Futuro nazionale (Vannacci) influirà sul futuro della politica?

roberto vannacci futuro nazionale

Non una crepa di superficie, quanto piuttosto una faglia, quella aperta nel centrodestra dalla comparsa sulla scena politica italiana di Futuro Nazionale, il partito fondato dall’ex generale dell’Esercito ed europarlamentare Roberto Vannacci. I primi sondaggi post sconfitta referendaria danno infatti Fratelli d’Italia in difficoltà, Lega in caduta libera e un Partito democratico in timida rinascita. Futuro Nazionale si aggira sopra il 3%.

I sondaggi del 30 marzo 2026

Diffusi lo scorso 30 marzo, i primi sondaggi post sconfitta referendaria di Swg danno pensieri a Fratelli d’Italia, partito bloccato al 29,5%, invariato rispetto alla rilevazione di 7 giorni prima. Il partito di Giorgia Meloni, pur restando perno della coalizione di centrodestra, inizia a non essere più imbattibile. Si sta infatti destreggiando tra le conseguenze di passi azzardati durante la campagna referendaria e la successiva ondata di dimissioni che coinvolge i palazzi romani. 

Gradimento di voto degli italiani al 30 marzo 2026. Il 29% degli intervistati non ha espresso preferenza
Gradimento di voto degli italiani al 30 marzo 2026 rilevati da Swg. Il 29% degli intervistati non ha espresso preferenza

La Lega conferma invece la caduta libera che da tempo la vede protagonista, ormai arenata tra 6,8% e 6,6%. Stesso 6,6% di Alleanza Verdi e Sinistra.

Una primavera timida invece per il Partito democratico: +0,5%, arrivando al 22,0%. Il dato va letto con discrezione e cognizione di causa in quanto è diffusa la convinzione che sia ancora alterato dall’effetto catalizzatore del malumore post-referendum. 

Schlein e ‘campolargo’ approfittano della crisi di nervi della maggioranza per crescere, portando anche il Movimento 5 Stelle a un lieve incremento (da 12,2% del 23 marzo al 12,3%).

Tra le forze minori, il quadro è frammentato e le tendenze sono differenti. Azione rimane al 3,4%, +Europa all’1,4%. In flessione Italia Viva (-0,2%, arrivando a 2,3%) e Noi Moderati a 1,1%.

Rilevazione Swg del 30 marzo 2026. La fotografia è quella di un elettorato in lento movimento verso posizioni centriste
Rilevazione Swg del 30 marzo 2026. La fotografia è quella di un elettorato in lento movimento verso posizioni centriste

Il vero dato che spariglia le carte è quello di Futuro Nazionale. Dopo un iniziale boom agevolato dall’interesse catturato dalla carismatica figura dell’ex generale, si assesta intorno al 3,3%. Il partito è stato fondato a inizio febbraio, e ha già radicamenti territoriali: secondo i dati diffusi dallo stesso partito (e verificati da Pagella politica), sarebbero oltre 200 comitati e più di 12mila adesioni.

Il neonato partito Futuro nazionale

«Vera, Orgogliosa, Convinta, Entusiasta, Pura, Contagiosa: L’Unica Destra che io conosca» così Vannacci presenta il suo partito. «Il nostro Manifesto – prosegue – si riconosce in sei parole chiave, riassunte nell’acronimo V.I.T.A.L.E.: (virtù, identità, tradizioni, amore, libertà, eccellenza ed entusiasmo, ndr). Futuro Nazionale chiede a chi ci segue una scelta netta: partecipare con convinzione, rispettare la comunità, tenere alto il livello del confronto e della disciplina. Chi ama Futuro Nazionale, ci segua: noi inseguiamo un sogno e andremo lontano».

 

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Con il nuovo partito, Vannacci si pone e propone all’elettorato come l’unico vero custode della destra pura, sovranista. La strategia di Futuro Nazionale pare essere costruita su lealtà tattica al governo parallela a guerriglia ideologica sui temi identitari. 

Laddove Meloni deve rispondere a Bruxelles e Tajani deve rassicurare i mercati, Vannacci può permettersi di parlare di remigrazione, termine mutuato dall’ultradestra tedesca che punta all’espulsione degli irregolari e dei cittadini di origine straniera non “assimilati”.

L’ipotesi della nuova legge elettorale 

Come si posizionerà Futuro nazionale nello scenario politico attuale e quanto spazio sarà in grado di occupare sono due elementi essenziali ai quali la coalizione di maggioranza non può non guardare con preoccupazione. Non si tratta solo di preparare le prossime imminenti mosse per arrivare a fine legislatura o di progettare la campagna elettorale per il 2027. In discussione al Parlamento, nei prossimi mesi, c’è la nuova legge elettorale

Il testo, tre articoli in 43 pagine totali per un sistema di stampo proporzionale, è stato depositato lo scorso 26 febbraio. Tema cardine il premio di maggioranza, che attribuirebbe 70 deputati e 35 senatori al partito o alla coalizione che alle urne supererebbe il 40% delle preferenze. Un simile  premio di governabilità – si legge nel testo presentato – «sancisce l’adeguatezza in termini di ragionevolezza e proporzionalità». La maggioranza però, in ogni caso, non potrebbe superare il 60% delle poltrone nelle Camere. 

Sempre stando al testo presentato, ogni coalizione dovrebbe poi proporre al presidente della Repubblica anche un candidato alla presidenza del Consiglio dei ministri. Il suo nome però verrebbe indicato solo nei programmi elettorali, non sulla scheda elettorale (dalla quale le preferenze scomparirebbero). 

Se questa proposta andasse a sostituire la legge Rosellatum, determinante sarà il numero di giocatori. Ipotizzando una nuova legge elettorale con questo assetto, come l’ex Generale deciderà di condurre la battaglia – corsa in solitaria o alleato del centrodestra – sarà determinante per il risultato delle urne. E per il futuro della nazione.

Martina Carioni

Classe 2000, nata nella campagna cremasca, dopo un percorso di studi tra comunicazione e marketing, inciampo nel giornalismo. Attenzione verso il territorio e la sua componente sociale sono temi che accompagnano il mio interesse professionale. Scrivo di politica interna, con propensione verso il giornalismo investigativo.

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