Scandalo Epstein: arrestato e rilasciato su cauzione l’ex ambasciatore Mandelson

Uno a uno crollano i protagonisti della politica britannica degli anni Duemila. Come tessere del domino travolte dall’onda degli Epstein Files. Dopo l’arresto e il rilascio dell’ex principe Andrea, ora nel mirino c’è Peter Mandelson. Nel pomeriggio del 23 febbraio, l’ex ministro del governo Blair è stato fermato nella sua abitazione londinese e portato in una stazione della Metropolitan Police. Dopo ore di interrogatorio è stato rilasciato, ma su cauzione. Il reato che gli viene contestato è grave: avrebbe venduto segreti di Stato al finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, aiutandolo a orientare le sue speculazioni finanziarie.

Il motivo dell’arresto

«Un uomo di 72 anni, arrestato con l’accusa di cattiva condotta in pubblico ufficio, è stato rilasciato su cauzione in attesa di ulteriori indagini» ha fatto sapere la polizia di Scotland Yard con un comunicato. Il nome, come sempre non viene citato. Ma è semplice arrivare a lord Mandelson perché, in realtà, le indagini erano già iniziate da settimane. Dopo il rilascio della nuova tranche degli Epstein Files dal Dipartimento di Giustizia americano. È accusato di aver divulgato informazioni finanziarie riservate all’amico miliardario tra il 2009 e il 2010, quando ricopriva il ruolo di ministro per le Attività produttive ed era il vicepremier di Gordon Brown.

Peter Mandelson e Jeffrey Epstein durante una giornata di shopping

Dalle mail emerse dall’analisi dei documenti, Mandelson informava Epstein delle prossime mosse di Downing Street, soprattutto dopo la crisi finanziaria del 2008. Erano indicazioni riguardanti una manovra per favorire la banca Goldman Sachs, di cui il pedofilo morto suicida era consulente. Ma rivelava anche notizie sulla dismissione di beni pubblici britannici e sul salvataggio delle banche europee da parte dell’Ue. Tutte informazioni utili a orientare investimenti e speculazioni finanziarie. Per cui il leader laburista avrebbe guadagnato oltre 75mila dollari. Divisi in tre tranche e versati sul conto del marito, per cercare di passare inosservato. Una sorta di meccanismo win win. Che non è passato inosservata alle autorità, che già in passato gli avevano chiesto spiegazioni su quei trasferimenti. Ma Mandelson aveva sviato, rispondendo «non ricordo».

Da ideologo del new Labour a faccendiere internazionale

Il suo soprannome è Principe delle tenebre. Per alcuni un’esagerazione, un accanimento mediatico alimentato dagli avversari conservatori. Eppure, negli anni, pochi appellativi si sono rivelati essere più giusti per descrivere la sua figura politica. Peter Mandelson, nato a Londra nel 1953, è stato uno degli ideatori del New Labour e la mente dietro alle campagne elettorali che portarono il partito alla vittoria negli anni Novanta. Diventato deputato nel 1992, ha ricoperto incarichi di primissimo piano nei governi laburisti, fino a diventare uno dei collaboratori più influenti di Tony Blair e Gordon Brown.

Peter Mandelson, l’ideologo del New Labour

La sua carriera, però, è stata costellata da scandali e polemiche. A partire dalle dimissioni dall’incarico di Ministro senza portafoglio dopo aver ricevuto un prestito per comprare casa. Le prime a cui hanno fatto seguito, qualche anno più tardi, quelle da Segretario di Stato per l’Irlanda del Nord. Ruolo che gli ha permesso di dimostrare le sue doti da stratega nei negoziati e nel raggiungimento di un accordo di pace. Dal 2004 al 2008 è stato Commissario europeo per il Commercio. Ma anche in quest’occasione non sono mancate le critiche. In quegli anni, è stato spesso sospettato di avere conflitti di interesse per via dei suoi rapporti personali con imprenditori e grandi uomini d’affari, compreso l’oligarca russo Oleg Deripaska. Negli ultimi anni, poi i rapporti con Epstein – mantenuti anche dopo la condanna del finanziere per reati sessuali – lo hanno costretto a lasciare incarichi pubblici e diplomatici.

La reazione del governo Starmer

Il primo ministro britannico ora deve difendersi. La sua poltrona non è a rischio, ma la pressione politica cresce di ora in ora. In Parlamento ha preso le distanze da Mandelson, definendolo «un bugiardo seriale» che avrebbe mentito a lui e ai suoi collaboratori durante i colloqui precedenti alla nomina a incarichi istituzionali, «nascondendo e sminuendo i suoi veri legami con Epstein».

Nel 2024 Peter Mandelson è stato nominato ambasciatore britannico negli Stati Uniti da Kier Starmer

Peter Mandelson nel 2024 era stato nominato ambasciatore britannico negli Stati Uniti. Una scelta che ha fatto molto discutere e che, alla luce delle nuove rivelazioni, ha portato Kier Starmer a formalizzare la revoca dell’incarico diplomatico lo scorso settembre. L’esecutivo ha inoltre annunciato l’intenzione di presentare un disegno di legge per revocargli anche il titolo di Lord, un provvedimento dal forte valore simbolico che porterà a importanti conseguenze politiche.

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