Dominio Red Bull in Arabia Saudita, Ferrari è ancora notte fonda

Sempre la stessa storia, o quasi. A Jeddah, in Arabia Saudita, è ancora dominio incontrastato Red Bull. Questa volta però a prendersi il gradino più alto del podio, dopo la pole position, è Sergio Perez. A inseguire il compagno di scuderia Max Verstappen, che partiva quindicesimo. Mentre un infinito Fernando Alonso conquista il suo centesimo podio in carriera.

Il racconto della gara

Alonso, secondo in griglia, attacca e supera subito Perez. Ottima partenza di Charles Leclerc, che guadagna tre posizioni fino alla nona. Male Carlos Sainz, che – a dire il vero – è vittima di un sorpasso all’esterno clamoroso da parte di Lance Stroll. Nemmeno il tempo di rendersi conto che un’Aston Martin è in testa al gran premio, che ad Alonso sono rifilati 5 secondi di penalità per un errato posizionamento sulla griglia di partenza.

Dopo quattro giri Checo Perez si riprende la testa della gara. Non la mollerà più, la Red Bull è davvero di un’altra categoria. La SF-23 di Leclerc mantiene un ottimo ritmo sulle gomme soft e guadagna terreno e posizioni, seguito da Verstappen. Al giro numero nove il monegasco passa Hamilton, in netta difficoltà con la gomma dura e tre giri dopo si prende la sesta piazza sorpassando Ocon. Entrambe le Ferrari rientrano ai box e Super Max ha la via spianata verso la quarta posizione.

Alla diciottesima tornata, Lance Stroll è costretto per un problema tecnico a fermare la sua macchina. Compie un’operazione perfetta: non la lascia in traiettoria e la parcheggia al di fuori di qualunque via di fuga. Per la direzione gara, però, non è abbastanza, e manda in pista la safety car. La ragione? La Aston Martin bloccava la possibile uscita di una gru. Una decisione assurda, che costerà cara alle Rosse appena rientrate dai due pit stop.

Si fermano tutti. Hamilton sfrutta la safety e la gomma media e scavalca Leclerc. Due giri dopo, l’inglese infilza anche la Ferrari di Sainz e si mette a caccia di Verstappen. La situazione dura ben poco: l’olandese tra le tornata 23 e 24, si divora George Russell e Fernando Alonso e agguanta il secondo posto.

Ai due terzi di gara, Leclerc inizia a lamentarsi con il muretto: pensa di essere più veloce di Sainz. Immediata la comunicazione allo spagnolo, «lascialo passare». Un ordine ripetuto due volte, ma accolto dalla stessa identica risposta: «Sì, quando lui si avvicina abbastanza a me da avere il DRS». Ma il monegasco non riesce a chiudere il gap. Il passo gara della Rossa è il peggiore delle scuderie top. «Essere così indietro, una m***a», commenta un Leclerc frustrato. Nonostante la pista fosse favorevole a Maranello.

Nel frattempo le due Red Bull fanno una gara a sé: 15 secondi ad Alonso terzo, e una continua sfida tra le due monoposto di Milton Keynes per il giro veloce. La spunta nell’ultima tornata Verstappen, dopo che il muretto lo ha più volte implorato di gestire meglio la velocità. Un punto all’apparenza inutile, ma che permette a Max, oggi in versione cannibale, di rimanere in testa al mondiale. E di negare la gioia a Perez di essere in testa al campionato piloti per la prima volta in carriera.

Male le Ferrari (sesta e settima), ottima gara delle due Mercedes. A una un disastrosa McLaren, che quest’anno sembra aver sbagliato la macchina, si contrappone un monumentale Alonso. Se non fosse per una seconda penalità, questa volta di 10 secondi, perché i meccanici hanno toccato la macchina durante i 5 secondi, azione non consentita dal regolamento. Beffa amara per Alonso, e regalo enorme per Russell che così porta per la prima volta in questa stagione una Mercedes sul podio. O almeno così sembra fino a quattro ore dopo la gara. La Aston Martin fa ricorso contro questa decisione della FIA e, dopo veramente troppo tempo, Fernando Alonso ottiene ufficialmente il suo centesimo podio della carriera F1.

Una macchina sola al comando

Il Gran Premio dell’Arabia Saudita ha confermato le sensazioni emerse dopo il debutto stagionale in Bahrain. La Red Bull è di un’altra categoria quest’anno e la lotta per il titolo mondiale pare riservata a Verstappen e Perez. L’olandese è il favorito, ma il messicano non va sottovalutato perché più volte ha dimostrato di poter tenere il passo del compagno di squadra in gara. Molto dipenderà anche dalle decisioni che verranno prese dalla squadra. Se la scuderia austriaca continuerà a privilegiare Verstappen, allora per Perez non ci sarà nulla da fare.

Chi continua a stupire è l’Aston Martin. Alonso conquista il secondo podio consecutivo e il 100esimo della carriera senza mai essere impensierito dai rivali. Nella scuderia inglese c’è la consapevolezza di avere una monoposto competitiva, attualmente la seconda forza in campo, in grado di lottare per il podio in ogni gara.

Tantissimo lavoro va fatto, invece, in casa Ferrari. La Rossa si presentava al weekend saudita con ambizioni importanti visto quanto fatto vedere in Bahrain. La SF-23 sembrava la macchina più rapida sul dritto e nel circuito più veloce del Mondiale (la media sul giro è di circa 242km/h) tutto faceva pensare a una Ferrari almeno da podio. Invece il Cavallino ha faticato peggiorando il risultato del Bahrain. Il sesto e settimo posto devono far riflettere. In inverno si parlava di titolo mondiale e progetto solido. Oggi quelle parole paiono un’utopia.

Ordine d’arrivo

1) Sergio Perez 2) Max Verstappen 3) Geroge Russell 4) Fernando Alonso 5) Lewis Hamilton 6) Carlos Sainz 7) Charles Leclerc 8) Esteban Ocon 9) Pierre Gasly 10) Kevin Magnussen.

Classifica piloti

1) Max Verstappen 44 2) Sergio Perez 43 3) Fernando Alonso 27 4) George Russell 21 5) Carlos Sainz 20 6) Lewis Hamilton 20 7) Lance Stroll 8 8) Charles Leclerc 6 9) Pierre Gasly 4 e 10) Esteban Ocon 4.

Classifica costruttori

1) Red Bull 87 2) Mercedes 41 3) Aston Martin 35 4) Ferrari 26 5) Alpine 8 6) Alfa Romeo 4 7) Haas 1 e 8) Williams 1.

Christian Leo Dufour

Giornalista praticante, collaboratore del fattoquotidiano.it. Valdostano in trasferta a Milano. Motivato e sempre pronto a fare nuove conoscenze. Laureato in comunicazione, media e pubblicità alla IULM. Il mio sogno è il giornalismo sportivo. L'ambizione: far conoscere gli sport invernali, il ciclismo e tutte le discipline olimpiche a un pubblico sempre più ampio

No Comments Yet

Leave a Reply