Buon vento. Anche troppo, verrebbe da dire. Ma i segnali che Marcell Jacobs ha lanciato nel meeting di Eisenstadt, piccola città dell’Austria orientale vicina al confine ungherese, sono quelli di un atleta rinato e tornato competitivo. Il 31enne ha vinto la finale dei 100 metri con un sensazionale 9.67, terza prestazione di sempre alle spalle del record del mondo di Usain Bolt (9.58, Berlino 2009) e del 9.63 dello stesso giamaicano (Londra 2012).
Un tempo che però non entrerà negli annali a causa del forte vento a favore, +4,1 m/s, ben oltre il limite consentito di 2 m/s. Non sarà pertanto omologabile e ufficiale da regolamento. La cittadina austriaca è stata travolta da un temporale poche ore prima del meeting, posticipato poi di qualche decina di minuti. La pista è rimasta bagnata, con temperature decisamente più basse.
Visualizza questo post su Instagram
Resta comunque il miglior crono mai corso in queste condizioni. Il precedente “primato” era il 9.68 fatto segnare da Tyson Gay a Eugene nel 2008, sempre con +4,1 m/s. Già nella batteria aveva fatto segnare un ottimo 9.84, sempre non omologabile, ma con un vento decisamente meno favorevole (+2,3 m/s).
Jacobs, una crescita costante
Gli ultimi anni del campione olimpico di Tokyo 2021 sono stati particolarmente complicati. Alla base molteplici problemi fisici, delle tante voci sul suo conto, con il caso di spy story che ha coinvolto il fratello di Filippo Tortu (Giacomo, squalificato per 3 anni), e dei cambiamenti voluti dall’atleta. Nell’estate 2023 aveva infatti deciso di lasciare lo storico coach Paolo Camossi e provare una nuova esperienza in Florida, seguito da Rana Reider.
Con il coach statunitense non arrivano i risultati sperati. Agli Europei di Roma 2024 conquista due ori nei 100 metri con 10.02 e nella staffetta 4×100, ma alle Olimpiadi di Parigi non va oltre il quinto posto nei 100 con un seppur buono 9.85, terzo miglior crono della sua carriera se non si considerano quelli di Eisenstadt. Manca anche l’altro grande appuntamento, il Mondiale di Tokyo nel 2025, eliminato in semifinale con 10.16.

A fine 2025, dopo la stagione peggiore in termini di risultati (10.16 il miglior crono nei 100) e di continuità (3 soli eventi), Jacobs decide di abbandonare non senza polemiche Rana Reider: «Mi ha mancato di rispetto. Avevo bisogno di garanzie, soprattutto la certezza che, da qui in avanti, ci sarebbe sempre stato. Non come lo scorso anno, quando da aprile in poi, ha lavorato in Cina. Un giorno, mi ha inviato un messaggio dicendomi che aveva dovuto rivedere i programmi. E l’indomani è volato in Oriente. Mi aveva detto di un nuovo contratto come capo settore dei velocisti cinesi, non che avrebbe dovuto trasferirsi lì».
A stretto giro, con l’inizio della nuova annata, è arrivata la scelta di tornare con lo storico coach: «Sono felice di tornare a lavorare con Paolo Camossi. Insieme abbiamo scritto una grande pagina dello sport italiano, insieme crediamo di poterne scrivere altre».
I prossimi impegni e l’obiettivo Europei
Il 2026 del 31enne nativo di El Paso è iniziato il 20 maggio con il meeting a Savona, chiuso con il terzo posto nei 100 metri correndo in 10.01. Al Golden Gala di Roma di inizio giugno è sceso sotto i 10 secondi (9.99) per la prima volta dal 9.93 dell’agosto 2024, conquistando un quinto posto. Nella sua parabola ascendente prosegue con il terzo posto del meeting di Parigi del 28 giugno scorso, corso in 9.96.
Dopo l’exploit di Eisenstadt, Jacobs sarà ora protagonista all’Herculis 2026, decima tappa della Diamond League in programma il prossimo 10 luglio a Monaco. L’obiettivo più grande restano però gli Europei che si svolgeranno dal 10 al 16 agosto a Birmingham, dove Jacobs difende i titoli conquistati nel 2022 a Monaco e nel 2024 a Roma. All’orizzonte resta Los Angeles 2028. Avrà quasi 34 anni, ma confida ancora di poter sognare e far sognare, scrivendo un nuovo capitolo di storia dell’atletica italiana.