San Sinner: è l’eroe Davis, ma il trionfo nasce a Bologna

San Sinner è proprio il caso di dirlo. Il trionfo dell’Italia in Coppa Davis è passato soprattutto dalla racchetta dell’altoatesino. Dei 6 punti conquistati dagli azzurri per alzare il trofeo, 5 portano la firma di Sinner. Le sue prestazioni sono state fondamentali per tornare a vincere la Coppa Davis dopo 47 anni. Quanto fatto vedere dal 22enne di San Candido nella settimana di Malaga è già entrato nella storia del tennis italiano.

Un successo epocale

Lo snodo cruciale è stata la semifinale con la Serbia. Dopo la sconfitta di Lorenzo Musetti con Miomir Kecmanović le speranze azzurre si erano ridotte al lumicino. Sinner era chiamato a una nuova impresa contro il numero 1 del mondo Novak Djokovic. E l’altoatesino ha fatto il miracolo.

Un primo set dominato e chiuso 6-2. Un secondo difficile perso 6-2 e con il serbo in grande spolvero. Ma ecco che nel terzo parziale arriva il capolavoro. Dopo aver subito la furia di Djokovic per tutto il set, sul 4-5 0-40 in favore del serbo Sinner ha dovuto fronteggiare tre match point. Proprio qui l’azzurro ha dato il meglio di sé, vincendo il primo punto grazie a un errore in slice di rovescio dell’avversario e vincendo il game grazie al servizio.

La rimonta subita ha rotto le certezze del numero 1 del mondo che improvvisamente è “uscito” dal campo. Un blackout inedito per Djokovic che ha permesso a Sinner di strappargli il servizio sul 5-5 e di chiudere l’incontro per 7-5.

Una serie di record caduti

Il serbo non aveva mai perso una partita sprecando 3 match point consecutivi. Ed è solo la quarta sconfitta in carriera non avendo sfruttato almeno una palla match. Il tennista più vincente di sempre non perdeva un singolare in Coppa Davis dal 2011.

Sinner è diventato il terzo tennista della storia a battere due volte Djokovic in 12 giorni dopo Rafael Nadal e Andy Murray. Inoltre, è il primo italiano a imporsi per 3 volte con il numero 1 al mondo. E, a titolo assoluto, è il terzo giocatore della storia, assieme a Nadal e Djokovic, a vincere almeno 10 incontri in un anno contro un top 5. Numeri che portano l’altoatesino in un’altra dimensione.

Un trionfo inseguito dal 1976

L’Italia aveva trionfato in Coppa Davis solo nel 1976 a Santiago, in Cile, con Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Antonio Zugarelli e Corrado Barazzutti. Gli azzurri hanno disputato 8 finali prima di quella di Malaga, ma l’ultima risaliva a 25 anni fa, quando perdemmo contro la Svezia. Quella di domenica 26 è stata la quarta finale con l’Australia, contro cui avevamo sempre perso. L’ultimo successo in Davis sui canguri era datato 1986.

Capitan Filippo Volandri diventa così il secondo condottiero azzurro a vincere l’insalatiera dopo Nicola Pietrangeli. Il merito di Volandri è stato costruire un gruppo coeso in questi due anni. A partire dal gennaio 2021, quando è entrato in carica, ha coinvolto tanti giocatori, tra cui Matteo Berrettini che ha supportato gli azzurri dalla panchina sia alle qualificazioni di Bologna che a Malaga. Il trionfo di Sinner, Lorenzo Musetti, Lorenzo Sonego, Matteo Arnaldi e Simone Bolelli potrebbe essere il punto di partenza di un periodo d’oro del tennis italiano.

Una vittoria costruita a Bologna

Le imprese di Sinner a Malaga non sarebbero state possibili se l’Italia non avesse superato le qualificazioni di Bologna. A settembre gli azzurri hanno passato il girone con qualche brivido. La sconfitta 3-0 con il Canada aveva creato tanti fantasmi nella testa del team di Volandri. Serviva una scossa per accedere alle finals di Malaga. E questa è arrivata da Sonego.

Contro il Cile, il torinese ha annullato tre match point a Nicolas Jarry, portando a casa la prima vittoria del girone. Un successo fondamentale che ha consentito agli azzurri di battere 3-0 i cileni e fare lo stesso con la Svezia. Senza quella rimonta di Sonego l’Italia non si sarebbe mai qualificata per Malaga e le magie di Sinner sarebbero state un miraggio.

Christian Leo Dufour

Young Reporter per il CIO alle Olimpiadi Invernali Giovanili di Gangwon 2024 e collaboratore del fattoquotidiano.it. Valdostano in trasferta a Milano. Motivato e sempre pronto a fare nuove conoscenze. Laureato in comunicazione, media e pubblicità alla IULM. Il mio sogno è il giornalismo sportivo. L'ambizione: far conoscere gli sport invernali, il ciclismo e tutte le discipline olimpiche a un pubblico sempre più ampio

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