Proteste in Francia: rabbia a Parigi, divisa anche sulle raccolte di denaro

Indignazione, rabbia, rivolta. La Francia è letteralmente divisa in due. Sullo sfondo, negozi saccheggiati, edifici dati alle fiamme, vetture-ariete usate per sfondare locali, il tentativo di appiccare un rogo alla casa di un sindaco.

Facciamo un passo indietro. Martedì 27 giugno a Nanterre, alle porte di Parigi, due poliziotti fermano una Mercedes gialla per un controllo ordinario. La macchina forza il posto di blocco e non si ferma al controllo: uno dei due agenti, il brigadiere Florian M. di 38 anni, sposato con un figlio, spara e colpisce al cuore Nahel Merzouk, franco-algerino di 17 anni. Sono le 8.19. Da quel momento tutto è precipitato nel caos.

Una bandiera francese sventola durante le manifestazioni

 

LA COLLETTA DELLA DISCORDIA

Il Paese si divide anche sui soldi da donare. La colletta a favore della famiglia del poliziotto ha raggiunto oltre un milione di euro in un solo giorno, cinque volte in più della raccolta in sostegno alla mamma di Nahel, che al momento è di 250mila euro.

La colletta, che per la prima volta è a sostegno di un carnefice e non della vittima, è stata promossa dall’editorialista di estrema destra Jean Messiha, vicino al leader anti-immigrazione del Partito Reconquete, Eric Zemmour. Jean Messiha è un cristiano copto nato al Cairo, naturalizzato francese, con idee politiche di estrema destra. «I reparti di rianimazione si riempiranno di gauchisti senza fiato!» ha commentato.

L’obiettivo di partenza era la raccolta di 50mila euro per aiutare moglie e figlio del poliziotto, compensando la perdita dello stipendio in attesa del processo e della sentenza. Ma la cifra sta salendo di ora in ora. La piattaforma online che la ospita è GoFundMe, che ha difeso la causa dicendo che la raccolta di denaro «è conforme alle condizioni di utilizzo, poiché i fondi saranno versati direttamente alla famiglia». Ma la stessa piattaforma è un po’ confusa a riguardo: in un’altra occasione ha chiarito che «non sono autorizzate e saranno soppresse le collette i cui fondi vengono utilizzati per la difesa giuridica di un crimine violento o per pagine contenenti contenuti di odio».

Vetrate dei negozi spaccate

 

C’è, poi, una seconda colletta online sempre a sostegno del poliziotto, organizzata dall’associazione dei poliziotti in motocicletta della regione Hauts-de-Seine: finora ha raccolto 60mila euro.

Sulla piattaforma Leetchi invece, è stata organizzata una raccolta di denaro in sostegno alla mamma del giovane franco-algerino, che ha raggiunto somme molto più basse. «C’è una taglia sulle vite dei ragazzi arabi e neri», ha affermato l’avvocata Arié Alimi. Il ministro della giustizia Eric Dupond-Moretti ha commentato che l’iniziativa «non va nel senso della pacificazione».

LA FRANCIA NEL CAOS

Da Parigi i disordini si sono allargati in tante altre città francesi: a Marsiglia le forze dell’ordine hanno sparato gas lacrimogeni per far disperdere la folla, a Nimes un agente si è salvato da un colpo di arma da fuoco grazie al giubbotto antiproiettile che indossava, a Saint Denis un giovane vigile del fuoco è morto mentre stava cercando di domare un incendio. La rabbia incendiaria non si placa: sono state arrestate oltre 3.000 persone, decine di edifici pubblici sono stati dati alle fiamme.

A Lione sono stati avvistati alcuni picchiatori di estrema destra che si sono mescolati e hanno minacciato i manifestanti. La polizia li ha fatti subito disperdere utilizzando gas lacrimogeni. Al grido di “On est chez nous” (“La città è nostra”), gli attivisti del gruppo Les Ramparts abbracciavano mazze da baseball e spranghe per farsi giustizia da soli. Stessa situazione ad Angers dove sono scoppiate scintille lungo le rue Cornet, davanti a un ritrovo di estrema destra.

La tensione ha raggiunto momenti molto alti a L’Ha-les-Roses in Val-de-Marne dove c’è stato un attacco violento con un’auto in fiamme contro l’abitazione del sindaco Vincent Jeanbrun. “Mia moglie e i miei figli sono scioccati e feriti”, ha scritto in un tweet il primo cittadino. Jeanbrun si trovava nella sede del municipio, barricato da filo spinato, quando è avvenuto l’attacco, dove i manifestanti hanno sfondato il cancello del giardino e hanno dato fuoco al veicolo. La procura di Creteil ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio.

Una manifestazione nel centro di Parigi

 

È 17 anni l’età media dei manifestanti che incendiano le strade di Parigi, soprattutto figli di migranti residenti in Francia da decenni, ma che non si sono mai integrati veramente nel Paese. Abitano le banlieu, periferie molto degradate ai margini della città. Sono studenti delle scuole superiori, con la fedina penale pulita.

MACRON SOTTO ATTACCO

La Francia come gli Stati Uniti con l’uccisione di George Floyd il 25 maggio 2020: è lo stesso meccanismo che è scattato dopo che Derek Chauvin ha soffocato l’afroamericano, premendogli un ginocchio sul collo e sul petto.

A scatenare la rabbia, secondo le statistiche francesi, sono le condizioni economico-sociali e la percezione rispetto alle autorità. In Francia, secondo i dati dell‘Istituto nazionale di statistica (Insee) per il 2023, 5.2 milioni di persone vivono in quartieri svantaggiati, ovvero circa l’8% della popolazione. E secondo un rapporto del “Défenseur des droits”, un giovane nero o arabo ha 20 probabilità  in più di essere fermato rispetto a tutto il resto della popolazione.

Fuoco in Francia

Il presidente Emmanuel Macron ha cancellato tutti i viaggi dei ministri e ha condannato la tragedia, dicendo che fatti del genere sono «inspiegabili e imperdonabili». Macron invita alla calma, proprio nel momento in cui stava tirando un sospiro di sollievo dopo le proteste roventi contro la riforma per alzare l’età pensionabile da 62 a 64 anni.

Giulia Zamponi

Toscana, classe 1990, sono approdata a Milano per inseguire il mio sogno: il giornalismo. All’Università di Pisa mi sono laureata in Informatica Umanistica, dove ho imparato a trattare i contenuti culturali in forma digitale e a comunicarli attraverso le varie piattaforme web. Sono una giornalista pubblicista e ho collaborato con “Il Tirreno”: la prima volta che sono entrata in una redazione mi sono resa conto che non sarei mai più voluta uscire. Adesso giornalista praticante per MasterX. Mi interesso principalmente di esteri e di criminologia: mi piace analizzare ogni particolare di una situazione e indagare sugli aspetti più nascosti della realtà. Sono un’anima solare, sensibile e determinata. Amo l’intensità dei tramonti, gli intricati thriller di Joel Dicker ed il rumore delle onde del mare.

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