Australian Open, bandite le bandiere russe e bielorusse. Sinner tiene vive le speranze azzurre

Nella seconda giornata degli Australian Open, martedì 17 gennaio, Tennis Australia ha bandito le bandiere russe e bielorusse dal torneo. Inizialmente, la federazione australiana non aveva previsto nessun divieto. Il pubblico poteva portare con sé gli stendardi di questi Paesi, senza però causare interruzioni. Il cambio di rotta è arrivato dopo l’episodio di lunedì 16 gennaio durante la partita del primo turno tra l’ucraina Kateryna Baindl e la russa Kamilla Rakhimova. Uno spettatore ha esibito la bandiera russa per supportare la propria connazionale. «Stavo solo esprimendo sostegno a Rakhimova, che aveva solo sua madre nel palco dei suoi sostenitori», ha raccontato il tifoso.

Un «incidente», come definito da Tennis Australia, che si è ripetuto lo stesso giorno, quando Daniil Medvedev ha autografato una bandiera russa al termine del suo primo incontro a Melbourne.


In un tweet, l’ambasciatore ucraino in Australia e Nuova Zelanda Vasyl Myroshnychenko ha condannato i fatti sollecitando la federazione a introdurre una «neutral flag policy». Immediata la risposta del Cremlino. Per la controparte russa Alexey Pavlovsky, il divieto è esempio di «un’inaccettabile politicizzazione dello
sport, una manipolazione ai danni dello spirito del fair play». Anche la tennista bielorussa Aryna Sabalenka, ex n. 2 al mondo e tre volte semifinalista Slam, ha detto di comprendere la decisione, pur preferendo separare politica e sport: «se tutti si sentono meglio in questo modo, allora va bene».

È la seconda volta dallo scoppio della guerra in Ucraina che un torneo del Grande Slam prende un provvedimento politico. Nel 2022, i tennisti russi e bielorussi non hanno potuto partecipare a Wimbledon.

Il punto sul torneo

Alla viglia degli Australian Open, per la prima nella storia, tre tennisti italiani erano tra i migliori 20 della classifica Atp. Conclusa la quarta giornata, però, sono rimasti solo due azzurri in tabellone, Jannik Sinner e Camila Giorgi. Il primo, finora, non ha perso alcun set e ha messo in campo un gioco solido che non ha lasciato scampo agli avversari. Inoltre, al terzo turno il 21enne di San Candido affronterà l’ungherese Marton Fucsovics: un avversario alla sua portata. Il primo vero ostacolo potrebbe arrivare negli ottavi di finale, quando, a meno di sorprese, sfiderà la testa di serie numero 3 Stefanos Tsitsipas. Anche Giorgi arriva al terzo turno senza aver ceduto set. La 31ennne di Macerata è attesa da un banco di prova importante contro Belinda Bencic, testa di serie numero 12.

Per quanto riguarda le delusioni spiccano 2 nomi: Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti. I due azzurri hanno disputato un primo match parallelo, recuperando due set di svantaggio e uscendo di scena al super tie-break del quinto set. Berrettini si è arreso all’ex numero 1 del mondo Andy Murray. Il romano, nell’ultimo parziale, ha sprecato un facile match point sul 5-4 in suo favore. Musetti, invece, è stato sconfitto dal sudafricano Lloyd Harris cedendo alla distanza. La stessa sorte è toccata a Lorenzo Sonego. Il torinese, dopo aver vinto la partita d’apertura, ha perso al secondo turno al super tie-break con Hubert Hurkacz. Ma se per Sonego la sconfitta con il polacco era pronosticabile, lo stesso non si può dire per Berrettini e Musetti. Alla vigilia del torneo le speranze erano altre, soprattutto per Berrettini che difendeva la semifinale del 2022 e con questo risultato uscirà dai migliori 20.


Hanno rimpianti anche Rafael Nadal e Casper Ruud. Lo spagnolo è uscito dal campo in lacrime dopo essere stato eliminato dallo statunitense Mackenzie McDonald. Il maiorchino si è infortunato all’anca durante la partita. Gli esami hanno evidenziato una lesione di secondo grado al muscolo ileopsoas che lo terrà lontano dai terreni di gioco per almeno 6 settimane. Il norvegese, invece, al pari di Taylor Fritz e Alexander Zverev, è stato sconfitto inaspettatamente al secondo turno. L’eliminazione di molte teste di serie apre scenari imprevisti, anche se il favorito d’obbligo è ancora uno, Novak Djokovic. Il serbo, di ritorno in Australia dopo l’espulsione del 2022, sembra avere la strada spianata verso il trionfo. Ma il tennis non è matematica e nulla è scontato.

Christian Leo Dufour

Giornalista praticante, collaboratore del fattoquotidiano.it. Valdostano in trasferta a Milano. Motivato, estroverso e sempre pronto a fare nuove conoscenze. Laureato in comunicazione, media e pubblicità alla IULM. Il mio sogno è il giornalismo sportivo. L'ambizione: far conoscere gli sport invernali, il ciclismo e tutte le discipline olimpiche a un pubblico sempre più ampio

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