Serie A: Inter seconda, Immobile da record, Genoa salvo

La Serie A più strana di sempre è giunta al termine e anche gli ultimi verdetti sono stati assegnati. Il Genoa si salva grazie al netto successo contro il Verona, mentre il Lecce saluta il massimo campionato dopo una sola stagione. Con la vittoria contro l’Atalanta, l’Inter finisce seconda e con tanti rimpianti, mentre la Dea conclude terza. La Lazio si deve accontentare del quarto posto, ma festeggia un grande Ciro Immobile, che raggiunge il record di goal segnati in una stagione, proprio nella porta in cui Higuain, quattro anni fa, stabilì il primato con 36 reti.

Juventus-Roma

La Juventus, che pensa già alla sfida col Lione in Champions League del 7 agosto, perde in casa contro la Roma e subisce la seconda sconfitta di fila, la settima in tutto il campionato. L’ultima squadra a battere i bianconeri a domicilio era stato il Napoli nel 2018, sulla cui panchina sedeva proprio Maurizio Sarri. Per la Roma, invece, si tratta della prima vittoria allo Stadium dopo nove anni.

Decimata da infortuni e turnover, la Juventus mandata in campo da Sarri è un mix tra riserve di lusso e giovani dell’under-23. Ma è l’asse tra i giocatori più navigati a permettere ai bianconeri di passare in vantaggio dopo soli cinque minuti, con Rabiot che allunga un cross e trova sul secondo palo Higuain, lasciato solo di concludere a rete.

La Roma non ci sta e trova il pareggio al minuto 23, con Kalinic che sovrasta un arrendevole Rugani e, di testa, infila all’angolino l’1-1. A fine primo tempo, l’episodio che cambia la partita. Il giovane Calafiori viene liberato sulla sinistra e, dentro l’area, salta Danilo. I due giocatori vengono a contatto e Rocchi, alla sua ultima direzione in carriera, fischia rigore, anche se dalle immagini sembra che il difensore della Juventus si fermi e faccia di tutto per evitare il contatto. Perotti, come al solito, è infallibile e batte Szczesny.

Nella ripresa, inizia lo show di Zaniolo. Al 52’, il gioiello della Roma parte dalla propria metà campo, corre 60 metri palla al piede più veloce di tutta la Juventus e libera davanti alla porta Perotti, che non può far altro che segnare.

Per la Roma è la prima vittoria allo Juventus Stadium dopo nove anni

A fine partita, festeggiamenti doppi. Gianluca Rocchi, il secondo arbitro con più presenze in Serie A, dice addio tra le lacrime, mentre la Juventus alza al cielo la coppa che significa nono scudetto consecutivo.

Atalanta-Inter

Tutto facile per l’Inter in un match che alla vigilia sembrava tosto e tutt’altro che scontato. Contro un’Atalanta stanca e priva di idee, i ragazzi di Conte segnano due gol e chiudono il campionato con una vittoria e il secondo posto, a -1 dalla Juventus campione d’Italia. La Dea, dopo aver sognato lo scudetto, si trova terza, grazie alla sconfitta della Lazio a Napoli. Ma a preoccupare i bergamaschi non è tanto la posizione finale, che dà accesso alla Champions dell’anno prossimo, ma la competizione europea di quest’anno: il 12 agosto c’è il quarto di finale contro il Psg e se gioca così la Dea ha ben poche speranze.

Gasperini si presenta senza Ilicic, con Pasalic e Gomez dietro a Zapata. In difesa scelte obbligate considerando lo stop di Palomino: l’Atalanta si affida a Toloi, Djimsiti e Caldara. Conte risponde con la difesa a tre con Godin, De Vrij e Bastoni, in attacco torna il tandem Lautaro-Lukaku.

Pronti, via e l’Inter passa subito in vantaggio. Dopo appena 50 secondi su cross dalla sinistra di Young, Gollini sbatte contro Gosens e manca la palla, ne approfitta D’Ambrosio che segna la rete dell’1-0. Oltre al danno per la Dea c’è pure la beffa: il portiere bergamasco si fa male al ginocchio ed è costretto a lasciare il suo posto a Sportiello. L’Atalanta costruisce poco, l’inter è messa bene e al 20’ concretizza il raddoppio. L’azione parte dai piedi di Handanovic, alla fine arriva a Young che con un piattone a giro la mette sul secondo palo. Un colpo da maestro. I padroni di casa continuano a non trovare spazio e il primo tempo si conclude senza che Handanovic abbia sporcato i guantoni.

