Lo sport al tempo del Coronavirus. The Show Must Go On

Il decreto varato il 4 marzo dal Governo Conte per far fronte all’emergenza Coronavirus, tra le tante misure adottate, come la chiusura di scuole e atenei fino al 15 marzo, fissa importanti paletti anche per lo sport. Sono stati infatti sospesi tutti gli eventi e le competizioni sportive. Lo svolgimento di quest’ultimi, sarà consentito, eccetto nella zona rossa, solo all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse.

Qualora si decidesse di procedere con un qualsiasi tipo di evento senza pubblico, tutte le associazioni e le società sportive sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del COVID-19.

La coppa del Mondo di sci in programma sulle Dolomiti

Il decreto inevitabilmente cambia i programmi del mese di Marzo. Un mese tra l’altro, ricco di eventi sportivi in Italia.
Nello sci ad esempio, erano previste sulle Dolomiti le finali di Coppa del Mondo dal 16 al 22 marzo. Lo stop al pubblico consentirà comunque lo svolgimento dell’evento: svuotato dagli spettatori, ma comunque trasmesso in Tv, con la possibilità di non perdere milioni di euro in ballo. Le reazioni dalle varie federazioni, non sono tardate ad arrivare. Gli Usa hanno fatto capire che non gradiscono le finali nelle zone a rischio mentre per l’Austria, si può anche chiudere qui la stagione. La conference call prevista per il 6 marzo tra la Federazione Italiana Sport Invernali, i rappresentanti dello Sci del nostro Paese e le autorità, darà risposte sullo svolgimento o meno dell’evento.

Tennis

Le precauzioni attuate dal Governo, toccano anche il mondo del Tennis. Nello specifico, i match di qualificazione alla Coppa Davis tra Italia e Corea del Sud, in programma tra la giornata di venerdì e quella di sabato, saranno tra i primi eventi internazionali a disputarsi a porte chiuse. Chi aveva già acquistato il biglietto sarà rimborsato, mentre i giornalisti di Italia e Sud Corea accreditati all’evento, lavoreranno in due sale stampa separate.

Il Rugby col Sei Nazioni a rischio

Dopo il rinvio di Irlanda-Italia, potrebbe slittare a data da destinarsi anche la gara tra Italia e Inghilterra, valida per il quinto turno del Sei Nazioni di rugby e prevista all’Olimpico di Roma per il 14 marzo. L’indotto economico dietro al match non è indifferente. Per l’occasione erano già stati infatti venduti oltre 50mila biglietti, con almeno 20mila inglesi attesi a Roma.

 

Ciclismo, pallavolo e atletica

I disagi continuano anche nel ciclismo dove è stata annullata la Gran Fondo Strade Bianche degli amatori prevista domenica 8 marzo. A rischio anche la Tirreno-Adriatico – in programma dall’11 al 17 marzo – e la Milano-Sanremo del 21 marzo.
La pallavolo continuerà invece a porte chiuse, sia per le gare di Superlega che per la A-1 femminile. Tutti i campionati minori sono stati invece sospesi.
Anullata anche per l’atletica, la Roma-Ostia e si va verso la cancellazione anche della Stramilano del 22 marzo e della Maratona di Roma, che si dovrebbe svolgere a fine mese, il 29 marzo.

E il Calcio?

Il campionato, con le misure fissate dal decreto,  proseguirà fino al 3 aprile a porte chiuse. Dallo scoppio dell’emergenza Coronavirus in Italia, più o meno due settimane fa, il calcio italiano e i vertici della Serie A sono letteralmente andati nel pallone.

In un primo momento, il problema presentatosi è stato quello di evitare la diffusione del virus ammassando decine di migliaia di persone negli stadi. La soluzione immediata della Lega Calcio e del suo presidente Paolo Dal Pino è stata quella di rinviare le partite che si sarebbero dovute disputare nelle zone «rosse», ovvero: 

  • Inter – Sampdoria
  • Torino – Parma
  • Verona – Cagliari
  • Atalanta – Sassuolo

Qua la decisione è stata accolta senza troppo trambusto da tutte le società coinvolte a esclusione dell’Inter. La società neroazzurra infatti, una volta appresa la notizia che il match con la Sampdoria sarebbe probabilmente finito a maggio, ha alzato i toni facendosi sentire in Lega tramite il suo amministratore delegato Beppe Marotta

A far storcere il naso all’Inter sarebbe stato il calendario di maggio molto, troppo fitto secondo i dirigenti. 9 partite in un mese, tutte a distanza ravvicinata: 

  • 3 maggio – Inter-Fiorentina
  • 7 maggio – Eventuale ritorno semifinale di Europa League
  • 10 maggio – Genoa-Inter
  • 13 maggio – Juventus-Inter
  • 17 maggio – Inter-Napoli
  • 20 maggio – Eventuale finale di Coppa Italia
  • 24 maggio – Atalanta-Inter
  • 27 maggio – Eventuale finale di Europa League
  • Data ancora da fissare per Inter-Sampdoria

