato la guardia medica. Aveva vomito e quel rash cutaneo che quando compare, agli occhi di un esperto, è la spia che fa sospettare l’infezione e impone di intervenire il più presto possibile. Il medico, appena l’ha visto, ha chiamato l’ambulanza e ha spedito l’uomo al San Paolo, dove l’hanno messo sotto antibiotico. L’analisi del liquore ha confermato i sospetti ieri mattina: era una sepsi da meningococco, di quale tipo lo diranno gli esami più approfonditi, con ogni probabilità oggi.

Intanto l’Ats Metropolitana è risalita alle persone che erano state in contatto stretto con l’impiegato negli ultimi dieci giorni: i familiari e una parte dei colleghi che lavorano con lui in un’azienda di Milano hanno preso l’antibiotico già ieri, gli altri lo faranno oggi. Con quest’ultima salgono a 13 le infezioni da meningococco registrate dall’inizio dell’anno in Lombardia.

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