Carne coltivata, la Camera vota no a produzione e vendita

Carne coltivata in laboratorio

L’Italia dice no alla carne coltivata: nella giornata di giovedì 16 novembre 2023 la Camera ha infatti approvato in via definitiva il disegno di legge che ne vieta la produzione e la commercializzazione. 159 i voti a favore, 53 i contrari (Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, +Europa), 34 gli astenuti (Partito democratico). D’ora in avanti sarà inoltre vietato usare i termini “carne”, “bistecche”, “burger” e “cotolette” per riferirsi agli alimenti coltivati che ne imitano le caratteristiche. Sanzioni da 10 a 60 mila euro per ogni violazione. Nessun divieto invece sulla ricerca.

La misura è nata da una petizione di Coldiretti sostenuta da oltre 2 milioni di firme. Con la sua approvazione l’Italia diventa il primo paese dell’Unione europea a vietare produzione e vendita di carne coltivata, e infatti si prevede un braccio di ferro con Bruxelles. Ma l’approvazione della misura ha scatenato forti polemiche pure in Italia. Polemiche sfociate in una bagarre a pochi metri da Montecitorio, davanti al palazzo del governo, con il presidente di Coldiretti Ettore Prandini che ha dato uno spintone al deputato di +Europa Benedetto Della Vedova.

Che cos’è la carne coltivata?

Spesso definita impropriamente “sintetica”, la carne coltivata viene prodotta a partire da cellule staminali, prelevate da embrioni o dal tessuto muscolare di animali tramite biopsia e poi coltivate in laboratorio con l’uso di fattori naturali di nutrimento. In particolare, le cellule vengono inserite nei cosiddetti “bioreattori”, ossia silos metallici con elica capaci di riprodurre le condizioni esistenti all’interno degli animali, garantendo una temperatura controllata che mantiene in vita le cellule, le rifornisce di nutrimenti e ne accelera la moltiplicazione. Una volta matura, viene eliminato il liquido di mangime rimanente e il prodotto viene compattato sottovuoto: il risultato è un alimento con fibre lunghe simile al macinato.

Un bioreattore per la produzione di carne coltivata
Un bioreattore per la produzione di carne coltivata

Nell’Unione europea la carne coltivata non è autorizzata, mentre negli Stati Uniti la si può produrre ma non consumare. In alcuni ristoranti israeliani la si può mangiare, previa firma di una liberatoria, mentre l’unico paese che ne ha autorizzato la vendita è Singapore, che sta provando a fare lo stesso con il pesce. In Italia esistono alcuni progetti di ricerca: nel dipartimento di Biologia dell’Università di Tor Vergata, ad esempio, si sta cercando di ottenere carne coltivata strutturata usando una stampante 3D.

I pro e i contro

I sostenitori di questo tipo di alimento ricordano che, rispetto al macinato tradizionale, si ha una grande riduzione nelle emissioni di gas serra e un grande risparmio in termini di acqua e consumo di suolo. Vietarne la produzione e la vendita significa anche incorrere nel rischio di una procedura di infrazione, in caso di approvazione del prodotto da parte dell’Ue. E infine, un divieto di questo tipo potrebbe danneggiare l’economia italiana, costringendo il paese a rinunciare a questo settore e al conseguente indotto in termini di giro d’affari e posti di lavoro.

I detrattori di questo prodotto ritengono invece che metta in pericolo il made in Italy e che ancora non si conoscano gli effetti a lungo termine sulla salute, poiché la vendita della carne coltivata avviene solo da pochi anni e solo in alcune parti del mondo. Il suo apporto nutrizionale è inoltre troppo basso rispetto alla carne tradizionale, perché contiene minori quantità di ferro, proteine e sali minerali. E ancora, per produrre questo alimento si fa comunque uso del feto animale e del siero fetale, e il suo costo è ancora molto elevato, il che non lo rende certo alla portata di tutti.