Come ciliegina sulla torta per mandare ancor di più nel caos il calcio italiano, la controversa decisione di rimandare, a sole poche ore dal calcio d’inizio, cinque partite della 26ª giornata. Inizialmente si era concordato di far disputare queste cinque gare a porte chiuse, ma qualcosa è evidentemente cambiato. Ecco le 5 partite: 

  • Udinese-Fiorentina
  • Milan-Genoa
  • Parma-Spal
  • Sassuolo-Brescia
  • Juventus – Inter

E qui, è esploso definitivamente il caso Inter. Il rinvio del big match con la Juventus e la normale scesa in campo della Serie B nelle zone «rosse», ha fatto si che l’Inter, nella figura del suo presidente Steven Zhang, abbia trovato una valvola di sfogo contro la Lega Calcio e Paolo Dal Pino. In un posto su Instagram, il patron dell’Inter non si è risparmiato attaccando senza freni i vertici della serie A. 

Giocare con il calendario e mettere la salute pubblica al secondo posto. Sei probabilmente il più grande pagliaccio che abbia mai visto. 24 ore? 48 ore? 7 giorni? E cosa ancora? Qual è il prossimo step? E ora parli di sportività e campionato regolare? Cosa dici del fatto che non proteggiamo i nostri giocatori o allenatori e chiediamo loro di giocare per te ogni giorno e ogni ora senza fermarsi? Sì, sto parlando a te. Al nostro presidente di Lega Paolo Dal Pino. Vergognati! È ora di alzarsi e prenderti le tue responsabilità. È così che si farebbe nel 2020. È un argomento per chiunque nel mondo, non importa se è un tifoso dell’Inter o della Juventus. L’importante è la salute. È la cosa più importante per te, per la tua famiglia e la nostra società

In questa settimana infine, è arrivata la decisione (soluzione?) di far “slittare” il campionato di una giornata facendo recuperare le sei partite della 26ª giornata nel weekend della 27ª giornata. E le restanti quattro partite della 25ª?

Cosa si è rischiato e cosa si rischierà?

Sicuramente il Coronavirus, o Covid-19, ha recato e recherà problemi anche in futuro per il normale svolgimento delle operazioni. Dal punto di vista economico sarà un colpo durissimo per le società vista anche la decisione da parte del Governo di far disputare per 30 giorni le partite a porte chiuse senza spettatori. Ipotesi annullamento del campionato? C’è stata ed è circolata nei corridoi della Lega Calcio, ma, per rendere questo sport sempre più affascinante, serve che il campionato vada avanti. Anche nelle difficoltà.
The show must go on. 

E all’estero?

L’allerta Coronavirus si fa sentire anche in Premier League. La situazione rimane in tranquilla e il prossimo turno di campionato si dovrebbe svolgere regolarmente a porte aperte, ma le autorità britanniche hanno già informato le delegazioni e i club che sono pronte a far disputare i match senza pubblico.
Le società hanno fatto sapere che per motivi economici e d’immagine, vorrebbero giocare non più di incontro a porte chiuse. E che preferiscono al massimo, la sospensione temporanea del torneo, con il recupero delle partite in primavera. Quasi in controtendenza con quanto succede in Italia, dove le polemiche non accennano a fermarsi.

Il ragionamento in Premier League è chiaro: tuteliamo la salute pubblica in primis, poi salvaguardiamo tutti gli interessi economici che ci sono dietro il campionato. Meglio non giocare piuttosto che rinunciare allo spettacolo. Considerando anche il valore della Premier League, il campionato con gli introiti per i diritti televisivi più alti al mondo.

 

In Germania, Francia e Spagna

Sale il numero di contagiati in Germania, e anche la Bundesliga inizia ad adottare le prime precauzioni. Per il momento la presenza degli spettatori durante le partite non è a rischio. Fatta eccezione per la sfida tra il Monchengladbach e Borussia Dortmund, in programma sabato 7 marzo. Il Borussia Park infatti, dista solo 40 km da Heinsberg, una delle città più colpite in Germania.
Anche alcuni club hanno iniziato con le misure di sicurezza. I calciatori del Monaco 1860 non potranno salutarsi stringendosi la mano mentre quelli del Bayern non potranno firmare autografe e scattare selfie con i tifosi.

Nella Ligue 1 francese i giocatori non si stringeranno le mani come di consueto nel pre-partita ma al momento nessuna partita è stata rinviata. Solo un match di Ligue 2, quello tra Chambly e Le Mans si giocherà a porte chiuse.

In Spagna invece non è stato adottato nessun provvedimento specifico: la Liga continuerà regolarmente. Rimane confermata però, la decisione del Ministero della Salute spagnolo di far giocare il match di Champions League tra Valencia e Atalanta e quello di Europa League tra Getafe e Inter a porte chiuse.

Roberto Balestracci

23 anni, quasi 24. Laureato in Scienze della Comunicazione, coltivo da sempre la passione per lo sport e per le sue emozioni. Ma non solo. Il diploma in violino al conservatorio di Siena mi permette di collegare i due mondi apparentemente lontani

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