Per Danilo D’Ambrosio è il secondo gol consecutivo dopo quello contro il Napoli

Il secondo tempo vede suonare la stessa musica della prima frazione di gioco. Gasperini prova a inserire Hateboer, Malinovskyi e Muriel per Castagne, Freuler e Pasalic, ma il match non cambia. È l’Inter a sfiorare il tris a 15’ dalla fine: Djmsiti cade a terra dopo un contatto con D’Ambrosio, per l’arbitro è tutto regolare e Godin, solo in area, sbaglia l’appoggio per Lukaku che si era fatto trovare pronto al centro.

L’Inter vince per 2-0 e si tiene il secondo posto. Nel post partita c’è spazio per le polemiche: Conte, arrabbiato, se la prende con la società accusandola di non aver mai protetto giocatori e allenatore. Ora però l’obiettivo si chiama Europa League, il 5 agosto i nerazzurri saranno in campo contro il Getafe e ciò che conta è il risultato. Per le polemiche ci sarà tempo a fine mese. La Dea cade all’ultima giornata di campionato. Non accadeva dal 20 gennaio contro la Spal. Eppure Gasperini e i suoi sono soddisfatti, il terzo posto è un buon traguardo e ora la testa è alla Champions.

Napoli-Lazio

Doveva essere la serata di Ciro Immobile e così, almeno in parte, è stata. Prima della partita contro il Napoli, il bomber della Lazio era fermo a quota 35 goal: un bottino che gli aveva già consentito di conquistare la Scarpa d’oro e il titolo di capocannoniere del campionato (visto anche il forfait di Ronaldo). Ma Immobile voleva completare il Triplete personale, ovvero il record di goal in una stagione di Serie A. Con una rete, avrebbe raggiunto Higuain, con due lo avrebbe superato.

Alla fine, Ciro il Grande, si deve accontentare di condividere il primato. Il suo goal, quello del momentaneo 1-1, gli permette di raggiungere quota 36, un numero che comunque lo fa entrare nella storia del campionato italiano.

Con 36 reti Ciro Immobile raggiunge Gonzalo Higuain nella classifica per record di gol in una stagione di Serie A

La partita, in sé, aveva poco significato per gli obiettivi, ma entrambe le squadre ci tenevano a giocarla al massimo. La Lazio, nonostante la Champions già acquisita, per cercare di finire la stagione al secondo posto; il Napoli, per prepararsi al meglio alla sfida contro il Barcellona.

Il risultato finale è un 3-1 che soddisfa Gattuso, ma che fa preoccupare i partenopei per le condizioni del loro capitano, Lorenzo Insigne, uscito per infortunio e in forte dubbio per la partita del Camp Nou. Il Napoli, in ogni caso, si presenterà alla resa dei conti in un buono stato sia di forma sia di gioco, pronto per riscattare un campionato non all’altezza delle aspettative di inizio stagione.

Milan-Cagliari

Doveva essere solo un match di fine stagione, invece è stata la partita dei mille spunti. Il Milan arriva a 35 gol in 12 gare, Ibrahimovic segna ancora e arriva a quota 10 reti che alla sua età sono un vero record, Leonardo Pavoletti rientra in campo dopo il calvario degli infortuni e Walter Zenga saluta il Cagliari a testa alta.

Ai rossoneri bastano 11’ per passare in vantaggio: Calhanoglu trova Leao che scocca una diagonale che mette in difficoltà il Cagliari. Dopo aver preso il palo, la palla viene spinta in rete da Klavan che segna l’autogol. Non fosse bastato il palo, ci pensa anche la traversa a negare il gol a Leao che con una bella rovesciata colpisce il legno. I ritmi non sono alti e la partita prosegue con accelerazioni sporadiche. A 10’ dalla fine del primo tempo Kjaer nega il pareggio a Ionita. Esce Leao per problemi fisici e in campo entra Bonaventura per quello che potrebbe essere il suo ultimo match in rossonero.  La partita prosegue con poche emozioni finché Walukiewicz provoca un rigore su Ibrahimovic per il solito fallo di mano. Lo svedese si presenta sul dischetto ma Cragno para.

Nel secondo tempo Ibra pesca Calhanoglu che però è imperfetto nella conclusione. Poi, servito da Castillejo, segna un gol di rabbia, potenza e precisione e supera Silvio Piola nella classifica dei vecchi marcatori arrivati in doppia cifra. Vecchio però non è il termine adeguato per descrivere Ibra, che non molla fino alla fine: ruba palla a Klavan, passa a Bonaventura che lancia in area per Castillejo. È 3-0 finale.

Con il gol contro il Cagliari, Zlatan Ibrahimovic supera il campione di longevità Silvio Piola

Una vittoria che ai rossoneri vale come una conferma. L’Europa League, per giunta partendo dai preliminari, è cosa lontana dai fasti di un tempo ma da qualche parte bisogna incominciare la risalita verso il successo. E se a guidare il Diavolo c’è un Ibra così…

Sassuolo-Udinese

Al Mapei Stadium il Sassuolo giocava per mantenere l’ottavo posto e chiudere questa ottima stagione con una vittoria casalinga. L’Udinese, raggiunta la salvezza già da qualche giornata, scendeva in campo per migliorare, se possibile, la propria classifica.

