DENTRO O FUORI A ZENICA, L’ITALIA SFIDA LA BOSNIA PER IL PASS MONDIALE

INVIATI A BERGAMO

«What’s there to be happy about? Job’s not finished». Che cosa c’è da essere felici? Il lavoro non è ancora finito. Questa è una delle frasi più celebri di Kobe Bryant, pronunciata dopo la vittoria in gara 2 nelle NBA Finals del 2009 contro gli Orlando Magic. È con questa mentalità, la mamba mentality, che la Nazionale di calcio deve approcciare i prossimi quattro giorni di preparazione in vista della sfida decisiva per staccare il biglietto per i Mondiali che si terranno tra giugno e luglio in Canada, Messico e Stati Uniti.

Insomma, testa bassa e pedalare. Dopo aver battuto l’Irlanda del Nord per 2-0 a Bergamo (55’ Tonali, 80’ Kean), ora rimane solo un ostacolo tra l’Italia e la qualificazione: la Bosnia di Edin Džeko, che nell’altro spareggio ha eliminato il Galles ai rigori. Tutto si deciderà a Zenica martedì 31 marzo.

Un ultimo passo

L’America è là, ancora lontana, eppure un po’ più vicina. La vittoria degli azzurri a Bergamo infiamma le speranze dei tifosi e di una generazione che sogna di rivedere (o vedere per la prima volta) la Nazionale italiana ai Mondiali di calcio. A Bergamo l’Italia spezza una vera e propria maledizione. Nelle due eliminazioni arrivate rispettivamente con Svezia e Macedonia del Nord, gli azzurri non erano riusciti ad andare in rete nemmeno una volta nelle tre partite disputate ai playoff. Il gol di Tonali al 55’ ha spazzato via i fantasmi che per un momento sono ritornati nella memoria dei 23mila presenti sugli spalti.

 

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Nel primo tempo la squadra di Gattuso fatica a ingranare. L’Irlanda del Nord si chiude davanti alla propria area di rigore e cerca di sfruttare le poche occasioni che le si presentano in contropiede. Complessivamente è un primo tempo abbastanza avaro di emozioni: l’Italia gira sotto ritmo, non riesce a imprimere la necessaria velocità di palla per scardinare la difesa dei nordirlandesi. La prima vera palla gol arriva al 52’, quando un retropassaggio di Devlin diventa di fatto un assist per Retegui, che si lancia verso la porta difesa da Pierce Charles. Tutti si alzano in piedi, pronti ad esultare, ma l’urlo rimane lì, strozzato in gola. A tu per tu con il portiere, l’ex giocatore dell’Atalanta temporeggia e perde l’attimo, sciupando una nitida occasione da gol.

Cala un silenzio che dopo soli tre minuti si trasforma in un boato assordante per il gol del vantaggio di Tonali. L’Italia si fa coraggio, aumenta finalmente il ritmo e trova nuova linfa con l’ingresso di Pio Esposito: dialoga, ricama con Moise Kean e così la pericolosità degli azzurri aumenta sensibilmente. Il 2-0 dell’attaccante della Fiorentina è il sigillo definitivo sulla partita. Lo spirito c’è stato, il ritmo un po’ meno, soprattutto in termini di velocità nelle gambe e di lucidità di pensiero, però la Nazionale ha lottato, e ha vinto. Ora manca solo un ultimo sforzo…

One shot

La vittoria della Bosnia a Cardiff è stata la prima in un playoff mondiale per la squadra guidata da Edin Džeko. I bosniaci tornano dalla trasferta in Galles dopo uno sforzo di 120 minuti più calci di rigore con un obiettivo chiaro: centrare la seconda qualificazione ai Mondiali (la prima e unica partecipazione alle fasi finali è dell’edizione 2014).

31 gol nei percorsi di qualificazione mondiale e una carriera “italiana” in Serie A da 107 reti. Sarà Edin Džeko il “faro” della Bosnia nella sfida decisiva di Zenica contro gli Azzurri

In caso di vittoria, si tratterebbe di una prima storica: la Bosnia non ha mai battuto l’Italia in una partita ufficiale. L’ultimo precedente risale all’estate scorsa prima della partenza per gli Europei (1-0, rete di Frattesi). Cosa è cambiato da allora? Per i padroni di casa non molto, per gli azzurri invece sì, perché Gennaro Gattuso ha preso il ruolo di ct al posto di Luciano Spalletti.

A Zenica, Italia e Bosnia si contenderanno per 90 minuti, più eventuali supplementari e calci di rigore, l’accesso ai “Mondiali americani”. Una partita secca, a eliminazione diretta, con un solo risultato possibile: la vittoria. Non ci sono gol doppi per la squadra fuori casa o altri incroci possibili che permetterebbero alla Nazionale di qualificarsi. Gli azzurri devono prendere in mano il proprio destino e sfruttare l’ultima, l’unica chance a disposizione per poter tornare a disputare il torneo iridato di calcio.

Facce note

Dall’altra parte ci sono dei volti non proprio sconosciuti al calcio italiano e alla nostra Serie A. La difesa ha una chiara impronta nostrana: Tarik Muharemović del Sassuolo e Sead Kolašinac dell’Atalanta completano il fianco sinistro della difesa bosniaca. E là davanti, come un faro, a illuminare e guidare la Bosnia con le sue giocate c’è il cigno di Sarajevo, Edin Džeko. Sarebbe un errore da principianti sottovalutare le doti balistiche di un attaccante che ha sì 40 anni, ma che nel nostro campionato ha un curriculum di tutto rispetto.

Al di là della recente (trascurabile e dimenticabile) parentesi alla Fiorentina, in otto stagioni Džeko ha messo a referto 107 gol e 50 assist in 279 partite. Un giocatore navigatissimo che con la maglia della sua Bosnia riesce a esaltarsi ancora di più e a mettere in mostra tutta la propria classe. Nelle qualificazioni mondiali solo Robert Lewandowski e Cristiano Ronaldo (34 gol) ne hanno segnati di più di Edin (31).

La forbice tecnica tra l’Italia e i gialloblu è ampia, ma ci vorrà massima cautela. Non bisognerà peccare di presunzione, sottovalutare l’avversario è stato un errore che si è già rivelato più volte fatale. Ad attendere gli azzurri a Zenica ci sarà comunque una squadra agguerrita e ben preparata, che sarà pronta a dare tutto davanti alla propria gente. Ma non solo. Al termine della partita con l’Irlanda del Nord, alcuni giocatori italiani sono stati ripresi mentre stavano esultando al momento della vittoria dei loro prossimi avversari. La Federazione Calcistica Bosniaca ha preso quelle immagini e le ha rilanciate sui propri canali social: «Guardate la mancanza di rispetto e che arroganza da parte dell’Italia. Stavano già festeggiando dopo che abbiamo vinto ai rigori. Ne terremo conto a Zenica!».

Roberto Manella

Onnivoro di sport, ma i motori sono la mia scintilla. Non chiedetemi di scegliere: mi troverete sveglio alle tre del mattino per una pole o un quinto set. Se c'è competizione nell'aria, non importa l'orario, io ci sono. 🏎️ ⚽ 🎾 🎯 ⛷️

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