In una città come Washington, ossessionata dalla politica e dal potere, la moda spesso sembra passare in secondo piano. In realtà, Donald Trump ha fatto del suo abbigliamento un simbolo di comunicazione istituzionale: dall’abito blu di Brioni, camicia bianca e cravatta rossa, al cappellino con la scritta MAGA. Il Wall Street Journal ha riportato che il presidente americano avrebbe una nuova fissa: un paio di scarpe in pelle di Florsheim. L’accessorio sarebbe talmente apprezzato dal tycoon, da spingerlo a regalarle anche a chi lo circonda, senza tener conto però della loro taglia di piedi.
LE CALZATURE TROPPO GRANDI
Secondo il Wall Street Journal, durante un incontro ufficiale il tycoon avrebbe commentato le scarpe «pessime» di Rubio e Vance, per poi sfogliare un catalogo di Florsheim, un brand americano attivo da oltre un secolo, e chiedere le misure, aggiungendo che «dalla taglia delle scarpe si capiscono molte cose di un uomo». Forse per questo Rubio deve aver optato per una taglia generosa, talmente tanto da non passare inosservato il difetto della calzatura durante il forum di Davos, in Svizzera, a gennaio. Gli scatti di quell’incontro hanno fatto il giro del web, scatenando la creatività degli utenti con meme a riguardo.
Sources say Trump purchases specific shoes for his inner circle, and that everyone is “afraid not to wear them.”
Marco Rubio was photographed wearing the alleged shoes despite them being too large. pic.twitter.com/tRV8mrOlrU
— Headquarters (@HQNewsNow) March 11, 2026
Quelle immagini mostravano anche un altro dettaglio: Rubio non era l’unico ad indossare le Florsheim, anzi. Da destra a sinistra, c’erano Steve Witkoff, negoziatore e amico di Trump, e i Segretari dell’Energia (Chris Wright), del Commercio (Howard Luttnick), del Tesoro (Scott Bessent) e di Stato (Marco Rubio), insieme al presidente. Sembrano indossare le stesse scarpe nere, dal costo di 145 dollari (circa 126 euro). Una calzatura molto più economica rispetto a quelle portate di solito dai multimilionari.
LE GRATIFICAZIONI DEI PRESIDENTI USA

Segretario di Stato degli Stati Uniti.
«Tutti i ragazzi le hanno», ha detto al giornale americano una fonte anonima della Casa Bianca. «È esilarante perché tutti hanno paura di non indossarle», ha scherzato un’altra fonte nell’articolo, e sono disposti ad indossarle anche larghissime pur di non contraddire Trump. Il presidente farebbe arrivare le scarpe direttamente alla White House nelle scatole marroni del brand, per poi consegnate al “fortunato”, spesso autografate dallo stesso tycoon, o con un biglietto di ringraziamento.
Ad aver ricevuto le scarpe non sono solo i suoi collaboratori più stretti. Le avrebbero ricevute anche i presentatori di Fox News, il senatore repubblicano Lindsey Graham, il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca Steven Cheung, il redattore dei discorsi Ross Worthington e il personaggio mediatico di estrema destra Tucker Carlson. Non è la prima volta che un presidente Usa fa dei regali: Franklin D. Roosevelt era solito distribuire portachiavi con l’immagine del suo Scottish terrier, Fala. Mentre Lyndon Johnson offriva ai visitatori spazzolini da denti elettrici con il sigillo presidenziale, e infine, George W. Bush amava i gemelli.
FLORSHEIM CONTRO I DAZI DI TRUMP

Fondata nel 1892 a Chicago da Sigmund Florsheim e da suo figlio Milton, l’impresa è diventata un punto di riferimento della moda americana per aver fornito le divise ai soldati Usa in entrambe le guerre mondiali. Un brand storico: hanno calzato le loro scarpe personaggi come il presidente Harry Truman, e lo stesso Michael Jackson per ballare il celebre moonwalk. Successi, ma anche momenti difficili, come la dichiarazione di fallimento nel 2002. Oggi Florsheim fa parte della Weyco con sede a Glendale, nel Wisconsin.
Nonostante sia la recente prediletta di The Donald, l’azienda, con sede nel Wisconsin, il primo dicembre 2025 aveva intentato una causa proprio contro la White House. Nella sua denuncia, l’azienda ha accusato la Casa Bianca di “imporre unilateralmente dazi doganali su merci importate da qualsiasi paese del mondo, calcolati con qualsiasi metodologia immediatamente, senza preavviso, senza dibattito pubblico, senza attuazione graduale o differimento, nonostante gli enormi impatti economici che probabilmente causeranno gravi danni all’economia globale”.
A tal proposito, Florsheim aveva dichiarato al Milwaukee Journal Sentinel che i dazi avevano costretto l’azienda – che stima perdite per 16 milioni di dollari a causa delle imposte – ad aumentare il prezzo delle sue scarpe del 10%. Paradossale il fatto che l’aumento dei prezzi abbia colpito lo stesso portafoglio del responsabile del danno: Donald Trump.