First Step to the Top: sulla gender equality nei media abbiamo ancora tanta strada da fare

Conoscere le disparità nella rappresentazione delle donne nei media come base per raggiungere la gender equality. A questo mira Reaching gender equality in the media where we are and what to do, un panel organizzato nella sede Anci di Milano da Enwe – European network for Women Excellence, Giulia Giornaliste e Che Fare.

Qualche dato

Nell’incontro – tra gli eventi di “First Step to the top. The European network of women experts databases is growing” – Karen Ross della Newcastle University presenta l’ultima ricerca del Global Media Monitoring Project (GMMP) sulle donne nell’informazione in 33 Paesi del mondo. In Italia tra il 2020 e il 2021 la loro visibilità nei media è crescita del 2% e ha raggiunto il 26%. Le esperte però durante la pandemia sono diventate fino al 6% in meno sui media tradizionali e il 2% in meno in quelli digitali. Il Covid – 19 ha infatti contribuito a marginalizzare molte donne dal punto di vista professionale e lavorativo. Il Paese è al 63esimo posto nella classifica del Global Gender Gap Report 2021, che considera 156 Paesi. Ai primi posti della classifica si trovano Islanda, Finlandia, Norvegia e Svezia.

Anche in Svizzera – spiega la giornalista Natascha Fioretti – ci sono differenze sensibili di rappresentanza, soprattutto nel mondo dell’informazione: 3 posti su 4 nelle redazioni vengono affidati agli uomini e le disparità di paga arrivano fino a 750 euro in più per gli stipendi maschili.

Che fare?

Eppure coinvolgere in eguale misura uomini e donne nei processi decisionali e di potere – afferma Paola Profeta, professoressa di scienze politiche e sociali dell’Università Bocconi  – ha notevoli vantaggi in termini di sostenibilità sociale ed economica. «Lo dimostrano numerosi studi. Nei gruppi di lavoro che comprendono donne c’è una maggiore attenzione alle questioni sociali, come povertà, istruzione e ambiente».

Daniele Manca, vicedirettore del “Corriere della Sera”, è convinto che per contrastare il gender gap in Italia è necessario prendere consapevolezza dell’esistenza di un’asimmetria e applicare una forzatura. «In Italia c’è ancora qualcuno che pensa che debbano andare avanti solo le persone “meritevoli”, indipendentemente dal genere. In questo caso è la forzatura, l’elemento che fa sì che la situazione cambi».

Giorgia Colucci

Classe 1998, vivo tra Varese e Milano, ma mi appassiona il mondo. Curiosa su tutto, scrivo di ambiente, di diritti e di casa mia su Il Fatto Quotidiano.it. Oltre a collaborare con Master X, parlo di rock ai microfoni di Radio IULM e di Europa a quelli di Europhonica. Per non farmi mancare niente, anche di cinema su Recencinema.it. Nel 2018 ho pubblicato "Vorrei mettere il mondo in carta", una raccolta di poesie per I Quaderni del bardo Edizioni

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