Ne è uscita la partita che ci si aspettava, ma con un risultato a sorpresa. Il Sassuolo, come suo solito, corre, pressa, attacca e gioca bene, ma le trame di De Zerbi vengono bloccate da Musso, uno dei migliori portieri, per rendimento, di questo campionato. L’altra faccia della medaglia dei neroverdi, durata tutta la stagione, è il rischio eccessivo nel palleggio, soprattutto davanti e dentro la propria area. Prima Consigli sbaglia un passaggio in uscita, ma viene graziato dall’imprecisione di Lasagna, poi Stryger Larsen colpisce la traversa su un altro disimpegno sbagliato da parte del Sassuolo.

Juan Musso è stato uno dei migliori portieri di questa stagione per rendimento

Una delle armi principali dell’Udinese è la velocità in contropiede. De Maio innesca Lasagna, che supera in velocità Peluso e mette Okaka nelle condizioni di segnare a porta vuota. È il goal del vantaggio e della vittoria per i bianconeri, che riescono a difendere il goal grazie a un super Musso, che anche con l’aiuto della traversa salva il risultato.

Genoa-Verona

Il Genoa riesce a salvarsi all’ultima giornata grazie a una super prestazione contro il Verona di Juric.

I rossoblù passano in vantaggio dopo 13 minuti grazie a Sanabria, autentico mattatore della serata. Masiello libera sulla fascia Lerager, che mette in mezzo un pallone teso per l’attaccante paraguaiano. Gunter si perde la marcatura e per il numero 9 del Grifone è un gioco da ragazzi segnare di testa.

Pochi minuti dopo, arriva il raddoppio. Pandev pesca Sanabria sul filo del fuorigioco e l’attaccante è freddo davanti Radunovic. Il suo tiro bacia il palo e finisce la sua corsa in rete. Il Verona prova a rimettere in piedi la partita, ma allo scadere del primo tempo arriva il goal che sigilla la salvezza per il Genoa. Romero salta più in alto di tutti e, da corner, colpisce di testa per la rete del 3-0.

Con la vittoria per 3-0 sul Verona, il Genoa si salva e rimane in Serie A

Nella ripresa, la partita si segnala di più per episodi violenti che per le occasioni. Romero viene espulso, Juric lo segue e a fine match anche Amrabat e Cassata ricevono il cartellino rosso dopo aver sfiorato la rissa. Tra tensione e pathos, il triplice fischio dell’arbitro sancisce la salvezza del Genoa.

Spal-Fiorentina

La Spal saluta la Serie A con una sconfitta casalinga e con soli 20 punti conquistati in 38 giornate. La Fiorentina, invece, fa le prove generali per la prossima stagione, dopo aver riconfermato Iachini sulla propria panchina.

Giuseppe Iachini è stato confermato sulla panchina della Fiorentina anche per la prossima stagione

Gli ospiti passano in vantaggio al 30’ grazie a Duncan, che è bravo a infilare Thiam dopo essere stato liberato da Chiesa. I ferraresi non ci stanno e reagiscono al minuto 39, grazie a una bella volee di sinistro di D’Alessandro, bravo a raccogliere un bel cross di Valoti.

Nella ripresa, si vede solo la Fiorentina. Thiam è bravo a respingere gli assalti di Chiesa e compagni, ma si deve arrendere al minuto 89 quando, su azione da corner, Kouame anticipa tutti sul primo palo e insacca in rete con un colpo di testa.

C’è ancora spazio per un goal ed è quello che sigilla il risultato della Fiorentina. Chiesa riceve un pallone sulla destra, ma viene travolto dalla gamba alta di Bonifazi. Pulgar è freddo dal dischetto e spiazza Thiam per la rete del definitivo 3-1.

Grazie a questa vittoria, la Fiorentina raggiunge il nono posto, occupato dal Verona, e riscatta in parte due terzi di stagione vissuti in maniera molto altalenante.

Lecce-Parma

Per il Lecce si è spenta l’ultima speranza di permanenza in Serie A. I salentini tornano in B, ma lo fanno alla loro maniera, con la solita partita mezza matta. Contro il Parma al Via del Mare finisce con un 3-4 pirotecnico.

