MONDIALI: L’ALGERIA PUÒ VENDICARE IL BISCOTTO TRA AUSTRIA E GERMANIA OVEST DEL 1982

Il 25 giugno 1982, ai Mondiali di Spagna, andò in scena una delle partite più vergognose della storia del calcio. Austria e Germania Ovest si affrontarono a Gijón nella terza giornata dei gironi. Solo una vittoria tedesca con uno o due gol di scarto avrebbe qualificato entrambe le squadre, e terminò proprio 1-0. Dopo il gol iniziale di Hrubesch, le due Nazionali smisero di giocare, tra i fischi del pubblico. La partita che passò alla storia col nome di “Patto di non belligeranza di Gijón” eliminò l’Algeria, che, 44 anni dopo, il 28 giugno 2026, affronta nell’ultima giornata dei mondiali nordamericani proprio l’Austria. Un pareggio qualificherebbe entrambe le Nazionali ai sedicesimi, ma le Volpi del deserto non giocano solo per la qualificazione.

LA DÉBÂCLE TEDESCA CONTRO LA DEBUTTANTE ALGERIA

Nel Gruppo 2 del Mondiale spagnolo vennero inserite Germania Ovest, Austria, Cile e Algeria. Tutti i favori del pronostico erano sui Panzer, guidati da Paul Breitner e Karl-Heinz Rummenigge. I Campioni d’Europa in carica debuttarono contro l’Algeria, alla sua prima partecipazione in un Mondiale.

Karl-Heinz Rummenigge si laureò vice capocanniere ai Mondiali del 1982, dietro solo a Paolo Rossi

Il 16 giugno a Gijón i nordafricani sorpresero la Germania, vincendo per 2-1. Vantaggio algerino al 54’ con Madjer, pareggio teutonico di Rummenigge al 67’ e gol di Belloumi il minuto successivo. La Mannschaft aveva completamente sottovalutato l’avversario, come dichiarato nella conferenza stampa pre-partita dal commissario tecnico Jupp Derwall, che non aveva mostrato ai suoi giocatori video degli avversari “per non essere preso in giro”. Era la prima volta che una nazionale africana batteva una europea in un Mondiale, e in Algeria la vittoria generò numerosi festeggiamenti. La selezione nordafricana perse però la seconda partita 2-0 contro l’Austria, che già aveva sconfitto il Cile per 1-0. La Germania Ovest si riscattò proprio contro i sudamericani con un netto 4-1.

LA SITUAZIONE DEL GIRONE NELL’ULTIMA GIORNATA

Così, alla vigilia della terza giornata, l’Austria guidava la classifica con 4 punti (all’epoca la vittoria ne valeva ancora 2). Alle sue spalle Germania Ovest e Algeria a 2 punti, con i primi in vantaggio per la differenza reti di +2 contro il -1 algerino. Fanalino di coda il Cile a 0.

All’epoca l’ultima giornata dei gironi non si giocava in contemporanea. Germania Ovest e Austria scesero in campo a Gijón sapendo il risultato di Algeria-Cile, terminata 3-2 per i nordafricani il giorno prima a Oviedo. I teutonici erano obbligati a vincere, per evitare un’eliminazione che sarebbe stata clamorosa. Una vittoria tedesca avrebbe complicato la strada ai rivali austriaci, che si sarebbero comunque qualificati in caso di sconfitta con massimo due gol di scarto. Solo in tal caso, Austria e Germania Ovest si sarebbero entrambe qualificate, comportando l’eliminazione dell’Algeria.

DAL MIRACOLO DI CÓRDOBA AL PATTO DI NON BELLIGERANZA DI GIJÓN

Austria e Germania Ovest si erano affrontate ai Mondiali l’edizione precedente, in Argentina. Anche in quel caso era l’ultima partita della fase a gironi, però del secondo turno. I biancorossi erano già eliminati, mentre i tedeschi con una vittoria si sarebbero qualificati per la finale terzo posto. Per la prima volta dopo 47 anni, la selezione danubiana sconfisse la Germania Ovest, con un epico 3-2 deciso a due minuti dalla fine da Johann Krankl. Quella vittoria, che prese il nome di “Miracolo di Córdoba”, è una delle partite più ricordate nella storia della Nazionale austriaca.

Da dimenticare invece quanto successo a Gijón quattro anni dopo. La Germania Ovest passò in vantaggio dopo pochi minuti, grazie a Horst Hrubesch. Con questo risultato entrambe le Nazionali si qualificavano, pertanto smisero di giocare, limitandosi a una sterile melina per 80 minuti di gioco. Tra i fischi del pubblico e il commentatore austriaco Robert Seeger che invitò i telespettatori a cambiare canale, l’Algeria venne eliminata.

LE DICHIARAZIONI POST-GARA E LA DECISIONE DELLA FIFA

La nazionale tedesca venne accolta all’hotel dopo la partita da un gruppo di tifosi in protesta. I giocatori risposero lanciando dei gavettoni, e il CT Derwall si giustificò: «Volevamo andare avanti, non giocare a calcio». Il capodelegazione austriaco si espresse invece con tali termini: «Abbiamo giocato una partita tattica; se 10.000 figli del deserto vogliono scatenare uno scandalo per questo, dimostrano solo che in Algeria ci sono troppe poche scuole. Uno sceicco esce dalla sua oasi, gli viene permesso di sentire il profumo della Coppa del mondo e solo per questo si sente autorizzato ad aprire il becco e dargli fiato!».

L’Algeria vinse due partite su tre ma non superò i gironi: non era mai successo in un Mondiale. (Fonte: Wikipedia).

Arrivarono numerose richieste alla FIFA per far ripetere l’incontro, ma per questioni di tempistiche non fu possibile. La partita portò comunque a una storica decisione da parte del massimo organismo mondiale. Dal Mondiale successivo le partite dell’ultima giornata dei gironi si sarebbero giocate in contemporanea, per evitare combine. «L’Algeria ha così lasciato un segno indelebile nella storia del calcio», come dichiarato da Belloumi.

44 ANNI DOPO, LA RIVINCITA. O UN NUOVO BISCOTTO?

Da Gijón a Kansas City. Dal 1982 al 2026. 44 anni dopo, Austria e Algeria tornano ad affrontarsi in un Mondiale. Se in Spagna si sfidarono nella seconda giornata, in questa occasione è l’ultima partita del girone. E, proprio come tra Austria e Germania Ovest nel 1982, potrebbe esserci un biscotto tra le due Nazionali.

Austria e Algeria sono a 3 punti nel girone J, dietro all’Argentina, già prima, e davanti alla Giordania, già eliminata. Si giocano il secondo posto nel gruppo, ma con un pareggio passerebbero entrambe, perché con 4 punti una terza è sicura di passare. Chi perde invece rischia di essere eliminato per la differenza reti (al momento è 0 per gli austriaci, -2 per gli algerini). Il secondo posto porta in dote un sedicesimo contro la Spagna, il terzo una sfida contro Belgio o Svizzera.

In ogni caso, al di là di tutti i calcoli per la qualificazione, l’Algeria scenderà in campo per la storia. E per ricordare agli avversari la macchia che quelle casacche biancorosse, insieme a quelle tedesche, portano ancora addosso.

Alberto Pozza

Classe 2001. Laureato in Scienze della Comunicazione (triennale) ed Editoria e Giornalismo (magistrale). Appassionato di sport. Audiodescrittore sportivo per l'Hellas Verona.

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