Esulta Lollobrigida, contrarie le opposizioni
Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida

Contrario alla carne coltivata è il centrodestra, che infatti ha voluto e approvato il divieto. Soddisfatto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida: «C’è un governo che rispetta gli agricoltori. Siamo orgogliosi di essere la prima nazione del pianeta» ad aver varato un provvedimento di questo tipo. «Noi vogliamo buon cibo per tutti, non solo cibo per tutti». Lollobrigida ha dunque auspicato che anche altri paesi europei pongano un divieto a un prodotto «non testato e non sperimentato» come la carne coltivata. «Domenica a Bruxelles porteremo un documento sottoscritto anche da Austria e Francia nel quale si inquadra una nuova visione del mondo agricolo».

«State prendendo in giro gli italiani perché quando sarà dichiarata legittima dall’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ndr) non potrete impedire la legittima circolazione delle merci» ha attaccato il segretario dei Verdi Angelo Bonelli. Dichiarazione, questa, cui Lollobrigida ha obiettato che la valutazione non dovrebbe essere effettuata dall’Efsa, ma da un «processo farmaceutico». Dura la replica del leader di +Europa Riccardo Magi, che ha accusato Lollobrigida di cultura «totalitaria» e ha parlato di «ddl oscurantista» e di «sabotaggio per la ricerca e per le aziende interessate». Per la dem Antonella Forattini, che si è astenuta, la misura «è l’ennesima, pomposa bandierina da sventolare per distrarre gli elettori».

Il parapiglia davanti a Palazzo Chigi

Il voto è stato accompagnato da due manifestazioni, a pochi passi da Montecitorio: quella di +Europa, contro il provvedimento, davanti a Palazzo Chigi, e quella di Coldiretti, a favore della misura, a un centinaio di metri di distanza. Manifestazioni finite in un parapiglia generale, con il presidente di Coldiretti Ettore Prandini che ha dato uno spintone al deputato di +Europa Benedetto Della Vedova. Il primo ha detto che l’altro presidio li stava provocando, sventolando cartelli con scritte come “Coltivate ignoranza”. Della Vedova ha invece parlato di «atto di intimidazione pesante», sostenendo che i cartelli siano stati rivolti contro i sostenitori del ddl soltanto dopo l’aggressione.

 

Fatto sta che, a un certo punto del racconto, le due versioni finiscono per coincidere. «Ho attraversato via del Corso, ho raggiunto Della Vedova e l’ho spintonato all’indietro», ha dichiarato Prandini. «Soltanto in quel momento ho realizzato che ad essermi venuto contro non era qualche manifestante stravolto, ma proprio il presidente della Coldiretti», ha commentato Della Vedova. Prandini ha anche gridato «Delinquente, delinquente», con i manifestanti della Coldiretti che gli andavano dietro urlando contro l’altro gruppo «Buffoni, buffoni». Al che Magi si è rivolto verso l’altro presidio: «Complimenti, bella democrazia la vostra».

Tra Prandini e Della Vedova c’è di mezzo il tribunale

Per il presidente di Coldiretti si è trattato solo di una «piccola spinta», non di una vera aggressione contro il deputato. «Mi viene il dubbio che sia stato tutto orchestrato da lui. Questo è decadimento delle istituzioni, dovrebbe dimettersi dal Parlamento». Della Vedova ha invece ribadito che si tratta di «intimidazione» ed «eversione», con tanto di richiesta di dimissioni nei confronti del presidente di Coldiretti. Rincara la dose Magi: «aggressione di stampo squadrista».

In ogni caso, la questione verrà risulta in tribunale, vista la denuncia presentata in serata dal deputato di +Europa, che intanto ha ricevuto la solidarietà del presidente della Camera Lorenzo Fontana. A difendere Prandini ci ha invece pensato Lollobrigida. «Violenza fisica non ne ho vista, c’è stata una baruffa dovuta anche a un insulto contenuto nel volantino».

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