La gara inizia con un copione già visto in stagione. Come a Bologna i salentini vanno sotto di due gol. Al minuto 11 su sinistro di Hernani il palo respinge e la palla sbatte contro Lucioni e finisce in rete. Il Lecce perde coraggio e rischia di capitolare subito dopo, ma Caprari sbaglia a tu per tu con Gabriel non concretizzando uno splendido cross di Kulusevski che dalla prossima stagione vestirà la maglia della Juventus. Gol solo rinviato: al 24’ Hernani regala il pallone a Caprari che lo gira di prima sotto la traversa. Sotto di due gol il Lecce tira fuori l’orgoglio. Prima Mancosu liscia a due passi dalla porta la splendida palla servitagli da Lapadula, poi in 5’ pareggia la partita. Al 40′ è Barak di testa a riaprire i giochi, su cross di Mancosu. Al 45′ ci pensa Meccariello a firmare il 2-2 concretizzando il corner di Falco.

Il Lecce torna in campo carico nella ripresa, ma il Parma continua a fare il suo gioco. Al 52’ Barilla gira sul secondo palo e Cornelius infila Gabriel. Mancosu poi sfiora il palo in diagonale e Gabriel salva su Caprari. Occasioni da una parte e dall’altra e al 67’ Inglese cala il poker sfruttando un errore di Lucioni in serata no. Passano 120 secondi e Lapadula riapre la gara, riprendendo la palla respinta dal palo sul colpo di testa di Shakhov.

Epilogo amaro per il Lecce che dopo una sola stagione è costretto a salutare la Serie A

Finisce così 3-4 il match che vede i giallorossi salutare la massima categoria. Per il Parma una stagione che si conclude a 49 punti – 8 in più dell’anno scorso – e undicesimo posto. D’Aversa può ritenersi soddisfatto.

Bologna-Torino

Dopo l’1-1 con il Torino, il Bologna chiude il campionato con 47 punti. Tre in più dell’anno scorso. Ma la scorsa stagione fu decimo posto, quest’anno dolo dodicesimo. Il pareggio si dimostra tutto sommato giusto: meglio i padroni di casa nel primo tempo, gli ospiti nel secondo.

Il Bologna si presenta in campo con grinta e vitalità, spinto dal proprio allenatore: gioca quasi sempre in attacco, tiene il possesso palla e domina la metà campo avversaria. Dopo 18’ i rossoblù passano in vantaggio: Juwara serve Soriano in area che, a sua volta, passa alle sue spalle all’indisturbato Svanberg che insacca.

Nel secondo tempo il Torino pare svegliarsi. I granata prendono fiducia e, dopo aver guadagnato campo con il passare dei minuti, pareggia al 66′. Verdi dalla trequarti lancia perfetto per Zaza che al volo supera Skorupski e mette la sua firma sull’1-1. Non è una novità per il Bologna incassare gol: i rossoblù subiscono almeno una rete per la trentatreesima partita consecutiva. Nel finale il ritmo si abbassa e le due avversarie non riescono a essere incisive a arrivano con il pareggio al triplice fischio finale. Un campionato da sufficienza piena per il Bologna, mentre il Torino raggiunge quota 40 punti e chiude quintultimo in una stagione che è stata per i granata ben sotto le aspettative.

Un pareggio giusto quello tra Bologna e Torino che chiudono il campionato rispettivamente con 47 e 40 punti

Brescia-Sampdoria

Un match che non aveva molto da dire quello tra Brescia e Sampdoria. Le Rondinelle erano già retrocesse, i blucerchiati salvi con quattro giornate d’anticipo dopo una stagione tutt’altro che esaltante.

Il pareggio per 1-1 ha interrotto entrambe la serie negativa di tre sconfitte, ma non ci sono altre buone notizie. La partita inizia con ritmi lenti, complici anche le temperature che sfiorano i 40 gradi. Il match si accende poco prima della mezz’ora: tiro di Vieira, deviazione di Gastaldello col braccio: l’arbitro non fischia, poi su segnalazione del Var cambia idea. Quagliarella si presenta sul dischetto, ma tira alto. Il modo peggiore per festeggiare le 200 presenze in blucerchiato e sciupando la possibilità di raggiungere Vialli come numero di gol con la Samp (84 a 85).

Il pericolo dà la scossa al Brescia. Prima Zrmahl prende il palo, poi Spalek si fa parare un ottimo pallone da Falcone. Si arriva poi al gol: Leris tira da fuori con un bel destro che si insacca in rete. Il pareggio arriva su calcio di rigore trasformato da Torregrossa. È poi il momento di Gastaldello che al 14’ del secondo tempo saluta Brescia e il calcio. Esce senza gli applausi del pubblico assente, ma tra gli abbracci virtuali di una città che l’ha adottato.

Daniele Gastaldello saluta il Brescia e il calcio nella sua ultima partita
Martina Soligo

26 anni, da Treviso a Milano per seguire il mio sogno. Laureata in Lettere all'Università Ca' Foscari di Venezia e in Editoria e Giornalismo all'Università degli studi di Verona, ora frequento il Master in Giornalismo e scrivo per MasterX. Sogno di diventare una grande giornalista sportiva.

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